Buon viaggio a me!

Da un po’ ho preso l’abitudine, durante i miei viaggi, di postare su Facebook una foto al giorno con alcune righe, una specie di diario delle mie sensazioni. In molti hanno iniziato a ringraziarmi, a chiedermi di scrivere, di aprire un blog. Per qualche tempo ho mantenuto la mia routine senza dar retta a queste richieste, poi, al ritorno da Cuba, sono stata contattata per itinerari, domande, informazioni. E allora mi sono detta: iniziamo questo viaggio, senza pretese di arrivare chissà dove, godendomi solo il percorso. Dopotutto mi sento una piccola viaggiatrice ma con grandi sogni, ed il fatto stesso di vivere fra la mia amata Puglia e Roma (che adoro) mi dà la possibilità di conoscere queste due bellissime realtà e di poterne parlare.

Uno dei miei bimbi a scuola una volta mi ha chiesto: -” Ma da grande cosa vuoi fare?”-

Io: -“La viaggiatrice!”-

Immagine 020.jpg

Loggetta delle Cariatidi  -Atene 2016-

Sperlonga

Litorale laziale, provincia di Latina. Bandiera blu 2019; plastic free, nel circuito dei borghi più belli d’Italia. Questo ed altro è Sperlonga.

Il nome deriva dalle sue grotte naturali, fra cui la più famosa è quella di Tiberio, trasformata, come altre cavità, in lussuose ville, da possidenti romani, e poi abbandonata nel X sec. a causa delle incursioni dei pirati.

Turchi e Saraceni infatti fino al 1600 si avvicenderanno, a fasi alterne, nel dominio della città.

Archi, scalette e viuzze s’inerpicano su per lo sperone di roccia (S.Magno), regalando scorci inattesi e caratteristici.

Nell’XI sec. Il borgo era fortificato è dotato di due porte ancora oggi superstiti: Porta Carrese e Porta Marina. Entrambe recano scolpita l’aquila, simbolo della famiglia Caetani.

Sopravvivono anche tre torri di avvistamento: torre Truglia, torre Capovento e torre del Nibbio.

Meritano una visita la chiesa di Santa Maria di Spelonca (XI sec.) e di S.Rocco (XV sec.) e il Museo Archeologico che conserva i gruppi marmorei con le imprese di Ulisse, ritrovati nel 1957 nella grotta di Tiberio.

A Sperlonga potrete nuotare, praticare surf e vela, fare immersioni o partecipare alle attività della locale sezione del WWF. E se volete deliziare il palato con una piccola chicca non dimenticate di assaggiare i cornetti alla marmellata di mele cotogne del bar Fiorelli.

Cosa sono i “borghi più belli d’Italia

289 (più 3 onorari) centri abitati sotto i 15000 abitanti , rispondenti a circa 70 parametri di qualità architettonica, culturale, paesaggistica. Selezionati da un’apposita giuria.

Cos’è la Bandiera Blu.

Riconoscimento internazionale esistente dal 1987, conferito ogni anno in 49 paesi del mondo. Premia le spiagge (di mare e di lago) sulla base della qualità delle acque, del turismo sostenibile, della gestione dei rifiuti, della depurazione, della valorizzazione delle aree naturalistiche.

Info

Foto: mie, di Sara, Silvana e Vera (che ringrazio per la concessione)

Otricoli A.D.168

Sulla porta dell’inferno dantesco si leggeva “Lasciate ogne speranza o voi ch’entrate”. Attraversato l’arco che introduce alla manifestazione abbandoniamo il 2019 e ci ritroviamo nel 168.

L’evento è legato al periodo di maggior fioritura del comune umbro, quando regnavano Marco Aurelio e Lucio Vero e venne martirizzato Vittore di Otricoli, poi riportato in terra natia dai suoi commilitoni. È questa infatti una delle maggiori aree archeologiche dell’Umbria.

La zona, già abitata in età preromana, divenne un importante porto lungo il Tevere, a segnare il confine fra Umbria e Sabina.

La manifestazione, dal 2012, fa immergere pienamente nei fasti romani poiché tutto è curato nei minimi dettagli: da cibi e bevande tipici dell’epoca a bancarelle di artigianato storico.

Persino la valuta utilizzata durante l’evento non è l’euro ma si paga in sesterzi e in aurei (un cambiavalute è ubicato proprio all’ingresso).

E poi c’è l’accampamento dei legionari, ci sono i gladiatori ed i giochi, la musica ed i balli. C’è anche un cacciatore che espone le tecniche di caccia e guida nel bosco per riconoscere le impronte ed i segnali lasciati dalle prede. Ci sono i “vigili del fuoco” antichi, i mosaicisti, il rito lungo il Tevere ed i laboratori didattici (il mio preferito quello legato al confezionamento dei profumi e la possibilità di macinare il grano con una macina a mano).

I gruppi di rievocatori arrivano da più parti d’Italia e vi assicuro che nonostante l’afa ed il caldo la manifestazione è molto consigliata. Ogni anno l’ultimo fine settimana di maggio.

Chiedete ai miei amici e vi daranno conferma.

Info: https://www.ocriculumad168.it

Per chi me l’ha chiesto aggiungo anche un breve video delle danze tipiche

(Foto mie e di questa bella gente in foto con me)

Come se tu non fossi femmina

Un amico in comune con l’autrice (si, ho amici in comune con scrittrici molto brave) mi ha regalato questo libro sapendo che mi sarebbe piaciuto, ma non pensando minimamente che il suo argomento principale è il viaggio e che quindi sarebbe potuto finire sul mio blog.

È un libro che parla di un viaggio che si interseca con altri viaggi.

Lui, il padre di famiglia, si vede revocare le ferie all’ultimo minuto. Lei, l’autrice, giornalista e madre della Novenne e della Seienne, non si perde d’animo e decide di partire comunque, con le due bimbe,per il viaggio che era stato organizzato in Croazia.

È l’occasione per un itinerario di formazione sul significato di essere donna.

Cinquanta lezioni che la madre ha imparato e vorrebbe trasmettere alle figlie: dall’essere felici prima di occuparsi della felicità altrui al nutrirsi di grandi libri; dal celebrare i propri fallimenti al riconoscere i propri limiti (senza farsi ostacolare dagli stessi); dal circondarsi di amiche più brave di noi alla mia preferita: regalare ambizioni. Quanto ci ho riflettuto! Cosa regalare ed a chi? E quale ambizione potrei ricevere in dono?

Gli spunti di riflessione si sprecano: la bellezza, i generi, l’educazione (utili anche per me come insegnante), i social, i libri. E tanti dei libri citati li ho letti anch’io. Aumenta la confidenza: mi sembra di conoscere davvero lei e le sue due figlie (non sarà che mi ricordano i miei piccoli alunni?). Quel modo adorabile di appellarle (la Novenne e la Seienne) mi riporta con la mente ad un blog che seguo Papà travel experience, in cui la piccola è chiamata dal padre “L’infante”. Sorrido.

È indubbiamente un bel libro non solo perché lo stile agile e snello ti conquista fin dalle prime pagine. È bello anche da toccare e da guardare (ha una copertina bellissima) e la cara ANNALISA Monfreda mi perdonerà se portandomelo in spiaggia, in queste prime afose giornate estive, la sabbia ed il caldo lo hanno un po’ rovinato. Ora ha un aspetto più vissuto. Un po’come me che sull’ultima pagina mi domando: “Quante di queste lezioni ho già imparato?”. E rendendomi conto di aver risposto ad una provocazione di Luigi con un “Non si può essere brave a far tutto” di sicuro ho assimilato la lezione n.24.

E mi accorgo soprattutto che anche la mia mamma, come la mamma dell’autrice, pur avendo fatto tantissimo per me, in alcuni contesti, non ha fatto, regalandomi così la libertà…di essere femmina!

Annalisa Monfreda, Come se tu non fossi femmina, Mondadori 2018.

Napoli: in cerca del nostro posto al sole

Dopo circa due anni, senza alcun preavviso, mi ritrovo a passeggiare fra le strade di questa città che amo…

L’occasione è quella di trasformare in gita fuori porta il fatto che Luigi debba ripartire dall’aeroporto di Napoli.

L’appuntamento, per le due auto e le otto persone che compongono il team di viaggio, è all’autogrill.

Il mio obiettivo, ampiamente deriso, è vedere Palazzo Palladini, in realtà Villa Volpicelli a Posillipo, location della mia amata fiction “Un posto al sole”. Nonostante le avversità: presa per i fondelli generale e reiterata nel corso della giornata; diluvio universale; scelta del gruppo, più che ovvia, di visitare luoghi ben più noti e meritevoli, ecc…alla fine riesco a strappare la promessa di passare sul lungomare, prima della partenza, per scattare qualche foto. Promessa che purtroppo evapora a causa dei tempi ristretti. Niente posto al sole per me, almeno questa volta.

In compenso ci sono stati piazza del Plebiscito, via Toledo e i quartieri spagnoli, una pizza a portafoglio e Napoli sotterranea in compagnia dell’associazione Laes. E poi San Gennaro ed una frolla, San Gregorio Armeno, via dei Tribunali, la Galleria Umberto I è il teatro San Carlo, il maschio Angioino, i babà e il caffè, il murales di Jorit che va verso Forcella. E la pioggia.

Si, cercavo un posto al sole ed ho preso in pieno un’acquazzone.

Ma Napoli è bella anche così…anche quanno chiove

Info per Napoli sotterranea: associazione Laes https://www.google.it/url?sa=i&source=web&cd=&ved=2ahUKEwjroYP-1driAhUNZFAKHcSrChAQzPwBegQIARAC&url=https%3A%2F%2Fwww.lanapolisotterranea.it%2Fchi_siamo.htm&psig=AOvVaw0zHNLwd44-XvZBcrXsIrGr&ust=1560110322701237

(Foto mie e dei miei compagni di “gita”)

Leonardo Da Vinci, la scienza prima della scienza -Roma, Scuderie del Quirinale-

Sara è andata in fissa per Leonardo Da Vinci dopo aver visto uno speciale in tv. Ma ciò che ama non è l’artista in generale ma proprio l’aspetto scientifico della sua personalità. Non poteva quindi assolutamente perdersi questa mostra allestita in occasione dei 500 anni dalla nascita del genio. E noi l’abbiamo accompagnata.

Mi documento: rileggo una monografia dei tempi dell’università (ormai Preistoria) e la pubblicazione che regalano con il biglietto della mostra.

La location delle scuderie del Quirinale è sempre una garanzia, non delude mai anche se si tratta, come in questo caso, di una esposizione un po’ “pesante” e che io, dall’animo più artistico, non ho particolarmente apprezzato nei suoi tecnicismi.

Curata da Claudio Giorgione e realizzata in collaborazione con il Museo Nazionale della Scienza e della tecnologia Da Vinci (maggiore collezione al mondo su Leonardo) e della Biblioteca Ambrosiana (che conserva il Codice Atlantico), la mostra evidenzia le origini della rivoluzione scientifica del 1500.

Il percorso espositivo valorizza, attraverso le varie tappe storiche e geografiche (Milano, Mantova, Roma, Urbino…)dell’artista, le sue connessioni con i contemporanei (es. Leon Battista Alberti, Bramante, ecc.).

10 disegni originali, oltre 200 opere, volumi, modelli storici, manoscritti.

Tutta la mostra è volta a spiegare le innovazioni apportate dall’artista e la sua eredità culturale: l’importanza del disegno, dell’osservazione e del pensiero trasversale.

10 sezioni organizzate attorno ai 10 disegni del Codice Atlantico: le macchine per i grandi cantieri di costruzione; il disegno e la prospettiva; le macchine da guerra; la città ideale; le vie d’acqua; la produzione manifatturiera; le macchine fantastiche(ad esempio quelle per il volo); la riscoperta dell’antico; la biblioteca dell’artista e la nascita del suo mito.

Come dice Mario De Simone, presidente Ales Scuderie del Quirinale, quella di Leonardo non è la somma di più competenze ma un legame intrinseco fra arte e tecnica, fra l’artista ed il naturalista, fra l’umanista e lo scienziato. La scienza per lui è unione di teoria e pratica (come esprime nel Trattato sulla Pittura) ma la sua matematica è piuttosto incerta e frammentata. Ha un vero interesse per la fisica, le proporzioni, l’architettura. È uomo che non smette mai di imparare (anche dai pari) e come un ricercatore moderno procede per analogie ed esperimenti mentali. Per lui però la pittura è scienza poiché riproduce la realtà ma è originale (la nostra idea di scienza è invece quella di una verità assoluta, reale e sempre uguale).

E tutto ciò emerge in ogni singola opera in mostra.

Se tutto ciò vi affascina è la mostra che fa per voi.

Fino al 30 giugno.

Info: https://www.scuderiequirinale.it

(Foto mie)

Dream: l’arte incontra il sogno- Chiostro del Bramante- (Roma)

Dopo un po’ di mesi (forse quasi 3) riesco a raccontarvi di questa mostra. Ne approfitto perché qui dove sono stata in questi giorni ho avuto molto tempo…(tranquillo non mi avevano arrestata ed ora non sono evasa).

Dopo le esperienze degli anni precedenti con le mostre Love (2016) ed Enjoy (2017) il Chiostro del Bramante fa incontrare l’arte contemporanea con i sogni.

Una bella novità sono i testi dell’audioguida: non spiegazioni delle opere ma suggestioni, brani scritti da Ivan Cotroneo ed interpretati da 14 grandi attori italiani (es. Matilda De Angelis, Marco Bocci, Cristiana Capotondi, Isabella Ferrari, Alessandro Preziosi, Valeria Solarino.

L’audioguida per i bambini è invece personalizzata: un’avventura alla ricerca dei bei sogni.

Curato da Danilo Eccher (come le 2 precedenti) il percorso espositivo risulta coinvolgente e permette di esplorare “i vostri territori dell’anima”(cit.).

Grandi artisti si interrogano e si esprimono sul tema del sogno (es. Mario Mertz e Luigi Ontani): dall’apnea alla bussola; dalla natura alle ombre; dall’albero all’ago; dalla casa alla piuma; dalla pietra al sole. Sogni ed immagini…

La pioggia di Tsuyoshi Tane è subito la mia preferita.

Sognare le stelle, la caverna, il battito del cuore. Riflessioni ed interpretazioni.

Sognare le maschere, il colore, la luce.

Un invito ad entrare ed a sdraiarsi.

La spinta a non smettere di sognare ed i commenti sui post-it che si tengono e ci tengono incollati alle pareti. E ci fanno ridere e sognare.

Il catalogo è curato da Skira Editore.

Prorogata fino al 25 agosto.

Info: https://www.chiostrodelbramante.it/post_mostra/dream/

(Foto mie, di Anna e Silvana)

Il tempo di un viaggio

Una piccola riflessione sui tempi e…sul tempo (non quello atmosferico).

Cosa ci fa decidere che è giunto il momento? Perché proprio oggi, ieri, allora, domani?

Ricordate quel brano di Novecento in cui si parla del protagonista che, dopo tutta la vita passata a bordo, decide all’improvviso di scendere dalla nave? Baricco lo associa, con simpatia, ad un chiodo che d’un tratto cade perché ha ceduto. Perché proprio in quel momento?

Cosa ci spinge a prendere delle decisioni a lungo rimandate? Come facciamo a capire che è esattamente quello il momento giusto? È già scritto? Qual è la molla che rompe ogni indugio e ci fa compiere quel gesto?

Cosa ci fa decidere che è arrivato il momento proprio per quella destinazione o che i tempi sono maturi per quella determinata città?

Non si tratta solo di offerte di voli o di alloggi, oppure della durata delle nostre ferie. Mi riferisco proprio ad una condizione personale che ci spinge a fare la scelta.

Quante mete sono nel nostro cassetto dei desideri e pur avendo la possibilità ancora non le abbiamo viste?

Eppure, in quello che sembra un caso, il momento arriva.

Ci sono viaggi desiderati, in attesa,per anni. E c’è un istante in cui, di botto, prendi in mano la situazione, prenoti il volo e ti lanci. Forse è una presa di coraggio.

Ci sono gesti desiderati, in attesa, per anni. E c’è un istante in cui, di botto, prendi in mano la situazione e ti lanci. E anche questa, forse, è una presa di coraggio.

E voi? Quali sono i vostri viaggi che attendono il momento giusto?

(La foto è mia, scattata un paio di settimane fa dalle Scuderie del Quirinale)

La libertà viaggia in treno

C’è stato un tempo in cui ho vissuto a Trento e lavorato a Verona. Clara una volta mi ha chiesto “ma quando? In un’altra vita?”In realtà era qualche anno fa. In quel tempo (notare la citazione evangelica) facevo la pendolare e ogni giorno prendevo il treno a/r sulla tratta Trento/Verona. La mia storia comincia lì…

Stazione di Verona.È un tardo pomeriggio di primavera. È un giorno di pioggia (come quello in cui Andrea e Giuliano incontrano Lycia per caso).

Salgo sul treno, scelgo un posto accanto al finestrino, come piace a me, e tiro fuori dalla borsa il mio libro. Difronte a me una ragazza ed un ragazzo assorti nelle loro cose. Ci scambiamo un’occhiata fugace mentre fuori continua a piovere.

Il treno è in ritardo e noi 3 sconosciuti cominciamo a scambiarci commenti ed impressioni. E continuiamo a parlare quando ci fanno scendere dal treno e poi quando ci fanno risalire su un altro vagone. E parliamo ancora per quell’oretta che il treno impiega per percorrere la tratta che separa le due città. Alla fine del viaggio lui, D., educatamente ed in modo titubante propone di scambiarci i numeri. Io e K. accettiamo, con la promessa di rivederci il sabato successivo per bere una birra. Manteniamo la promessa e nasce una bella amicizia.

Quell’estate, ormai tornata in Puglia, una sera i due mi chiamano e mi dicono che hanno continuato a vedersi e che è nato l’amore. Oggi stanno ancora insieme.

Ho ripensato a questa storia appena ho cominciato a sfogliare questo libro di racconti legati al treno, il mio regalo di Natale da parte di Antonietta.

È il secondo libro che leggo di quest’autore e dopo i primi capitoli riconosco lo stile che mi ha fatto innamorare di Controvento.

Quegli incipit che sembrano verità assolute da cui si dipanano le storie, i racconti in cui quelle parole iniziali poi torneranno a dare un senso compiuto alle vicende. Incipit che sottolineo con bramosia (lo so Ni che adorerai questa parola), come parole di vita.

Con quelle parole e quelle storie è come se l’autore parlasse ad ognuno di noi, di ognuno di noi. Sono storie di treni e di gente che quei treni li ha presi. Ed ogni passeggero potrei essere io, soprattutto se in quei posti ci sono stata davvero (es. stazione atocha di Madrid): potrei essere la fidanzata dalla montagna di ricci non salutata nel giusto modo dal fidanzato, o una delle sue amiche che “hanno quell’età in cui si comincia a riflettere sulla vita”, oppure un altro qualsiasi dei suoi personaggi…

Ciò che conta è che ogni viaggio raccontato suscita tantissimi spunti di riflessione su luoghi, persone, cose.

Ogni descrizione è una pennellata di luce e colore, fatta di scene vere, vivide, concrete, che avresti voluto descrivere esattamente con quelle parole ed anche se non le hai mai viste ti sembra di averle vissute sulla tua pelle.

L’autore, che definisce se stesso “il viaggiatore” riesce con maestria a toccare anche temi attuali molto delicati come quello dei migranti.

Un libro che sicuramente ha ribadito il mio amore per il viaggio in treno: sono rimasta sconcertata dal fatto che alcuni miei piccoli alunni di 5 anni, abituati a prendere l’aereo per compiere viaggi intercontinentali, non siano poi mai saliti su un treno…

Ovviamente il mio capitolo preferito è quello che parla delle Ferrovie Appula-Lucane, quelle che collegano Bari a Matera e che negli anni dell’università ho preso abitualmente. La descrizione della tratta è puntuale: la roulotte con i vetri rotti è lì così come Toritto, il mio paese, ha trovato spazio fra le righe dell’autore che amo. Un’emozione unica.

Grandi emozioni mi aspetto anche dagli altri suoi libri: Senza Volo e Scintille (che uscirà il prossimo 28 maggio). Restate in ascolto…

La libertà viaggia in treno, Federico Pace, Laterza Editore

Muse (Trento)

Un paio di mesi fa sono tornata a Trento ed ho avuto modo di visitare, per la seconda volta, il Museo della Scienza.

In realtà sarebbe la terza volta che lo visito ma la prima volta la collezione era ancora ospitata, con una modalità di esposizione di tipo “ottocentesco”,in un palazzo in città.

Con la risistemazione del quartiere delle Albere, ad opera di Renzo Piano, il museo ha trovato posto in una bellissima struttura contemporanea.

Sei piani raccontano l’ambiente alpino toccando temi importanti come la sostenibilità ed il rispetto per l’ambiente.

Tutti i piani sono attraversati dal Big Void, una serie di animali tassidermizzati. Altri ambienti di grande interesse sono la serra tropicale e il Maxi Ooh, zona di esperienze sensoriali per bambini fra 0 e 5 anni.

A questa offerta si affiancano le grandi mostre temporanee, le attività stagionali (es. estate) e quelle per le scuole.

Uno spazio unico in cui grandi e piccini imparano divertendosi.

https://www.muse.it/it/Pagine/default.aspx

L’oasi e il Calvario delle Orie

Dopo aver recensito il suo libro “l’Ombelico del Mondo”, quasi un anno fa, tramite amico in comune, l’autore, Pier Luigi Betturri, mi ha regalato questa nuova sua creazione.

L’oasi si trova presso Configno, una delle 69 ville di Amatrice, ora in provincia di Rieti, e nasce come oasi di speranza per la città gravemente colpita dal sisma (anche nel numero dei suoi residenti).

Il terreno su cui sorge il sito naturalistico è di proprietà della famiglia dell’autore,ad esso legato da strettissimi vincoli affettivi fin dall’infanzia.

Tutta l’oasi è ispirata all’Enciclica Laudato Sii di Papa Francesco, lascia grande spazio, nelle opere d’arte che ne abbelliscono il paesaggio, alla figura di S. Francesco d’Assisi e di De Andrè.

Attraverso un’attenta studio zoologico vi sono stati inoltre reintrodotti daini e cervi.

Grazie a questo libro ho scoperto l’esistenza della ricciera, sistema naturale per conservare le castagne.

L’oasi ed il museo di Configno sono aperti gratuitamente e su richiesta.

Per info: http://www.museoconfigno-oasiorieterme.it/oasi-orie-terme/