Vimercate e il Must

Must sta per museo del territorio e se non fosse stato per il master frequentato qualche anno fa, credo che mai avrei visitato questa cittadina (provincia di Monza e Brianza) ed il suo museo.

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Nella pianura Padana e vicinissima a Monza, Milano, Lecco e Bergamo.

La città è di origine romana ed ha avuto un grande sviluppo in età medievale: entrambi i periodi sono documentati da resti archeologici, chiese, castelli (il castello antico è scomparso).

Importantissima la fase longobarda. Monumenti e luoghi d’interesse sono la collegiata di Santo Stefano, il convento di San Francesco, il Santuario della Vergine del Rosario, il ponte di San Rocco, la Villa Sottocasa, esempio di villa di delizia neoclassica, che ospita il Must.

Il museo è composto da 14 sale che espongon o reperti archeologici, opere d’arte, modelli in scala.

Se capitate da quelle parti vi consiglio vivamente di farci un salto.

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(foto mie e dal web)

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Padova: la città del Santo

Padova è si la città di Sant’Antonio, ma è per me la città della Cappella degli Scrovegni.

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Se non ci siete mai stati vi assicuro che l’esperienza di visitare la Cappella degli scrovegni è davero da Sindrome di Standhal, anche per chi non è propriamente del mestiere. Gli affreschi di Giotto si offrono alla vista del visitatore solo dopo aver prenotato online e dopo essersi sottoposti ad un momento di “stabilizzazione- purificazione”dagli agenti esterni (un po’ come avviene prima della visita al cenacolo vinciano di Milano). Vi assicuro però che tutte queste operazioni preliminari varranno lo stupore che vi coglierà all’ingresso della cappella (godete appieno della bellezza perchè il tempo di visita è programmato e finisce in fretta).

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Padova è una città d’Epoca romana ricordata in tutto il mondo, dal 1200 in poi, per la Basilica del Santo Taumaturgo, nato a Lisbona ma padovano di adozione. La basilica è stata caratterizzata da 3 momenti costruttivi ben visibili all’esterno realizzato in mattoni rossi. All’interno non perdetevi l’Arca che contiene le spoglie del Santo, la cappella del tesoro, il presbiterio con l’altare progettato da Donatello.

All’esterno uno dei siboli della città: il monumento bronzeo al Gattamelata (Erasmo da Narni).

Altro luogo d’interesse è Prato della Valle, importantissimo nella vita della città romana, medievale e moderna, prima sede del teatro, poi del mercato e delle assemblee.

Non lasciate la città senza aver visitato il Palazzo della Ragione col salone interno e l’ampio loggiato che si affaccia in Piazza delle Erbe.

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Per prenotare la vostra visita alla Cappella degli Scrovegni: http://www.cappelladegliscrovegni.it/index.php/it/

(foto mie vecchie, ma ormai ci siete abituati)

Ponza e il primato della mia isola preferita

Il fatto che adoro le isole è ormai assodato. Ponza, assieme ad un’altra isola di cui poi vi parlerò, si contende il ruolo di “mia isola preferita”.

Siamo nel mar Tirreno (provincia di Latina)equesta isola dà il nome all’arcipelago delle isole ponziane.

Ponza è un insieme di spiagge e calette raggiungibili noleggiando uno scooter, invasi dal colore giallo e dal profumo delle ginestre.

Fin dal periodo romano fu utilizzata come luogo d’esilio e stessa sorte le toccò in epoca fascista.

Il porto, le case colorate, la passeggiata sopraelevata sul lungomare vi incanteranno al primo sguardo. Non potrete poi resistere al fascino delle varie calette, in particolare Cala Feola e Cala Fonte, dalle acque cristalline.

Chiaia di Luna è uno spettacolo: una spiaggia protetta da un’alta parete di tufo, raggiungibile via mare o tramite un tunnel d’epoca romana (ahimè attualmente la zona è impraticabile  a causa di un incidente).

L’isola è raggiungibile tramite traghetti e aliscafi da Formia e Terracina e in estate è collegata con Ischia, Napoli, Anzio, Ventotene e S. Felice Circeo.

(foto mie e delle mie compagne di viaggio)

Altamura e i campi di grano

Un giorno scriverò una lista di cose per cui vale la pena vivere (mi piacciono troppo le liste). Sicuramente fra queste ci saranno le distese gialle dei campi di grano.

Adoro le spighe gialle (ma anche verdi) mosse dal vento, e lasciare che lo sguardo si perda all’orizzonte inseguendo un solco più scuro, il passaggio della mietitrebbia.

Ieri sono stata a pranzo, col caldo di luglio, nella campagna di Altamura (Ba). E quale posto migliore per ammirare uno dei miei paesaggi preferiti?

Ma Altamura, nel territorio del Parco dell’Alta Murgia, non è solo grano, orzo e coltivazione di cereali. E’ una cittadina molto attiva dal punto di vista culturale ed economico.

Suo fiore all’occhiello è la cattedrale voluta dallo stesso Federico II, e ovviamente il famosissimo pane di Altamura.

Questa città è nota anche per il ritrovamento, nelle sue campagne, di impronte di dinosauro. Si tratta del sito più importante d’Europa e forse del mondo, per la varietà dei tipi di impronte e per il numero.

Altro elemento interessante è l’uomo di Altamura, un reperto di uomo preistorico ritrovato in un’altra zona rurale.

Per il coraggio dimostrato nella ribellione contro i Borboni, la città è nota come la Leonessa di Puglia.

il centro storico è definito dai claustri (o gnostre), piazzette o slarghi che indicano l’aggregarsi spontaneo di gruppi familiari o etnici (Ebrei, Latini, Mori e Greci), come emerge chiaramente durante la manifestazione Federicus, che si tiene ogni anno fra la fine di aprile e l’inizio di maggio.

Nel territorio vi è anche il Pulo, una dolina carsica larga 550m e profonda 95 nel punto più basso, con caverne probabilmente abitate nel paleolitico.

Se volete avere un’idea dei paesaggi attorno ad Altamura guardate “Io non ho paura”, film di Salvatores del 2003, peraltro girato fra Puglia e Basilicata.

Io ieri sera, ispirata dalla giornata, l’ho rivisto e come sempre non mi ha deluso.

(Foto mie e di mia sorella)

Latina: la vecchia Littoria

Si tratta di una delle città più giovani d’Italia, inaugurata nel 1932 con il nome di Littoria, per essere ribattezzata nel 1945.

All’interno del suo territorio rientrano anche alcuni borghi nati dalla bonifica delle paludi e una zona si trova nel Parco Nazionale del Circeo.

La città si sviluppa essenzialmente attorno a 2 piazze: piazza della Libertà e piazza Prefettura ed ha numerose evidenze archeologiche.

Per me però Latina è essenzialmente la mia amica Gilda, prendere il treno (40 minuti da Roma) e raggiungerla per vedere un suo spettacolo o per andare insieme al mare (il litorale è bellissimo).

Da poco Latina è legata per me anche a due new entry importanti: Francy (guai a chiamarla Francesca) e Lily.

(Foto di Anto)

Barcellona: una bella storia da raccontare

L’unica città straniera in cui sono stata 2 volte (almeno per il momento). Il secondo viaggio in città è una delle storie più belle che ho da raccontare.

La vicenda in breve è la seguente: un’amica erroneamente prenota dei posti letto in più e coinvolge Maria Laura che ovviamente coinvolge me. Peccato che mancassero 3 giorni alla partenza e trovare biglietti a prezzi accessibili era praticamente un’impresa. In nostro aiuto accorre la mia amicizia con un assistente di volo che riesce a recuperarci dei biglietti open con cui poter volare in caso di volo non al completo. Tranquilli, se ve la racconto è perché fra 1000 peripezie siamo riuscite ad andare e tornare…

Buona parte delle bellezze della città le avevo già viste in una mia precedente e fugace visita quindi la seconda volta ho approfondito.

Sagrada Familia: il tempio di Gaudì, con mosaici in ceramica policroma e sculture ispirate alla natura. L’artista visse sul posto per 14 anni ed alla sua morte fu sepolto nella cripta.

Casa Batló: capolavoro del modernismo di Gaudì (variante spagnola dell’Art Nouveau). La visita all’interno vale l’intero viaggio.

Casa Milà: anche detta la Pedrera. Altra opera di Gaudì. Il mio amico Michele si ostinava a fotografare la casa accanto…

Las Ramblas: il viale alberato simbolo della vitalità della città; fra Plaza de Catalunya e il Porto Vecchio con il suo bel monumento dedicato a Colombo.

La Bouqueria: il mercato per eccellenza. Sulla piazza antistante il mosaico di Miró ed un drago art decó, antica insegna di un negozio di ombrelli.

La Barceloneta: il villaggio dei pescatoti di Barcellona, non lontano il porto vecchio con l’acquario.

Come sempre ho lasciato in sospeso cose da vedere…per lasciare aperte nuove possibilità…

(Foto mie)

Valencia…vale!

Per puro caso l’ho visitata qualche anno fa a marzo, nel mese in cui si svolge una delle feste più importanti: las Fallas.

Durante queste celebrazioni vengono bruciate per strada delle sculture di carta pesta a sfondo satirico.

La visita in città può essere suddivisa esattamente in 2: da una parte l’avveniristica città della scienza e dall’altra il centro antico.

La città delle arti e delle scienze è costituita da 5 edifici, 4 dei quali disegnati da Calatrava: il palazzo delle arti, l’Hemisferic, il Museo delle Scienze e l’Umbracle.

L’oceanografico è invece opera di Felix Candela.

Nel centro antico meritano una visita la cattedrale con il campanile Miguelete, la Lonja (costruita per la borsa merci) e il Mercado Central.

E non dimenticate di farvi una passeggiata sui 2 km di spiaggia della Malvarrosa.

(Foto mie e di Francesco)

Formello e il Parco Natura “La Selvotta”

Oggi tutti in gita! Direzione Parco Natura la Selvotta a Formello.

Formello è un paese di origine etrusca, poi passato sotto la dominazione romana e in età moderna feudo degli Orsini a cui è legata la presenza del così detto palazzo Chigi 8poichè dagli Orsini passò alla famiglia Chigi che lo sopraelevò di un piano).

Alla stessa famiglia è legata la villa extra-urbana Chigi-Versaglia.

La zona di Formello ha una grande valenza naturalistica poichè  interamente compresa nel parco del Veio. In questo contesto si inserisce il parco naturalistico ” La Selvotta“.

Semplice da raggiungere ed atttrezzatissimo (zona pic-nic con tanti tavoli e panche, servizi, zona ristoro, parco giochi con giostrine), il parco offre un’esperienza immersiva nella natura, con una passeggiata fra gli “alloggi” dei vari animali (tartarughe, volatili, conigli, animali da cortile) e la possibilità di dare da mangiare a pecore e caprette.

Per chi volesse, il parco prevede anche una serie di laboratori (marmellata, pane, pizza, biscotti) e uno spettacolo con i rapaci.

Noi non abbiamo rinunciato a nulla. Giornatina impegnativa ma ricchissima.

http://www.parconaturaselvotta.it

(foto mie)

Madrid: racconto semiserio di una città che adoro

Tutti stravedono per Barcellona. Io adoro Madrid. Sarà per quell’aria elegante e raffinata ma allo stesso tempo calda ed accogliente (immaginate quanto calda ad agosto). Sarà che ci ho passato circa una settimana e l’ho girata in lungo e in largo. Sarà che ero in compagnia di persone davvero speciali, il che rende ogni luogo maggiormente caro al nostro cuore.

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Sarà per questo che ripensare ad alcuni luoghi (imprescindibili per chi visita la città) mi riempie di gioia e mi fa sorridere.

Plaza Mayor: il cuore della città, con al centro la statua di Filippo II ed intorno i portici animati dai caffè.

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El Escorial: palazzo/monastero costruito da Filippo II; ha appartamenti decorati con fantastiche opere d’arte.

Museo del Prado: il museo per eccellenza. Il modo in cui abbiamo superato una lunga coda con uno stratagemma è ancora una delle storie che racconto più spesso, così come sbellicarsi dalle risate davanti ad un quadro ed essere ripresi dall’addetta alla sicurezza nella sala (il massimo per il curriculum di una storica dell’arte). Per la parte seria citerò una delle mie opere preferite “Las meninas” di Velazquez e le 2 Maya di Goya.

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Plaza de Cibeles: alle 21 di una sera d’estate essere in questa piazza con il cielo ancora azzurro è stata un’esperienza incredibile. All’incrocio fra il Paseo del Prado e la calle del’Alcalà sorge la fonte de Cibeles (che dà il nome alla piazza), fontana progettata nel 1700.

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Puerta de Alcalà: voluta da Carlo III per abbellire la zona Est di Madrid.

Centro de Arte Reina Sofia:un’opera fra tutte “Guernica” di Picasso ed io che, abbandonati i miei compagni di viaggio, mi aggiro fra le sale da sola (con altre migliaia di persone, ovvio).

Puerta del Sol: la statua dell’orso con il corbezzolo è il simbolo della città e si trova all’angolo con Calle del Carmen ( cito questa via solo per narcisismo, puro e vero).

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Catedral de la Almudena: dedicata alla patrona della città. (a Siviglia qualche mese fa ho conosciuto una ragazza che portava questo nome e subito i ricordi sono corsi a Madrid).

Palacio Real: posto su un promontorio che dà sul fiume Manzanarre (si, proprio quello del 5 Maggio di Manzoni). Oggi i sovrani non vi risiedono ma è utilizzato per le occasioni di stato.

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Gran Via: l’arteria principale della città, inaugurata nel 1910.

Parque del Retiro: in origine era ad uso privato dei sovrani. Nel 1700 divenne pubblico. Appunto un luogo di “ritiro”pur restando in città.

Estaciò de Atocha: la nostra “stazione”, quella che ci ha visti arrivare e ripartire un sacco di volte…

Scrivere della città m i ha emozionata e come sempre mi è venuta voglia di tornarci. Dopotutto non sono stata al Thyssen- Bornemisza, potrebbe essere un punto di partenza per il prossimo viaggio…

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(foto mie)

 

 

 

 

Una giornata al mare a Ladispoli

Oggi il meteo non prometteva nulla di buono ma noi tre temerarie ci siamo avventurate comunque verso il mare. L’obiettivo è quello di conoscere le spiaggedel litorale laziale e di prendere un po’ di tintarella. E anche oggi è stato raggiunto.

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Oggi le nostre esploratrici si sono fermate a Ladispoli: spiaggia scura (un po’ come ad Ostia) e una bella cittadina con tanti negozi e locali carini.

L’attuale Ladispoli sorge sul vecchio porto di Alsium, uno dei tre porti (insieme a Punicum- Santa Marinella e Pyrgi -Santa Severa) della città etrusca di Cerveteri.

Poi divenne colonia romana e cittadina marinara di facoltosi romani (tra cui probabilmente anche Cesare).

La cittadina è dotata di un castello medievale in cui soggiornarono diversi personaggi illustri ad esempio Papa Alessandro VI Borgia, rappresentatnti della famiglia Orsini, Papa Paolo III.

Ladispoli è cittadina autonoma solo dal 1970, essendo stata prima frazione di Cerveteri e successivamente di Civitavecchia.

Noi abbiamo pranzato da Trapizzino e preso caffè e dolcetto in un bar bellissimo con le altalene al posto delle sedie: Mavì, eletto subito uno dei miei posti preferiti!

Siamo tornate a Roma e pioveva. Tutto ok…missione compiuta!

(foto dal web)