Buon viaggio a me!

Da un po’ ho preso l’abitudine, durante i miei viaggi, di postare su Facebook una foto al giorno con alcune righe, una specie di diario delle mie sensazioni. In molti hanno iniziato a ringraziarmi, a chiedermi di scrivere, di aprire un blog. Per qualche tempo ho mantenuto la mia routine senza dar retta a queste richieste, poi, al ritorno da Cuba, sono stata contattata per itinerari, domande, informazioni. E allora mi sono detta: iniziamo questo viaggio, senza pretese di arrivare chissà dove, godendomi solo il percorso. Dopotutto mi sento una piccola viaggiatrice ma con grandi sogni, ed il fatto stesso di vivere fra la mia amata Puglia e Roma (che adoro) mi dà la possibilità di conoscere queste due bellissime realtà e di poterne parlare.

Uno dei miei bimbi a scuola una volta mi ha chiesto: -” Ma da grande cosa vuoi fare?”-

Io: -“La viaggiatrice!”-

Immagine 020.jpg

Loggetta delle Cariatidi  -Atene 2016-

Piccola orsa

Accompagnate dallo scorrere delle stagioni Piccola Orsa e Grande Orsa intraprendono un viaggio nel mondo. È il viaggio della crescita.

Il viaggio inizia in primavera, dopo il letargo degli animali e di tutta la natura.

Piccola Orsa impara cosa sono l’amicizia e la gentilezza e cosa significa estate.

Impara a pescare ed a nuotare. Ed in questa sua esplorazione della vita Grande Orsa le è sempre accanto.

Arriva così l’autunno e poi l’inverno. Madre e figlia escono dalla foresta e guardano la valle imbiancata dalla neve. Si dirigono verso la loro vecchia tana e si addormentano insieme nel profumo della loro casa.

Le emozioni che suscita il racconto sono messe ancor più in evidenza dalla potenza del bianco e nero delle immagini. Sfogliare per credere…

P.S. Le immagini che accompagnano il post sono i miei esercizi (ormai soliti) con i pastelli acquerellabili.

Piccola Orsa, Jo Weaver, edizioni orecchio acerbo

Dello stesso autore vi ho già parlato di Piccola Balena

Un week end a Bologna

Ancora uno dei miei week end fuori porta.

Giorno 0

L’inizio del viaggio è un po’ Indie (parecchio) e il ragazzo della Telethon in treno è simpatico.

Non capisci realmente in che rapporti siano Bologna e i portici finché non ci arrivi la prima volta e ti rendi conto che Bologna è i suoi portici. La città è davvero universitaria, i ragazzi ti guardano sfrontati negli occhi e qualcuno, giocando sotto il palazzo del Podestà, ti sussurra che sei bella, sfruttando il particolare gioco di echi che lega gli angoli opposti.

Via dell’Indipendenza è una delle vie principali, e arriva diritta fino al Nettuno. E parte subito la ricerca della pietra della vergogna per osservare dall’angolazione giusta l’opera del Giambologna e ridere della leggenda goliardica. In Piazza Maggiore svetta la basilica di San Petronio ma la sua vista, come quella delle due torri sarà senz’altro ancora più bella domattina. Le luminarie con il testo de “L’anno che verrà”sono invece bellissime stasera, ad illuminare la via dove per anni visse Lucio Dalla. Un saluto ad un amico (e scoprire di averne ovunque). Un primo assaggio della città, direi anche culinario, fra mortadella, tortellini, gramigna, balanzoni e tenerino. Giusto un assaggio…

Giorno 1

Il sabato e la domenica c’è il mercato al parco della Montagnola. Mi affaccio ad una finestrella che dai portici da su un canale e in un attimo sono a Venezia.

Il povero Nettuno stamattina è ingabbiato in un’alta recinzione, una soluzione che assolutamente non condivido.

L’infopoint invece è un esempio concreto di accoglienza e promozione.

La musica è in ogni angolo e tutta la vivacità culturale della città si coglie al suo apice nella sala Borsa. Un’occhiata al palazzo comunale ed alla meridiana in interno più grande d’Europa che si trova in San Petronio. I negozi sono fighissimi ed il mercato antico anche. Pare vadano molto di moda i tessuti lucidi e metallizzati anche se alcuni personaggi sembra siano appena scesi dalla prima classe del Titanic. Tanta gente passeggia nel tiepido sole di questo sabato di inizio marzo.

Non avró la 50 special ma ho un amico speciale che non ci fa mancare crescentine, tigelle e pesto modenese sulle colline bolognesi coperte di caligine (cit.). E fin su al santuario di San Luca. I writers sono davvero originali. Il traffico. Affrettare il passo per affrontare i 498 scalini della torre degli asinelli e guardare il tramonto da lassù. Gli scorci pittoreschi serali, la galleria di grandi marchi e gli incontri davvero casuali.E poi rilassarsi e scatenarsi con la musica…

Giorno 2

Il complesso di Santo Stefano è un gioiellino: la Gerusalemme bolognese. Un po’ di souvenir culinari e un piatto di tagliatelle. Crogiolarsi al sole ai giardini Margherita e sostenere che “i cani qui vanno di moda”. Immergersi nel clima del Carnevale e innamorarsi di una marca di borse…trovare una scusa per tornare.

Alcuni ristoranti/bar consigliati;

Oberdan: ottimo rapporto qualità prezzo. Piatti tipici.

Bar Maxim: consigliatissimo per la posizione (piazza della Mercanzia) e la gentilezza del personale;

Pasticceria Impero: un po’ cara ma i dolci sono speciali!

Mercato di Mezzo: se siete indecisi e vi piacciono i luoghi tipo il mercato centrale di Roma e Firenze;

– se avete la possibilità di raggiungere le colline bolognesi non perdetevi l’Osteria dal Nonno (tigelle e crescentine super)

Noi abbiamo alloggiato all’Hotel Holiday, un po’ retró nel design ma in ottima posizione, staff gentile e colazione abbondante.

(Foto mie e dei miei compagni di viaggio)

Bologna (giorno 2)

Il complesso di Santo Stefano è un gioiellino: la Gerusalemme bolognese. Un po’ di souvenir culinari e un piatto di tagliatelle. Crogiolarsi al sole ai giardini Margherita e sostenere che “i cani qui vanno di moda”. Immergersi nel clima del Carnevale e innamorarsi di una marca di borse…trovare una scusa per tornare.

Bologna (giorno 1)

Giorno 1

Il sabato e la domenica c’è il mercato al parco della Montagnola. Mi affaccio ad una finestrella che dai portici da su un canale e in un attimo sono a Venezia.

Il povero Nettuno stamattina è ingabbiato in un’alta recinzione, una soluzione che assolutamente non condivido.

L’infopoint invece è un esempio concreto di accoglienza e promozione.

La musica è in ogni angolo e tutta la vivacità culturale della città si coglie al suo apice nella sala Borsa. Un’occhiata al palazzo comunale ed alla meridiana in interno più grande d’Europa che si trova in San Petronio. I negozi sono fighissimi ed il mercato antico anche. Pare vadano molto di moda i tessuti lucidi e metallizzati anche se alcuni personaggi sembra siano appena scesi dalla prima classe del Titanic. Tanta gente passeggia nel tiepido sole di questo sabato di inizio marzo.

Non avró la 50 special ma ho un amico speciale che non ci fa mancare crescentine, tigelle e pesto modenese sulle colline bolognesi coperte di caligine (cit.). E fin su al Santuario di San Luca. I writers sono davvero originali. Il traffico. Affrettare il passo per affrontare i 498 scalini della torre degli asinelli e guardare il tramonto da lassù. Gli scorci pittoreschi serali, la galleria di grandi marchi e gli incontri davvero casuali.E poi rilassarsi e scatenarsi con la musica…

Bologna (giorno 0)

L’inizio del viaggio è un po’ Indie (parecchio) e il ragazzo della Telethon in treno è simpatico.

Non capisci realmente in che rapporti siano Bologna e i portici finché non ci arrivi la prima volta e ti rendi conto che Bologna è i suoi portici. La città è davvero universitaria, i ragazzi ti guardano sfrontati negli occhi e qualcuno, giocando sotto il palazzo del Podestà, ti sussurra che sei bella, sfruttando il particolare gioco di echi che lega gli angoli opposti.

Via dell’Indipendenza è una delle vie principali, e arriva diritta fino al Nettuno. E parte subito la ricerca della pietra della vergogna per osservare dall’angolazione giusta l’opera del Giambologna e ridere della leggenda goliardica. In Piazza Maggiore svetta la basilica di San Petronio ma la sua vista, come quella delle due torri sarà senz’altro ancora più bella domattina. Le luminarie con il testo de “L’anno che verrà”sono invece bellissime stasera, ad illuminare la via dove per anni visse Lucio Dalla. Un saluto ad un amico (e scoprire di averne ovunque). Un primo assaggio della città, direi anche culinario, fra mortadella, tortellini, gramigna, balanzoni e tenerino. Giusto un assaggio…

Piccola Balena

Madre e figlia compiono insieme un lungo viaggio…

Balena grigia conduce la sua piccolina verso i mari del nord, verso casa.

È un viaggio lungo, pesante, ma ricco di nuove esperienze.

Piccola balena si chiede se casa è la prateria di alghe o la barriera corallina ma la madre la invita ad andare oltre.

Proseguono miglio dopo miglio, a volte nella solitudine e a volte nei pericoli. Ma sempre insieme.

Proprio quando le forze di piccola balena stanno per abbandonarla si ode il canto della famiglia.

Sono a casa e la piccola può finalmente addormentarsi…

Piccola Balena, Jo Weaver, Edizioni Orecchio Acerbo

P.S.

Le immagini a corredo sono sempre mie libere interpretazioni delle immagini del testo.

Jijide Milano: 4 fragranze per viaggiare

Intervista “tripla” ai due ideatori ed alla Junior project manager del brand.

Nome e Cognome

Elisa Maggi

Adam James Cavallari

Andrea Alessandri

Etá (Elisa, lo so che alle donne non si chiede ma sei talmente giovane…)

ELISA: 25

ADAM: 36

ANDREA: 38

Provenienza geografica

ELISA: milanese di nascita, lussemburghese da parte materna.

ADAM: inglese di nascita, emiliano da parte paterna.

ANDREA: marchigiano di nascita, milanese d’adozione.

Titolo di studio

ELISA: laurea in Discipline della valorizzazione dei Beni Culturali, laureanda in Scienze Storiche.

ADAM: laurea in Product Design

ANDREA: laurea in Industrial Design

Come è nata l’idea di Jijide?

ELISA: Jijide nasce da una stretta amicizia tra i due fondatori del brand Adam e Andrea, entrambi designer di professione, e Fan qi, imprenditore cinese. Fan qi si è reso conto che il mercato cinese continua a registrare un forte aumento della domanda di prodotti legati al mondo delle profumazioni. Da qui è nata l’idea di realizzare un brand italiano di fragranze per la casa che non si imponesse sul mercato cinese ma che tentasse di creare un legame con la sua splendida cultura.

Jijide vede collaborare Cina ed Italia. Quali caratteristiche delle due nazioni entrano vivamente nella creazione dei prodotti?

ELISA: L’italianità dei nostri prodotti sta sicuramente nella sensibilità estetica e nel rispetto delle tradizioni, sia nei materiali che nelle lavorazioni d’eccellenza. La valenza data dalla cultura cinese emerge invece dalla minuziosa attenzione al dettaglio e dalla scelta delle fragranze, scelte appositamente da un team da influencer cinesi esperte di profumi.

I prodotti che fanno parte del marchio sono le candele, i profumatori ed i sacchetti profumati. Qual è la tua “creatura del cuore”?

ELISA: Questa è una domanda molto difficile perchè adoro le fragranze Jijide in tutte le loro forme, infatti ne sono circondata sia in ufficio che in casa. Se proprio dovessi sceglierne una in particolare, credo che opterei per la Candela Seta.

Perché?

ELISA: Ho scelto la tipologia Candela principalmente per il crepitio che emette lo stoppino in legno: il suono mi rilassa moltissimo. La fragranza SETA invece l’ho scelta perchè rispecchia perfettamente il profumo che cerco per la mia casa, ovvero una fragranza delicata, ma che sia al contempo raffinata ed avvolgente.

Jijide è un termine cinese che indica gioia di vivere. Cos’è per te simbolo di positività ed energia?

ELISA: Ogni piccolo gesto che rende la vita più colorata. Da un sorriso ad una gentilezza inaspettata. Jijide nasce proprio come invito a concedersi piccoli attimi di relax quotidiani. Spesso basta un buon profumo per sentirsi più sereni.

ADAM: La positività è un filtro che ci permette di vedere la vita da un altro punto di vista . Con i nostri prodotti vogliamo portare luce e colore in tutti gli spazi della casa, il luogo più personale e intimo di ciascuno di noi.

ANDREA: Il colore attraversato da una luce viva, animata; il colore è energia, dona vibrazioni allo spazio che ci circonda.

Le profumazioni sono 4, legate a 4 differenti colori. Prova di memoria: associa colore e profumazione!

ELISA: Niente di più semplice!

CREMISI: Rosso. Nota dominante di Te, note principali di Noce e Fico.

GIADA: Verde. Nota dominante di Mirto, note principali di Limone e Bergamotto.

SETA: Giallo. Nota dominante di Muschio. Note principali di Tè e Pepe nero.

OLTREMARE: Blu. Nota dominante di Legno di Sandalo. Note principali di Iris e Cuoio.

(Vi assicuro che non ha barato!)

Una caratteristica per ogni profumazione.

ELISA: CREMISI è passionale; GIADA è intraprendente; OLTREMARE è avventuriera; SETA è eclettica.

A tuo avviso qual è il punto di forza e l’innovazione della candela?

ELISA: Come dicevo poco fa, adoro tornare a casa e rilassarmi ascoltando il crepitio dello stoppino in legno che ricorda quello di un caminetto. Trovo che Il suono emesso dalla Candela Jijide batte tutti gli ASMR mai ascoltati finora!

ADAM: L’accostamento tra colore e personalità. Le candele profumate in commercio tendono ad assomigliarsi un po’ tutte. Noi abbiamo tentato di creare qualcosa di diverso, che possa davvero rispecchiare l’umore e la personalità di chi abita la casa.

ANDREA: Imparando a leggere la natura di un oggetto che ho sempre trascurato, ho scoperto quanto la candela possa diventare il riflesso dell’animo: accenderla e chiederle di sprigionare un profumo è un gesto, intenzionale, che identifica il desiderio di concedersi un momento di piacere. Nel nostro caso, poi, la candela risponde manifestandosi col suo lieve crepitio, una presenza totalmente nuova in casa.

Quale aspetto dei profumatori ti piacerebbe sottolineare in questo contesto?

ELISA: Sicuramente la componente colore. Le tonalità sono accese e vibranti e creano suggestivi effetti di luce. Oltre che alla fragranza, ci siamo infatti concentrati molto sull’aspetto estetico del diffusore come complemento d’arredo e abbiamo cercato di creare un prodotto diverso da quelli presenti in commercio.

Quale candela hai regalato al tuo/a fidanzato/a?

ELISA: Al mio fidanzato ho regalato GIADA. Le note fresche ed energiche di questa profumazione si abbinano molto bene alla sua personalità creativa e intraprendente.

ADAM: Nessuna. Ha voluto acquistarla lei perché ci teneva molto ad essere la nostra primissima cliente.

ANDREA: OLTREMARE, perchè lei ha sempre negli occhi il viaggio e la linea d’orizzonte blu intenso dell’oceano.

Perché hai scelto per me la profumazione OLTREMARE?

ELISA: Ho scelto OLTREMARE perché si tratta di una profumazione che consiglio sempre a persone che adorano viaggiare. La fragranza è intensa e carismatica e si sposa perfettamente con gli animi curiosi ed esploratori.

E voi avete già scelto la vostra fragranza preferita?

Ringrazio tantissimo Elisa, Adam ed Andrea per la disponibilità. Un ringraziamento particolare ai loro fidanzati, ignari di essere stati citati.

Per qualsiasi informazione non esitare a contattarmi o visitate il sito: https://jijide.com

Il volo di Osvaldo

Osvaldo non aveva mai fatto un viaggio. Viveva nella sua comfort-zone: nella sua casa, nel suo quartiere, nella sua città.

Osvaldo, per far felice il suo uccellino Pio Pio, che non canta più, gli regala una pianta magica. Nella notte il seme cresce a dismisura, rovescia ed apre la gabbia e Pio Pio scappa.

Preoccupato Osvaldo si mette in viaggio attraverso la giungla e dopo giorni di ricerche lo ritrova felice e…cinguettante. Decidono così di salutarsi ed Osvaldo se ne torna a casa.

Ma la pianta (ed il viaggio) avrebbe reso felice anche un’altra persona. Chi? Scopritelo leggendo…

Il volo di Osvaldo, Thomas Baas, edizioni Chichy

P.S.

Le foto allegate sono miei acquerelli liberamente ispirato alle immagini dell’alba illustrato.

Best in Travel 2019

Il regalo di Natale della mia amica Loredana non poteva essere più indicato. Quali sono le novità relative al viaggio per il 2019? Quali le mete più economiche o quelle proprio da non perdere? Continuate a leggere e lo scoprirete.

La guida, frutto di un’attenta analisi e risultato dei voti di una giuria di esperti, è pubblicata ogni ottobre in riferimento all’anno successivo.

Quest’anno è suddivisa in più sezioni.

Fra i 10 paesi top sicuramente mi ha attirata la Germania che mette l’accento sul mio amato bauhaus, nell’anno del suo centenario.

E poi Panama, dove si è conclusa da poco la giornata mondiale della gioventù (la prossima sarà nel 2022 a Lisbona).

La Giordania con Petra e l’Indonesia con la porta di Bali stuzzicano la mia fantasia, mentre il Belize mi ha fatto tornare in mente un amico che me ne ha fatto scoprire l’esistenza.

Fra le 10 regioni consigliate mi ha stupito la scelta del Piemonte, ma in realtà sono io che non ho mai amato particolarmente Torino.

Invece mi sono innamorata della Normandia, regione della Francia a cui non avevo mai pensato.

Nella sezione delle città 100 punti per Città del Messico e per le città più piccole del Marocco. E ovviamente Copenhagen con cui ho inaugurato i viaggi del 2019.

Con mio cognato ho parlato di Assuan fra le mete più economiche (lui ci ha vissuto), ma avreste mai immaginato che in questa categoria ci fossero anche le Maldive? E pensate un po’ anche l’Argentina dove se si paga con carta di credito vi rimborsano il 21% e il visto è gratuito per alcune nazioni.

Anche l’ Albania, che ho puntato da tempo, è inserita fra le mete più economiche.

Fra le novità più belle il Museo della Statua della Libertà (toccherà tornarci); il Museo del cinema a Los Angeles e la torre a forma di candela a Bangkok.

Gli alloggi più belli a mio avviso sono quelli galleggianti in Svezia e le camere/bolle in Svizzera.

Per i bambini da non perdere la Lego House a Billund (Danimarca) e l’hotel ispirato al Monopoly in Malaysia.

Fra i trend da seguire primeggiano cieli stellati, aurore boreali, auto elettriche, scoprire le proprie origini, viaggiare in luoghi meno affollati (es. Toronto) e la realtà aumentata (anche se io preferisco sempre viaggiare veramente ).

Ciò che mi piace di questa come di tutte le guide è che già mentre leggo inizia il viaggio. Ed è affascinante come nomi letti sulla carta diventano concreti, reali, e via via più familiari. Entrano a far parte di conoscenze e ricordi e da lì in poi non sono più nomi…

Ma soprattutto in questa guida ho scoperto che la Kamchatka non esiste solo sul tabellone del Risiko!

Best in Travel 2019, Lonely Planet

Passo davanti

Erano in tre(fratelli? Amici? Cugini?)Leon, Max e Remì

Leon era il più grande ed era sempre davanti, indicando agli altri ciò che guardare. I due più piccoli lo seguivano tenendosi per mano e raccontandosi storie. Dietro le grandi spalle di Leon non vedevano nulla ma si sentivano bene.

Poi un giorno Max decise di passare davanti. Era davvero bello: vedeva le cose e si sentiva grande ma Leon è Remì dietro non si tenevano per mano e non si raccontavano storie.

Allora Remì annoiato volle passare davanti e vide il mondo: nuvole, palloncini, alberi e automobili…ma fu anche schizzato da un’auto.

Max e Leon lo presero per mano e in 3 davanti era fantastico.

Sullo sfondo si susseguono vedute di Parigi, spiagge caraibichr, paesaggi africani, New York…

Dopotutto crescere è un viaggio ed inizia tutto dalla decisione di “passare davanti”.

Premio Andersen 2018.

Nadine Brun-Cosmè, Olivier Tallec, Passo Davanti, Coccole Books