Toronto (giorno 9)

Nel silenzio della casa nel bosco si dorme benissimo e con la copertina. Sembra uno di quei reality in cui i protagonisti sono fuori dal mondo: io per 48 ore circa senza internet.

Il mercatino della domenica è in un ranch. I silos, gli abeti e le bandiere (le ho viste esibite con orgoglio in qualsiasi paese tranne in Italia).

Le visite serali, i programmi per i giorni seguenti, le storie di famiglia.

L’asciugatrice, il mal di gola e gli addominali.

viaggiatricedagrande.wordpress.com

Toronto (giorno 8)

A colazione 9 persone: burro d’arachidi e la peach pie fatta da Sara (11 anni).

A Midland c’è il santuario di Santa Maria dei martiri canadesi : una missione gesuita del 1600 presso gli Huron. E subito il pensiero corre a Lourdes ed al film “the Mission”.

Ho fatto il bagno nel lago e ho passeggiato in solitaria lungo la riva a Woodland Beach.

Wasaga Beach è molto turistica e riesco a spendere 25 dollari di caramelle da Dollarama.

Giocare a basket aspettando il barbecue e finalmente le pannocchie per contorno.

Senza dimenticare l’emozione di ballare un lento, la tarantella e il twist al tramonto nel giardino…

Toronto (giorno 7)

Preparare la borsa per il week end.

Spazi infiniti e paesaggi da sfondo di Windows per giungere ad una villa da sogno. Mi ci voleva una bella nuotata, guardata a vista da 2 pastori tedeschi che si assicurano che io e i bambini non anneghiamo. Con Sofia, che ha 6 anni, chiacchiero in inglese della famiglia e della piscina. I pop corn al cioccolato bianco.

Guidare il quad in costume da bagno nel bosco e lungo tutta la tenuta di Lorenzo.

Da walmart non eravamo mai stati a fare shopping ma provvediamo subito alla mancanza.

Un cottage nei boschi presso il Georgian bay: praticamente la casa a Quasano. Un faló nel giardino: arrostire i marshmallow e nell’altra mano un bicchiere di sangria.

Ma le stelle cadenti si vedranno anche da qui? La notte di San Lorenzo è la notte di San Lorenzo anche in Canada? Avrei giusto un paio di desideri da esprimere…

Toronto (giorno 6)

Io ed i panni stesi al sole. I “calzoncelli” fuori stagione.

Una colonna sonora un po’ retro per una bellissima e buonissima cena a casa di Nick e Antonella. L’alcool scorre per tutti (sarà la befana del vino?). Nick ci riempie di chiacchiere e ci fa ridere a crepapelle fra una cheescake è una blueberrycake. E anche i vicini di casa sono i benvenuti nella big family.

Toronto (giorno 5)

Gita alle cascate del Niagara. Un timido sole e una pioggia irruenta si intervallano. La mia compagna di avventure ed i suoi cugini canadesi passano a prenderci.

Vento, acqua, pioggia e risate sul battello.

Niagara Falls mi sembra la Las Vegas canadese (anche se non sono mai stata a Las Vegas).

Il fiume Niagara, il lago Ontario e poi Niagara-on-the-lake:una bomboniera.

Se gli Usa sono multicolor (almeno la parte che ho visto), il Canada è verde, tantissimo verde.

Ascoltare i racconti di famiglia, fare ricerche e scoprire che una mia trisavola era arrivata ad Ellis Island nel 1916.

La frase del giorno è “good job”!

Toronto (giorno 4)

Le porzioni da Costco sono enormi. A pranzo vado a raccogliere il basilico nella “yard”. Poi da Square One: le confezioni regalo le fanno nello stesso modo che negli usa, con la velina che fuoriesce dalla busta di carta.

Intanto ammiriamo 2 grattacieli di Missisauga: Absolute World Towers, fra i più belli al mondo, uno dei due ribattezzato Marlyn per le sue forme sinuose.

In tanti passano per un saluto e le risate sono assicurate.

Toronto (giorno 3)

I biglietti della metro sono dei gettoni, delle monetine (token).

La zona del college è tutta ordine e fiori, come il resto della città.

Durante la coda, nella CN Tower, un mago intrattiene la gente che aspetta. La torre ti accoglie con i suoi 553 m(siamo arrivati al 147 piano, 447 m),un ristorante rotante è un pavimento in vetro trasparente che si affaccia sul vuoto. In basso il Rogers Centre.

Il tempo varia in un baleno passando dal sole alla pioggia e poi ancora sole.

Una corsa dell’autobus in regalo e la fermata che si prenota tirando una cordicella.

Per cena barbecue…nella lattina di birra una pallina di azoto…

Toronto (giorno 2)

“Avevo una casetta piccolina in Canadà…”

La famiglia: alcuni li rivedi con pianti di gioia, altri li conosci dai racconti e dalle foto e li abbracci per la prima volta. Dai 91 anni ai pochi mesi ci sono tutti. Guardare luoghi e ascoltare storie di chi è già stato qui prima di te e magari non c’è più. Scoprire pezzi che fanno parte del tuo DNA. E capire cosa significhi davvero provare nostalgia per i luoghi natii…

New York (giorno 9)

I programmi della giornata potrebbero subire dei ritardi se uscendo dalla metro incappi in una gioielleria con delle super offerte.

L’autobus hop on hop off è incluso nel New York city pass quindi tanto vale farsi un giro ed approfittare per vedere cose non ancora incontrate lungo il percorso.

Central Park è un labirinto ma riusciamo a trovare Strawberry Fields, il mosaico dedicato alla memoria di John Lennon.

Poi qualche ora sul set di “una notte al museo” ( il museo americano di storia naturale) e un sano (sanissimo) hot dog.

Una maratona per concludere la giornata e trovarsi a chiacchierare in inglese con le commesse. E pensare che la frase più detta in questi giorni era stata “sorry can you repeat…sloowly!”Che progressi!

Che siamo italiane ce lo leggono in faccia(dicono da come siamo vestite e come camminiamo). E anche noi riconosciamo gli italiani.

A cena chiacchiere a go-go e gossip Torittese oltreoceano e musica italiana.