Buon viaggio a me!

Da un po’ ho preso l’abitudine, durante i miei viaggi, di postare su Facebook una foto al giorno con alcune righe, una specie di diario delle mie sensazioni. In molti hanno iniziato a ringraziarmi, a chiedermi di scrivere, di aprire un blog. Per qualche tempo ho mantenuto la mia routine senza dar retta a queste richieste, poi, al ritorno da Cuba, sono stata contattata per itinerari, domande, informazioni. E allora mi sono detta: iniziamo questo viaggio, senza pretese di arrivare chissà dove, godendomi solo il percorso. Dopotutto mi sento una piccola viaggiatrice ma con grandi sogni, ed il fatto stesso di vivere fra la mia amata Puglia e Roma (che adoro) mi dà la possibilità di conoscere queste due bellissime realtà e di poterne parlare.

Uno dei miei bimbi a scuola una volta mi ha chiesto: -” Ma da grande cosa vuoi fare?”-

Io: -“La viaggiatrice!”-

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Loggetta delle Cariatidi  -Atene 2016-

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Toronto (giorno 11)

Tutto avrei immaginato di fare durante questo viaggio, tranne che essere l’ospite in un programma radiofonico canadese e parlare dei miei viaggi, del mio blog e della Puglia.

All’acquario gli squali sono i più affascinanti: ripenso a Valencia ed a Genova (in un giorno così triste legato a questa città).

Il mio preferito però continua ad essere Nemo, il pesce pagliaccio.

Poi un giro sul treno e una sosta per una birra fresca nella fabbrica Steam Whistle.

A Port Credit c’è un faro carinissimo e servono la pizza con le forbici per tagliarla.

Toronto (giorno 10)

Anche qui hop on hop off, ancora una volta con Domenica e sua cugina Carmela.

Younge street divide la città in due: est ed ovest(un po’ muro di Berlino ma senza separazione). Yorkville è deliziosa: locali e boutiques molto chic.

Toronto a tratti ricorda NEW York per il sovrapporsi di grattacieli e costruzioni più basse e più vecchie in mattoni rossi. Però è più pulita e più fiorita.

Lo skyline della città dal battello sul lago Ontario. Le isole e uno spiritoso brunetto come guida.

Scoprire che anche Toronto ha il suo Flat Iron e bere Ginger Ale, come se non ci fosse un domani, con gli ospiti inattesi.

Toronto (giorno 9)

Nel silenzio della casa nel bosco si dorme benissimo e con la copertina. Sembra uno di quei reality in cui i protagonisti sono fuori dal mondo: io per 48 ore circa senza internet.

Il mercatino della domenica è in un ranch. I silos, gli abeti e le bandiere (le ho viste esibite con orgoglio in qualsiasi paese tranne in Italia).

Le visite serali, i programmi per i giorni seguenti, le storie di famiglia.

L’asciugatrice, il mal di gola e gli addominali.

viaggiatricedagrande.wordpress.com

Toronto (giorno 8)

A colazione 9 persone: burro d’arachidi e la peach pie fatta da Sara (11 anni).

A Midland c’è il santuario di Santa Maria dei martiri canadesi : una missione gesuita del 1600 presso gli Huron. E subito il pensiero corre a Lourdes ed al film “the Mission”.

Ho fatto il bagno nel lago e ho passeggiato in solitaria lungo la riva a Woodland Beach.

Wasaga Beach è molto turistica e riesco a spendere 25 dollari di caramelle da Dollarama.

Giocare a basket aspettando il barbecue e finalmente le pannocchie per contorno.

Senza dimenticare l’emozione di ballare un lento, la tarantella e il twist al tramonto nel giardino…

Toronto (giorno 7)

Preparare la borsa per il week end.

Spazi infiniti e paesaggi da sfondo di Windows per giungere ad una villa da sogno. Mi ci voleva una bella nuotata, guardata a vista da 2 pastori tedeschi che si assicurano che io e i bambini non anneghiamo. Con Sofia, che ha 6 anni, chiacchiero in inglese della famiglia e della piscina. I pop corn al cioccolato bianco.

Guidare il quad in costume da bagno nel bosco e lungo tutta la tenuta di Lorenzo.

Da walmart non eravamo mai stati a fare shopping ma provvediamo subito alla mancanza.

Un cottage nei boschi presso il Georgian bay: praticamente la casa a Quasano. Un faló nel giardino: arrostire i marshmallow e nell’altra mano un bicchiere di sangria.

Ma le stelle cadenti si vedranno anche da qui? La notte di San Lorenzo è la notte di San Lorenzo anche in Canada? Avrei giusto un paio di desideri da esprimere…

Toronto (giorno 6)

Io ed i panni stesi al sole. I “calzoncelli” fuori stagione.

Una colonna sonora un po’ retro per una bellissima e buonissima cena a casa di Nick e Antonella. L’alcool scorre per tutti (sarà la befana del vino?). Nick ci riempie di chiacchiere e ci fa ridere a crepapelle fra una cheescake è una blueberrycake. E anche i vicini di casa sono i benvenuti nella big family.

Toronto (giorno 5)

Gita alle cascate del Niagara. Un timido sole e una pioggia irruenta si intervallano. La mia compagna di avventure ed i suoi cugini canadesi passano a prenderci.

Vento, acqua, pioggia e risate sul battello.

Niagara Falls mi sembra la Las Vegas canadese (anche se non sono mai stata a Las Vegas).

Il fiume Niagara, il lago Ontario e poi Niagara-on-the-lake:una bomboniera.

Se gli Usa sono multicolor (almeno la parte che ho visto), il Canada è verde, tantissimo verde.

Ascoltare i racconti di famiglia, fare ricerche e scoprire che una mia trisavola era arrivata ad Ellis Island nel 1916.

La frase del giorno è “good job”!

Toronto (giorno 4)

Le porzioni da Costco sono enormi. A pranzo vado a raccogliere il basilico nella “yard”. Poi da Square One: le confezioni regalo le fanno nello stesso modo che negli usa, con la velina che fuoriesce dalla busta di carta.

Intanto ammiriamo 2 grattacieli di Missisauga: Absolute World Towers, fra i più belli al mondo, uno dei due ribattezzato Marlyn per le sue forme sinuose.

In tanti passano per un saluto e le risate sono assicurate.

Toronto (giorno 3)

I biglietti della metro sono dei gettoni, delle monetine (token).

La zona del college è tutta ordine e fiori, come il resto della città.

Durante la coda, nella CN Tower, un mago intrattiene la gente che aspetta. La torre ti accoglie con i suoi 553 m(siamo arrivati al 147 piano, 447 m),un ristorante rotante è un pavimento in vetro trasparente che si affaccia sul vuoto. In basso il Rogers Centre.

Il tempo varia in un baleno passando dal sole alla pioggia e poi ancora sole.

Una corsa dell’autobus in regalo e la fermata che si prenota tirando una cordicella.

Per cena barbecue…nella lattina di birra una pallina di azoto…

Toronto (giorno 2)

“Avevo una casetta piccolina in Canadà…”

La famiglia: alcuni li rivedi con pianti di gioia, altri li conosci dai racconti e dalle foto e li abbracci per la prima volta. Dai 91 anni ai pochi mesi ci sono tutti. Guardare luoghi e ascoltare storie di chi è già stato qui prima di te e magari non c’è più. Scoprire pezzi che fanno parte del tuo DNA. E capire cosa significhi davvero provare nostalgia per i luoghi natii…