Trento: le montagne, la famiglia, il bello

Se andate a Trento ci troverete il Castello del Buonconsiglio, il Duomo, il MUSE, una parte della mia famiglia e un pezzettino del mio cuore.


Quante volte sono scesa a piedi da Martignano (la frazione dove  ho abitato con i miei zii) per andare in stazione? E quante volte la risalita a piedi era impensabile e ho preso l’autobus per poi attraversare via Castel dei Merli e comunque farmi un pezzetto a piedi con una salita ripidissima?(tutto esercizio per i glutei, anche oggi che abito al terzo piano senza ascensore!).

Quante volte ho passeggiato per le vie del centro? Ho ammirato il Duomo romanico e una volta ho costretto Diego ad accompagnarmi al Museo Diocesano ed al Castello del Buonconsiglio, per vedere il celebre ciclo dei Mesi nella Torre Aquila, capolavoro del Gotico Internazionale, e le prigioni in cui, fra gli altri, fu imprigionato Cesare Battisti (c’è anche la fossa dei martiri, il luogo dove fu giustiziato per impiccagione).

Il Museo della Scienza l’ho visto due volte. Prima nel vecchio allestimento ottocentesco  e l’ultima volta nella nuova sede (MUSE) disegnata da Renzo Piano. Spettacolare! Ve lo consigliamo io, zia MICHELA e la mia amica Nicoletta che l’ha visitato con me.

In piazza Fiera si svolge il tradizionale mercatino natalizio visto una volta con Alessia. Lì vicino uno dei miei posti preferiti in cui mangiare, la Birreria Pedavena (tipicamente trentina). Una volta sono stata anche alle cantine Ferrari per assaggiare il prosecco durante l’evento Cantine aperte.

Sopra Trento c’è un piccolo borgo raggiungibile con la funivia:Sardegna, cui è legata, oltre alla mia visita, l’esperienza comica di mia sorella e del suo fidanzato rimasti chiusi nella chiesetta. Rido ancora. Ma non ditegli che ve l’ho raccontato…

Muse

(Foto mie)

Vedi anche il post sul Trentino.

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Trentatrè (ma anche trentaquattro)”Trentini”

Il Trentino è uno di quei luoghi, come la Germania, di cui ho da sempre conosciuto l’esistenza ecco perchè nel titolo gioco sul trentatrè dello scioglilingua e sul trentaquattro dei miei anni. Se in Germania ci vivevano i miei nonni in Trentino hanno da sempre vissuto i miei zii e i miei due cugini e negli anni ci sono stata un sacco di volte, fino addirittura a viverci per alcuni mesi, qualche anno fa.

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Riva del Garda

Trento e Rovereto meritano un post a parte, perchè negli anni le ho vissute più intensamente, essendo i luoghi in cui vivono i miei parenti.

Il Trentino però l’ho girato, eccome se l’ho girato. A parte per gli affetti familiari ci sono stata anche con gli amici, anni fa, in occasione di un campo scuola.

A San Candido ci vivevano i miei zii e la vista sulla Dolomiti è stupenda. Ho delle foto meravigliose davanti alla collegiata, considerato il monumento romanico più importante del Sudtirolo. La chiesa di San Michele ha il campanile a cipolla, tipico delle zone di montagna. Diventata maggiormente nota come località montana da quando vi hanno ambientatao la serie tv “A un passo dal cielo” con Terence Hill.

Sono stata a Monguelfo, un paesino della Val Pusteria, di circa 3000 abitanti. Inizialmente i miei zii vivevano lì…

 Durante le  escursioni del campo scuola sono tornata sulle Tre cime di Lavaredo ed al Lago di Braies. Ed a prendere seggiovie e funivie.

A Dobbiaco c’è la casa vacanze Europa dove ho soggiornato l’ultima volta, e quel negozietto di souvenir carinissimo in cui ho comprato gli orecchini a forma di edelweiss (stella alpina).  Dobbiaco ha anche un piccolo ma incantevole lago.

Brunico è il capoluogo della Val Pusteria (è detta “la perla della Val Pusteria), con le porte della città ed i campanili a cipolla delle sue chiese. Ci sono tornata l’ultima volta per i mercatini di Natale!

A Bressanone è legato il ricordo di una gita fuori porta con  zia  Michela ed una sua amica quando nel 2011 vivevo lì da loro per lavoro. Dopo una bella passeggiata in città, nell’aria frizzantina della primavera, eravamo state al ristorante “Tre Pini” ed avevamo mangiato benissimo (e tanto). Con buffet finale di dolci!Bellissimo il duomo dai colori pastello con due torri in facciata ed i palazzo arcivescovile.

A Bolzano ho passeggiato in città e preso la funivia del Renon fino a Soprabolzano, località di villeggiatura con un panorama mozziafiato sulle Dolomiti e sui ghiacciai. Il Duomo è in un eclettico stile romanico e gotico ed è dedicato a Santa Maria Assunta.

Merano è indissolubilmente per me legata alla Principessa Sissi ed ai suoi soggiorni termali. Oggi centro importante per il welness, l’acqua che scorre dalle  fontane cittadine è freddissima anche d’estate!Provare per credere!A Sissi è dedicato il Parco Elisabetta ed il monumento che la raffigura (1903) e da qualche anno esiste anche un percorso escursionistico in suo onore.

Riva del Garda nella parte alta del Lago di Garda (lago che abbraccia tre regioni: Lombardia, Veneto e Trentino). Località turistica divenuta tale grazie al clima mite. Piazza III Novembre è il fulcro della cittadina, dotata di una rocca-fortezza, di una vista mozzafiato sul lago e di un reticolo di stradine e scorci che definirle pittoresche è troppo poco. E il giro in battello è d’obbligo.

Non sono mai stata in Trentino Alto Adige per sciare. Non ho mai sciato. Non sono mai stata in montagna con la neve. Occorre recuperare.

P.S. Mia zia in diretta da Trento è stata la mia memoria per scrivere questo post, quando  alcuni elementi mi erano sfuggiti. Grazie zia!

(Foto mie…vecchieeee accuratamente selezionate)

Ostia: il mare di Roma

Se chiedi ad un romano ti dirà che Roma ha il mare, perché effettivamente ad Ostia il mare c’è e Ostia è comune di Roma. Non fa una piega.



Oggi pomeriggio, dopo aver pranzato fuori siamo andati a fare una passeggiata al mare, ad Ostia, per godere del bel sole autunnale e catturare il tramonto sul mare. (Ora Luigi mi prenderà in giro perché già quando mi ha vista smanettare col telefono sul lungomare mi ha fatto il verso ” ora scrivo sul blog quello che ho fatto oggi…sono andata ad Ostia”.)Si Luigi, l’ho scritto davvero! Ho colto l’occasione per parlare di questo posto.

Essendo “il mare di Roma” ci sono stata un sacco di volte, soprattutto in estate, non dico per fare il bagno, ma almeno per prendere il sole. È facile infatti da raggiungere, direttamente col trenino che dalla stazione Ostiense porta al mare in circa mezz’ora. Se non ci si intromette un incendio sulla linea, il restare bloccati lì, e tra autobus sostitutivi e corse rocambolesche impiegare circa tre ore per tornare in città. E mi è successo, la scorsa estate.

A parte una bella isola pedonale, con bar, ristoranti e negozietti, la parte più bella a mio avviso è il lungomare, con numerosi stabilimenti balneari (nati dal XIX secolo dopo la bonifica dell’area paludosa e malsana). E soprattutto adoro la pineta con i pini marittimi (i pini di Roma) e il pontile, da cui si ammirano tramonti spettacolari. Per conferma guardate la foto che ho scattato oggi!

Il tetto d’oro di Innsbruck

L’Austria l’ho attraversata diverse volte ma l’unica città che realmente ho visitato è stata Innsbruck.

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Il Tetto d’oro

Della mia breve visita ricordo poche cose essenziali…

Il simbolo della città è il tettuccio d’oro: si tratta del balcone del palazzo di Massimiliano I, coperto da un tetto di tegole di rame dorato e parapetti riccamente scolpiti.

Il Duomo è dedicato a San Giacomo, uno dei maggiori esempi di architettura barocca in Austria, a navata unica e a croce latina. All’interno opere di Cranach il Vecchio.

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Duomo

La casa Helbling con una bellissima facciata a stucchi rococò che prende il nome dal proprietario che la possedette fra il 1800 e il 1827.

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Casa Helbling

Voi ci siete stati?

(Foto dal web)

Io in Umbria

Dopo i post sulle mie recenti “gite” ad Assisi e Perugia, un “riassunto” delle mie diverse esperienze in questa bella regione che è l’Umbria.

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Cascata delle Marmore

Ad Assisi ci sono stata due volte ed ormai è risaputo che spesso in alcune città ci sono stata due volte. Perugia invece l’ho visitata per la prima volta sabato scorso e mi è piaciuta tanto, una bomboniera…medievale!

La prima volta che ero stata ad Assisi avevo fatto una sosta anche alla cascata delle Marmore. Uno spettacolo! Il salto d’acqua più altop d’Europa!Risultato del lavoro dell’uomo, a partire dal  271 a. C., per evitare l’impaludamento della zona. Ma i lavori si succedettero fino al XIV-XV secolo e giunsero all’assetto definitivo, con un taglio diagonale del Velino che si getta nel Nera, solo fra il 1787 e il 1788. A partire dal 1600 viaggiatori, pittori, poeti, sono colpiti da questa cascata. Fra 1700 e 1800 Terni divenne parte del Grand Tour e quindi la cascata una meta quasi obbligatoria, diffondendosi dipinti, incisioni, citazioni in opere letterarie. La cascata quindi come stereotipo romantico . Oggi è possibile visitarla ed ammirarla attraverso diversi sentieri con una lun ghezza e difficoltà differente fra loro.

Di Orvieto mi è rimasto nel cuore il Duomo (ma va?! saranno anche gli anni di studio di storia dell’arte ad avermi un po’ influenzata?). Esempio di gotico italiano, commissionato nel XIII secolo ma terminato quattro secoli dopo. All’interno la maestà di Gentile da Fabriano. Famosissimo il pozzo di San patrizio ma è una di quelle cose che non ho visitato e per cui dovrò necessariamente tornare in città…

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Duomo di Orvieto

Cascia è nota per il santuario dedicato a Santa Rita, edificio moderno, che nel 1947 ha sostituito l’antica chiesa agostiniana. L’altare è stato ideato da Manzù (scusate ma l’arte è la mia passione…). Vicina è Roccaporena, il famoso “scoglio” legato agli eventi della vita della santa.

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Santuario di Santa Rita da Cascia

E c’è davvero ancora tanto da vedere…

(foto dal web)

Perugia- Eurochocolate 2017-

Altro giro, altra corsa. Stesso treno, una fermata più in là: Perugia.
Per essere inerenti al tema dell’eurochocolate di quest’anno (Tutta un’altra musica) condividiamo scelte musicali ed ascoltiamo canzoni durante il viaggio.

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Per raggiungere il centro dalla stazione ci serviamo del mezzo più turistico che ci sia, il “ciocotrain”, ignorando minimetrò e autobus della linea chioc5 e chioc6. Perchè così ci andava, di prendere il trenino…e poi seguire il percorso sotterraneo fatto di scale mobili ,costruito nel 1983 (che bell’anno…il mio!)lungo cui si possono ammirare opere d’arte fra cui il Grande Nero di Burri.

All’arrivo subito chococard che con 6 euro ti consente di ritirare una decina di gadget e avere una serie di sconti sugli acquisti nei vari stand e negozi. Ovunque profumo di cioccolato, la musica in filodiffusione di Radio Subasio e i giovani (davvero è una città universitaria europea). La Fontana Maggiore progettata da Arnolfo di Cambio in piazza IV Novembre mi emoziona. Il resto è tutto cioccolato: il treno, l’autobus, il kebab, la pizza…e il cioccolato ha i gusti più strani (rose, sale, peperoncino…).

Ho adorato lo stand della Pernigotti pensato come una spiaggia (geniali): Spalm Beach, con ombrelloni e sedie a sdraio, con tanto di torretta di avvistamento da cui una bagnina-promoter distribuiva crema spalmabile al latte o fondente.


La Galleria Nazionale dell’Umbria è un gioiellino per le opere (Perugino in primis, piero della Francesca, Beato Angelico, Arnolfo di Cambio), ma anche per l’allestimento: le luci sono studiate alla perfezione, le opere sono ben visibili e non c’è una fotografia che io abbia scattato che abbia un riflesso. Il bookshop è ricchissimo, soprattutto di testi per bambini e ragazzi, e vi ho trovato anche titoli che sono veramente delle chicche.  La location poi spettacolare: al secondoe  terzo piano del Palazzo dei Priori che ospita anche la sala Consiliare completamente affrescata. Bellissima la sala dell’orologio, che permette la vista alle spalle dell’orologio che si affaccia sulla piazza (un Musèe d’Orsay in versione ridotta).

Dialoghi surreali.
Clown: ti faccio un bracciale o un cappello col palloncino?
Io: niente! Se vuoi te li faccio io!
Clown: monella!(e mi colpisce in testa col palloncino)…

Foto mie (questa volta telefono carico e memoria libera).

Info: http://www.eurochocolate.com/

P.S. Oggi la giornata era cominciata un po’ down, poi mi sono comprata una gonna da vera globetrotter, penso che nei prossimi giorni ci farò un post 😉

 

Malta l’eclettica

A Malta mi sono sentita davvero spaesata. Non riuscivo a inquadrare il posto in un contesto specifico. Mediterraneo? Oriente? Sicilia? Colonia inglese? L’isola è tutto questo insieme. E il fatto che sia un’ isola, per me che ho un amore particolare per le isole, è stato un elemento in più.

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Il viaggio a Malta è stato particolare: sono partita sola con la mia amica/collega Luciana ma il week-end l’abbiamo trascorso quasi interamente anche con altre due persone.

Subito dopo aver prenotato Luciana mi fa: “Ne ho parlato anche con A. E se venisse anche lui?Ci raggiungerebbe.” Che dirle? Mi ha spiazzata ed ho accettato. Comunicazione successiva: “A. porta un amico”. Lì sono saltata su: “No eh! Non  vado certo a Malta per giocare al gioco delle coppie! Sia chiaro a tutti che sto ipotetico amico non farà certo coppia con me durante il viaggio”. Per fortuna non era nelle loro intenzioni, ma tanto mi infastidiva la situazione che si era creata che a quel poverino di G. non ho quasi rivolto la parola per tutto il we, mentre con A. (conosciuto in quell’occasione) ho rischiato di litigarci più volte. Bel viaggio direte!

In realtà si, è stato comunque un bel viaggio perchè come sempre ho saputo coglierci il buono. A parte luoghi e paesaggi meravigliosi (mare da favola), ho approfittato dell’indole viaggiatrice di A. (che a Malta ci era già stato non so quante volte) ed ho seguito i suoi consigli su dove mangiare, andare, come spostarsi.

 

Era aprile, e appena atterrate l’afa che mi aveva colpita in pieno viso la ricordo simile a quella di Cuba. L’asfalto della pista talmente caldo che le mie sneakers mi sembrava si stessero fondendo e incollando a terra.

Hotel a Saint Julian, Paceville, vista mare. Nel bel mezzo della movida, ma per i ragazzini in gita o per quelli che a Malta ci vanno per imparare l’inglese. Malta è il più piccolo paese dell’Unione Europea, ma per certi versi non sembra di essere all’estero. Infatti la lingua ufficiale dovrebbe essere l’inglese poichè ex colonia (e in giro ci sono le tipiche cabine telefoniche inglesi rosse) però, essendo così vicina alla Sicilia ristoranti e locali spesso sono di siciliani e ovunque si sente parlare in italiano. Poi ci sono gli aspetti arabeggianti, dal nordafrica e dall’oriente. Elementi nella lingua, nella cucina, nelle costruzioni.

L’esempio più bello sono i tipici balconi chiusi da grate soprattutto presenti a La Valletta (me ne sono innamorata e li ho tanto fotografati) e Mdina, la città silenziosa, il posto che in assoluto ho più amato a Malta. Di origine araba ma rifatta in parte dai Normanni. Qui fra i vicoli e la pietra calda e gialla il tempo sembra essersi fermato…

 

Non sono riuscita a vedere la Decollazione del Battista del mio amato Caravaggio (la cattedrale era chiusa di Domenica)ma si sa…lascio sempre qualcosa di “non visto” nei viaggi in modo tale da avere la scusa buona per tornare.

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(Foto mie o di Luciana)

Laudato si’…per Assisi

San Francesco, poco prima di morire, scendendo da Assisi verso Santa Maria degli Angeli, a metà strada si volse  verso la sua città e la benedisse: “Benedetta sii tu da Dio, città santa, imperocchè per te molte anime si salveranno e in te molti servi di Dio abiteranno e di te molti saranno eletti al reame della vita eterna”. Ci torno per la seconda volta dopo molti, troppi anni…

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È passato un mese dal mio ultimo viaggio. Un mese particolare: ricco, impegnativo, emotivamente pieno…
Oggi una gita. Sulle spalle ormai il solito zaino, ma il portachiavi che ci avevo attaccato l’ho perso nello scorso viaggio (forse un segno).
“Tutta mia la città” quando esco di casa. Non ascolto le voci per cui l’accoppiata “luogo religioso + presenza dei miei genitori” non sia una buona idea (che amiche simpatiche), prendo il treno e vado.
Mi piace il treno. Guardo fuori dal finestrino e con il paesaggio fluiscono i pensieri. Un albero, un pensiero, una nuvola, un pensiero, un ruscello, un pensiero…
La meta oggi è Assisi. L’appuntamento è davanti alla Chiesa di Santa Maria degli Angeli. Alla Porziuncola mi fermo un po’, poi un passaggio in autobus verso la cittadina del poverello. Un caro saluto a Francesco ed a Chiara. È bello tornare. Ammirare gli affreschi di Giotto e spiegarli ai miei ed ad Antonietta che questa volta ha incontrato lei degli amici. Troppi souvenir in giro. Io con la mia borsa dalla Puglia su e giù per le stradine irte del borgo medievale.
La celebrazione comunitaria e davvero è “dolce sentire”…

P.S. Da non perdere Santa Maria degli Angeli, la Basilica di San Francesco (inferiore e superiore), Santa Chiara, San Rufino, Santa Maria sopra Minerva, passeggiare fra i vicoli e vivere il senso di “pace e bene” che vi si respira.

(Foto mie, dei miei e di Anto)

Caserta: non solo la Reggia

La scorsa settimana mi ha contattata la mia amic aPatrizia perchè sabato scorso sarebbe andata a Caserta con una collega e voleva che la raggiungessi. Ma sabato non potevo. Mi sono però raccomandat: “Scatta delle belle foto e inviamele, così le inserisco nel post che scriverò sul blog. Sapete quindi di già di chi sono le foto (le mie non sono riuscita a trovarle).

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A Caserta, in primis alla Reggia, ci sono stata nel 2014, era prima del nuovo direttore e prima della sistemazione. Era un giorno infrasettimanale di febbraio e nella Reggia eravamo forse in 10 visitatori. E pensare che Giuseppe si era offerto di accompagnarmi per passare una bella giornata insieme, in un posto che non avevo mai visto ed in cui avrei voluto svolgere il compito di osservazione antropologica dei visitatori, assegnatomi da una delle docenti del master che stavo frequentando in quel periodo.

Vivere la Reggia così, in solitudine, ce l’ha fatta apprezzare maggiormente.

Iniziata intorno al 1751 ad opera dell’architetto Luigi Vanvitelli per volere di Carlo III di Borbone è un connubio di architettura, verde, giochi d’acqua.

Il portico centrale è il primo elemento che balza agli occhi, anticipando il clima di grandezza che vige all’interno. A chiusura della prima rampa dello scalone d’onore due leoni in marmo, vittime delle mie pose fotografiche stupide (si, anche qui come  a Ferrara! I leoni mi piacciono…ce ne sono 2 in marmo anche la castello di Toritto).

Dell’interno meritano un riferimento la cappella, il teatro, la sala del trono, il presepio, la biblioteca.

Ma ciò che più ho amato è stato il parco, percorso tutto a piedi, ammirando le fontane, godendoci l’inaspettato sole invernale e dando da mangiare ai pesci (devo avere ancora i video da qualche parte). La mia preferita è la fontana di Venere e Adone ma ho amato anche la Fontana dei Delfini, affacciata sulla  Grande Peschiera , vasca decorativa ma che serviva anche a rifornire di pesce la cucina reale. di grande impatto anche la Fontana di Eolo e la Grotta dei Venti. 12 cascatelle moviemtano il flusso idrico fra le peschiere.

Poi un giro a Caserta Vecchia e una sfogliatella…che non guasta mai!

P.S. Anche questa volta ho riletto una guida vintage ma non valeva granchè…

“La porti un bacione a Firenze”

Forse  le 2 volte che sono stata a Firenze  (si, spesso in alcune città ci sono stata 2 volte) questa canzone non la conoscevo poiché ne sono venuta a conoscenza durante un musical sulla Divina Commedia e mi ha fatto sorridere come sia stato il primo titolo che mi sia venuto in mente per questo post.

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Santa Maria del Fiore

Mi sono lasciata ispirare da mia sorella che ha passato qualche giorno nella cittadina toscana qualche settimana fa (come avevo già scritto in un post precedente proprio sulla Toscana) e mi sono detta: qualcosa da dire su Firenze non ce l’hai? Certo che si! (sono un chiacchierona e qualcosa da dire su qualcosa la trovo sempre).

Per dare veridicità alle mie chiacchiere sono andata a ripescare la guida della città. Costo 7000 lire. 7000 lire? Ma quando l’ho comprata? Quanto sono vecchia? Sicuramente è un reperto dei miei 16 anni perché quando sono tornata in città era il 2008 e la moneta corrente era già l’euro.

La mia prima visita è stata fugace, un giorno per ammirare il Duomo, Santa Croce, Santa Maria Novella, la casa di Dante, piazza della Signoria e Palazzo Vecchio, Ponte Vecchio…

La seconda volta invece mi sono superata: 5 giorni! Io e Giuseppe ci siamo andati in macchina e per me è stato bellissimo soprattutto perché ho avuto modo di apprezzare la fiorente industria della pelletteria e dare sfogo alla  mia innata passione per le borse: ne ho comprate 5 (ma 2 erano per mamma e per mia sorella).

Ricordo un hotel carinissimo, col letto a baldacchino e  che abbiamo girato davvero tanto.  Sono tornata nei luoghi già visti e in più ho ammirato la città dall’alto della Cupola di Santa Maria del Fiore e del Campanile di Giotto. Sono stata a San Lorenzo (ed al suo mercato), a Orsammichele, alla Galleria dell’Accademia ad ammirare il David, a Palazzo Pitti (la mia prima immagine del profilo di Facebook mi ritraeva seduta proprio lì davanti). Sono stata al convento di San Marco a vedere l’opera di Beato Angelico, alla chiesa del Carmine ad ammirare Masaccio, alle cappelle medicee e soprattutto finalmente agli Uffizi. Giotto, Simone Martini, Piero della Francesca, Paolo Uccello, Masaccio, Botticelli, Raffaello, Michelangelo…un condensato di arte medievale e moderna…e il povero Giuseppe che non ne poteva più. Allora in città viveva un mio amico di Toritto e ci aveva fatto compagnia per qualche ora.

E comunque la guida vintage ha il suo perché, merita ancora…

(Le foto le ha scattate mia sorella nei giorni scorsi. Di vintage solo la guida)