Buon viaggio a me!

Da un po’ ho preso l’abitudine, durante i miei viaggi, di postare su Facebook una foto al giorno con alcune righe, una specie di diario delle mie sensazioni. In molti hanno iniziato a ringraziarmi, a chiedermi di scrivere, di aprire un blog. Per qualche tempo ho mantenuto la mia routine senza dar retta a queste richieste, poi, al ritorno da Cuba, sono stata contattata per itinerari, domande, informazioni. E allora mi sono detta: iniziamo questo viaggio, senza pretese di arrivare chissà dove, godendomi solo il percorso. Dopotutto mi sento una piccola viaggiatrice ma con grandi sogni, ed il fatto stesso di vivere fra la mia amata Puglia e Roma (che adoro) mi dà la possibilità di conoscere queste due bellissime realtà e di poterne parlare.

Uno dei miei bimbi a scuola una volta mi ha chiesto: -” Ma da grande cosa vuoi fare?”-

Io: -“La viaggiatrice!”-

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Loggetta delle Cariatidi  -Atene 2016-

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Barcellona: una bella storia da raccontare

L’unica città straniera in cui sono stata 2 volte (almeno per il momento). Il secondo viaggio in città è una delle storie più belle che ho da raccontare.

La vicenda in breve è la seguente: un’amica erroneamente prenota dei posti letto in più e coinvolge Maria Laura che ovviamente coinvolge me. Peccato che mancassero 3 giorni alla partenza e trovare biglietti a prezzi accessibili era praticamente un’impresa. In nostro aiuto accorre la mia amicizia con un assistente di volo che riesce a recuperarci dei biglietti open con cui poter volare in caso di volo non al completo. Tranquilli, se ve la racconto è perché fra 1000 peripezie siamo riuscite ad andare e tornare…

Buona parte delle bellezze della città le avevo già viste in una mia precedente e fugace visita quindi la seconda volta ho approfondito.

Sagrada Familia: il tempio di Gaudì, con mosaici in ceramica policroma e sculture ispirate alla natura. L’artista visse sul posto per 14 anni ed alla sua morte fu sepolto nella cripta.

Casa Batló: capolavoro del modernismo di Gaudì (variante spagnola dell’Art Nouveau). La visita all’interno vale l’intero viaggio.

Casa Milà: anche detta la Pedrera. Altra opera di Gaudì. Il mio amico Michele si ostinava a fotografare la casa accanto…

Las Ramblas: il viale alberato simbolo della vitalità della città; fra Plaza de Catalunya e il Porto Vecchio con il suo bel monumento dedicato a Colombo.

La Bouqueria: il mercato per eccellenza. Sulla piazza antistante il mosaico di Miró ed un drago art decó, antica insegna di un negozio di ombrelli.

La Barceloneta: il villaggio dei pescatoti di Barcellona, non lontano il porto vecchio con l’acquario.

Come sempre ho lasciato in sospeso cose da vedere…per lasciare aperte nuove possibilità…

(Foto mie)

Valencia…vale!

Per puro caso l’ho visitata qualche anno fa a marzo, nel mese in cui si svolge una delle feste più importanti: las Fallas.

Durante queste celebrazioni vengono bruciate per strada delle sculture di carta pesta a sfondo satirico.

La visita in città può essere suddivisa esattamente in 2: da una parte l’avveniristica città della scienza e dall’altra il centro antico.

La città delle arti e delle scienze è costituita da 5 edifici, 4 dei quali disegnati da Calatrava: il palazzo delle arti, l’Hemisferic, il Museo delle Scienze e l’Umbracle.

L’oceanografico è invece opera di Felix Candela.

Nel centro antico meritano una visita la cattedrale con il campanile Miguelete, la Lonja (costruita per la borsa merci) e il Mercado Central.

E non dimenticate di farvi una passeggiata sui 2 km di spiaggia della Malvarrosa.

(Foto mie e di Francesco)

Controvento

Ci sono quei libri belli, ma talmente belli, che li leggi, li divori in pochissimi giorni. Questo è uno di quelli. Un libro che ho desiderato leggere da subito e che è arrivato materialmente per caso, come un segno, nella mia vita (ma ancor più, in realtà, nella vita della mia amica Sara).

Ho l’abitudine di sottolineare a matita le frasi che mi colpiscono nei libri che leggo. Questo è sicuramente il libro che ho più sottolineato fra quelli letti nella mia vita (e vi assicuro che sono davvero tanti). Se avessi potuto lo avrei sottolineato tutto.

Ogni capitolo è dedicato ad un diverso tipo di viaggio (nel tempo, di crescita, di guarigione, oltreoceano, ecc.) di un personaggio famoso.

Alcuni personaggi (soprattutto della musica, argomento in cui risulto abbastanza deficitaria) non li conoscevo.

Ma allo stesso tempo ho adorato i capitoli dedicati a grandi dell’arte come Van Gogh, Frida Kalo, Chagall, Gauguin.

Ho amato in particolare alcune riflessioni, tipo quella sul tempo (che però non vi svelerò).

Ma ciò che ho amato di più è stato viaggiare con questi personaggi: dalla Russia al Sud America, passando per l’Oriente. E poi Lisbona…tanta Lisbona (hai capito Caterina?).

Ho viaggiato con loro su navi, treni, aerei…

E come il personaggio dell’ultimo capitolo anche io torno (da questa lettura) tenendo ciò che realmente conta per me: “la scrittura e l’amore“.

101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita – 7 Salire in cima alla cupola di San Pietro

Luglio, un caldo allucinante e noi 3 girls bardate con i foulard s per coprire le spalle scoperte.

La scalata è una vera e propria “espiazione”, ma la vista, dopo l’ascesa, merita davvero tanto sforzo.

Salite con calma, godetevi il percorso tanto quanto vi godrete il paesaggio una volta arrivati in cima.

Provate a rintracciare con lo sguardo e riconoscere i vari monumenti.

E come dice Ilaria Beltramme, solo allora capirete il senso di quella doppia P c’è i romani hanno assegnato alla cupola definendola CUPPOLONE.

Formello e il Parco Natura “La Selvotta”

Oggi tutti in gita! Direzione Parco Natura la Selvotta a Formello.

Formello è un paese di origine etrusca, poi passato sotto la dominazione romana e in età moderna feudo degli Orsini a cui è legata la presenza del così detto palazzo Chigi 8poichè dagli Orsini passò alla famiglia Chigi che lo sopraelevò di un piano).

Alla stessa famiglia è legata la villa extra-urbana Chigi-Versaglia.

La zona di Formello ha una grande valenza naturalistica poichè  interamente compresa nel parco del Veio. In questo contesto si inserisce il parco naturalistico ” La Selvotta“.

Semplice da raggiungere ed atttrezzatissimo (zona pic-nic con tanti tavoli e panche, servizi, zona ristoro, parco giochi con giostrine), il parco offre un’esperienza immersiva nella natura, con una passeggiata fra gli “alloggi” dei vari animali (tartarughe, volatili, conigli, animali da cortile) e la possibilità di dare da mangiare a pecore e caprette.

Per chi volesse, il parco prevede anche una serie di laboratori (marmellata, pane, pizza, biscotti) e uno spettacolo con i rapaci.

Noi non abbiamo rinunciato a nulla. Giornatina impegnativa ma ricchissima.

http://www.parconaturaselvotta.it

(foto mie)

Madrid: racconto semiserio di una città che adoro

Tutti stravedono per Barcellona. Io adoro Madrid. Sarà per quell’aria elegante e raffinata ma allo stesso tempo calda ed accogliente (immaginate quanto calda ad agosto). Sarà che ci ho passato circa una settimana e l’ho girata in lungo e in largo. Sarà che ero in compagnia di persone davvero speciali, il che rende ogni luogo maggiormente caro al nostro cuore.

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Sarà per questo che ripensare ad alcuni luoghi (imprescindibili per chi visita la città) mi riempie di gioia e mi fa sorridere.

Plaza Mayor: il cuore della città, con al centro la statua di Filippo II ed intorno i portici animati dai caffè.

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El Escorial: palazzo/monastero costruito da Filippo II; ha appartamenti decorati con fantastiche opere d’arte.

Museo del Prado: il museo per eccellenza. Il modo in cui abbiamo superato una lunga coda con uno stratagemma è ancora una delle storie che racconto più spesso, così come sbellicarsi dalle risate davanti ad un quadro ed essere ripresi dall’addetta alla sicurezza nella sala (il massimo per il curriculum di una storica dell’arte). Per la parte seria citerò una delle mie opere preferite “Las meninas” di Velazquez e le 2 Maya di Goya.

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Plaza de Cibeles: alle 21 di una sera d’estate essere in questa piazza con il cielo ancora azzurro è stata un’esperienza incredibile. All’incrocio fra il Paseo del Prado e la calle del’Alcalà sorge la fonte de Cibeles (che dà il nome alla piazza), fontana progettata nel 1700.

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Puerta de Alcalà: voluta da Carlo III per abbellire la zona Est di Madrid.

Centro de Arte Reina Sofia:un’opera fra tutte “Guernica” di Picasso ed io che, abbandonati i miei compagni di viaggio, mi aggiro fra le sale da sola (con altre migliaia di persone, ovvio).

Puerta del Sol: la statua dell’orso con il corbezzolo è il simbolo della città e si trova all’angolo con Calle del Carmen ( cito questa via solo per narcisismo, puro e vero).

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Catedral de la Almudena: dedicata alla patrona della città. (a Siviglia qualche mese fa ho conosciuto una ragazza che portava questo nome e subito i ricordi sono corsi a Madrid).

Palacio Real: posto su un promontorio che dà sul fiume Manzanarre (si, proprio quello del 5 Maggio di Manzoni). Oggi i sovrani non vi risiedono ma è utilizzato per le occasioni di stato.

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Gran Via: l’arteria principale della città, inaugurata nel 1910.

Parque del Retiro: in origine era ad uso privato dei sovrani. Nel 1700 divenne pubblico. Appunto un luogo di “ritiro”pur restando in città.

Estaciò de Atocha: la nostra “stazione”, quella che ci ha visti arrivare e ripartire un sacco di volte…

Scrivere della città m i ha emozionata e come sempre mi è venuta voglia di tornarci. Dopotutto non sono stata al Thyssen- Bornemisza, potrebbe essere un punto di partenza per il prossimo viaggio…

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(foto mie)

 

 

 

 

Una giornata al mare a Ladispoli

Oggi il meteo non prometteva nulla di buono ma noi tre temerarie ci siamo avventurate comunque verso il mare. L’obiettivo è quello di conoscere le spiaggedel litorale laziale e di prendere un po’ di tintarella. E anche oggi è stato raggiunto.

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Oggi le nostre esploratrici si sono fermate a Ladispoli: spiaggia scura (un po’ come ad Ostia) e una bella cittadina con tanti negozi e locali carini.

L’attuale Ladispoli sorge sul vecchio porto di Alsium, uno dei tre porti (insieme a Punicum- Santa Marinella e Pyrgi -Santa Severa) della città etrusca di Cerveteri.

Poi divenne colonia romana e cittadina marinara di facoltosi romani (tra cui probabilmente anche Cesare).

La cittadina è dotata di un castello medievale in cui soggiornarono diversi personaggi illustri ad esempio Papa Alessandro VI Borgia, rappresentatnti della famiglia Orsini, Papa Paolo III.

Ladispoli è cittadina autonoma solo dal 1970, essendo stata prima frazione di Cerveteri e successivamente di Civitavecchia.

Noi abbiamo pranzato da Trapizzino e preso caffè e dolcetto in un bar bellissimo con le altalene al posto delle sedie: Mavì, eletto subito uno dei miei posti preferiti!

Siamo tornate a Roma e pioveva. Tutto ok…missione compiuta!

(foto dal web)

Una bellissima ma poco nota città spagnola: Tarragona

Come già detto più volte, uno dei Paesi che amo ed in cui sono stata più volte è la Spagna.

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Chi di voi conosce Tarragona?

Siamo in Catalogna, non lontani da Barcellona. Una spiaggia di sabbia dorata e sbrilluccicante e la luce che ricorda certi paesaggi della Costa Azzurra.

Oggi grande porto industriale, conserva il ricordo di quando era il punto base per la conquista della provincia. Dal Balcò d’Europa, al culmine della Rambla, si possono ammirare le rovine dell’anfiteatro romano, con la vicina chiesa di Santa Maria de Miracle ed il pretorium, con il museo archeologico nazionale.

La cattedrale del XII secolo fu costruita sui resti di un tempio romano. Il chiostro è invece del XIII secolo fra romanico e gotico.

La provincia di Tarragona è famosa per le torri umane, gare di squadre di uomini (castellers) che si mettono uno sulle spalle dell’altro per realizzare la torre più alta. Le torri possono arrivare anche a 7 piani ed in alto vi è l’Anxaneta, un ragazzino.

E ricordate, in occasione della festa di Santa Mari Assunta e la domingo…”todo està cerrado”.

(foto mie! vecchie!)

Smart box: a present for you

Per par condicio, dopo aver parlato, qualche tempo fa, dei cofanetti Boscolo, oggi è la volta di Smartbox.

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per due volte mi hanno regalato un soggiorno attraverso l’opzione smartbox. L’ultimo, qualche mese fa, era il cofanetto “tre giorni nel verde”, con il quale Gilda, Anto ed io siamo state a Catania.

Ogni cofanetto ha una validità di due anni e può essere sostituito gratuitamente. Inoltre la prenotazione delle strutture partner è davvero molto semplice.

Ogni cofanetto è composto da una guida illustrata e da un assegno regalo, e non comprende i trasporti verso le strutture o le esperienze scelte.

Le possibilità sono molteplici: 3 giorni nel verde (l’ultimo di cui ho usufruito); fuga dalla città; percorso relax; 3 giorni in Europa…

Per lei, per lui, benessere, soggiorni, sport, svago, gourmet, multiattività…

Qual’è la vostra scelta?

http://www.smartbox.com

Turner- opere della Tate- Roma- Chiostro del Bramante

Per la prima volta in Italia esposte le opere dell’artista romantico inglese per eccellenza, quelle provenienti dal suo studio e donate alla Tate Britain Londra.

L’artista, in vita, vendette la maggior parte delle sue opere tanto da aver accumulato circa il corrispettivo degli attuali 2 milioni di euro. Alla sua morte lasció nel suo studio una serie di opere che hanno il sapore della freschezza e dell’immediatezza.

Il primo a mettere le mani su queste opere (circa 30000) fu Ruskin, storico e critico d’arte, grande estimatore dell’artista.

In mostra circa 90 dipinti, per lo più acquerelli, di cui l’artista fu maestro, tanto da meritarsi l’appellativo di mago da parte dei suoi contemporanei. Presenti in mostra anche dipinti ad olio.

Turner è considerato il primo dei moderni (più corretto sarebbe dire contemporanei) poiché la sua arte influenzò Monet, Van Gogh, Rotko…

La mostra è divisa in sei sezioni, ciascuna allestita in un colore differente (indovinate il mio preferito? Ero anche vestita in tinta..) e con una rigida illuminazione voluta dal museo d’origine dei dipinti (come mostrano i cartelli sparsi per le sale).

Passando dai suoi amati viaggi ( bravo viaggiatore il nostro Turner)alla teoria del colore di Goethe di cui fu seguace, fino al Liber Studiorum.

Personaggio eclettico: all’età di 14 anni già frequentava l’Accademia di Belle arti e a 27 era maestro di prospettiva (con scarse doti didattiche comunque).

Una mostra davvero per tutti, come potrete scoprire guardando le mie foto in appendice a questo post…

(Foto della serie #primaopoimemenano)

Info: https://www.chiostrodelbramante.it/

Fino al 26 agosto