Budapest (giorno 3)

Trascorriamo la mattinata al mercato centrale, confrontando i prezzi della paprika, comprando salame (ungherese) e mangiando Langos. Poi una lunga passeggiata nella città che ha tutte le ragioni per essere definita “la Parigi dell’est”, fra boulevards alberati e palazzi eleganti. E nevica, poco ma nevica. Arriviamo a vedere il Palazzo del Museo delle Arti Applicate e la statua da poco eretta in onore di Bud Spencer.

Il New York cafè è davvero il caffè più bello del mondo e c’è anche il clarinettista che mi saluta mentre suona un pezzo accanto ad un violinista. In ogni città c’è qualcosa che mi resta più nel cuore e a Budapest mi sono innamorata dei ponti (soprattutto quello delle catene). Ma dopotutto questa città è tutta un ponte, sospesa così come è fra Oriente e Occidente.

Budapest (giorno 2)

Nevica. Fiocca piano quando usciamo per andare ai bagni Szechenyi e continua a nevicare mentre siamo immersi nelle vasche all’aperto con la temperatura dell’acqua a 34 gradi. La Sinagoga grande, un pranzo ungherese (gulash) e poi relax (si vede che non sono al massimo, altre volte non me lo sarei concessa). Poi ancora in giro per la paprika e qualche souvenir. Ormai conosciamo benissimo le stazioni metro e ci muoviamo senza consultare le mappe.

Budapest (giorno 1)

Circa 3 gradi non sono pochi ma l’umidità è tanta e si gela. Ho il naso rosso e le mani congelate quando arriviamo su al Bastione dei Pescatori per godere della vista spettacolare. E ci credo! Prima abbiamo visto i mercatini di Natale, attraversato Váci Utca fino al ponte Elisabeth (si lei, la principessa Sissi) e poi il viale che costeggia il Danubio per arrivare al Ponte delle Catene. Il castello, la chiesa di Mathias, il Parlamento. Buda da una parte e Pest dall’altra. In ogni negozio di souvenir provare le scatole musicali con opere classiche (e non). Bere necessariamente tanta acqua e pit-stop frequenti. Le scale mobili sono veloci ma a pranzo il servizio lento. Le scarpe sul molo per le vittime dell’ Olocausto, Santo Stefano, un tramonto fenomenale e l’atmosfera natalizia. Dedicare tutte le canzoni romantiche ad una coppietta ignara. Il vin brûlé e il karaoke con una selezione casuale di musica italiana.

Budapest (giorno 0)

Due guide lette e la consapevolezza che è il posto più ad est che ho visitato (fino ad ora).

Il freddo previsto e realmente trovato. Io che rido a crepapelle a causa del simpatico autista,nel taxi che ci porta in hotel, nonostante i miei malanni e quelli del mio compagno di viaggio (il viaggio della speranza).

Essere scambiata per una nota attrice (ungherese?) e sentirsi ricchi con 24.000 fiorini.

Stupor Apuliae e Sannicandro di Bari

Ci sono post che meritano un giorno  speciale e questo è uno di quelli. Oggi sono 2 mesi che questo blog è nato: 57 fallower, collaborazioni con altri blogger, eventi che hanno condiviso i miei post (es. Phest ed Eurochocolate), una nuova casa editrice che ha “apprezzato” un mio intervento, 294 persone che seguono la pagina su FB). E in questo giorno speciale voglio parlarvi di qualcosa che mi sta molto a cuore…

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Stupor Apuliae (per gli intimi Stupor)è una parte di me ed io sono una parte di lei. Un’associazione culturale nata tre anni e mezzo fa dalla tenacia e dalla voglia di fare qualcosa di bello per il proprio territorio.

Cinque ragazze, cinque amazzoni, come ci ha definite qualcuno, che si sono rimboccate le maniche per valorizzare un paese (Sannicandro di Bari) e il suo contesto. Cinque pugliesi doc (3 di Sannicandro e 2 di Toritto) che hanno deciso di concretizzare l’esperienza di un corso in Marketing e Comunicazione del Turismo e di trasformarla in qualcosa di produttivo per sè e per gli altri.

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Noi al matrimonio della nostra Katia

Tante le attività svolte nel tempo: visite guidate, contest, conferenze, mostre, presentazione di libri, centri estivi, animazioni…Tantissime le collaborazioni ed il lavoro in rete. Molta gente conosciuta, tante amicizie nate.

Negli anni l’associazione è cresciuta coinvolgendo altri giovani che con il loro operato essenziale, quotidianamente contribuiscono a portare avanti le attività della stessa fra cui la gestione del Laboratorio Urbano “Il Cantiere” e le aperture\visite al Castello Normanno-Svevo.

E’ questo il fiore all’occhiello di Sannicandro, con la sua storia di continui rimaneggiamenti, abitanti più o meno nobili, riconversione dopo il bombardamento del 1943, restauro…I dettagli però ve li daremo quando verrete in visita! Magari in occasione della Sagra delle Olive (Ottobre), o alla festa della Madonna del Carmine, o a Pasquetta, per una passeggiata alla Madonna di Torre.

 

Si lo ammetto, sono di parte, ma “dov’è il tuo tesoro là è il tuo cuore” (Mt 6:21). E loro per me sono più che un tesoro!

 

Su mettete “mi piace” alla pagina facebook di Stupor Apuliae e…stupitevi!

(le foto le ho rubate dalla pagina, sono nostre, cioè di Stupor Anna Paola, Stupor Simona, Stupor Domenica, Stupor Katia e Stupor Carmen che detta così sembriamo un po’ la saga di Sailor Moon…)

Blogger recognition award. 10 e lode

Il post di un’amica sul blogger recognition award!Grazie per le belle parole spese su viaggiatricedagrande e su di me!

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Un grazie grande a chi ha ideato Blogger Recognition Award: io che non amo le catene di Sant’Antonio e detesto persino gli auguri di Natale in serie, ho trovato questa iniziativa geniale perché di ripetitivo non ha nulla se non il fatto che ad ogni nuovo post ho scoperto pagine web divertenti – e soprattutto utili – di gente che, come me, prova a raccontarsi in rete.

La prima pagina da segnalare è quella di  Viaggiatrice da grande che mi ha nominata e dato la possibilità di scoprire questo premio di riconoscimento. Ci siamo messaggiate e se l’intuito non mente Carmen è una ragazza simpatica  e spontanea. Il suo blog mi piace già un sacco e la sua sezione mostre molto, molto interessante.

Ma spieghiamo meglio come funziona Blogger Recognition Award… anche se in realtà lo conoscono già in tanti e io sono la solita ritardataria!!!

Questo riconoscimento nasce sui…

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Malta l’eclettica

A Malta mi sono sentita davvero spaesata. Non riuscivo a inquadrare il posto in un contesto specifico. Mediterraneo? Oriente? Sicilia? Colonia inglese? L’isola è tutto questo insieme. E il fatto che sia un’ isola, per me che ho un amore particolare per le isole, è stato un elemento in più.

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Il viaggio a Malta è stato particolare: sono partita sola con la mia amica/collega Luciana ma il week-end l’abbiamo trascorso quasi interamente anche con altre due persone.

Subito dopo aver prenotato Luciana mi fa: “Ne ho parlato anche con A. E se venisse anche lui?Ci raggiungerebbe.” Che dirle? Mi ha spiazzata ed ho accettato. Comunicazione successiva: “A. porta un amico”. Lì sono saltata su: “No eh! Non  vado certo a Malta per giocare al gioco delle coppie! Sia chiaro a tutti che sto ipotetico amico non farà certo coppia con me durante il viaggio”. Per fortuna non era nelle loro intenzioni, ma tanto mi infastidiva la situazione che si era creata che a quel poverino di G. non ho quasi rivolto la parola per tutto il we, mentre con A. (conosciuto in quell’occasione) ho rischiato di litigarci più volte. Bel viaggio direte!

In realtà si, è stato comunque un bel viaggio perchè come sempre ho saputo coglierci il buono. A parte luoghi e paesaggi meravigliosi (mare da favola), ho approfittato dell’indole viaggiatrice di A. (che a Malta ci era già stato non so quante volte) ed ho seguito i suoi consigli su dove mangiare, andare, come spostarsi.

 

Era aprile, e appena atterrate l’afa che mi aveva colpita in pieno viso la ricordo simile a quella di Cuba. L’asfalto della pista talmente caldo che le mie sneakers mi sembrava si stessero fondendo e incollando a terra.

Hotel a Saint Julian, Paceville, vista mare. Nel bel mezzo della movida, ma per i ragazzini in gita o per quelli che a Malta ci vanno per imparare l’inglese. Malta è il più piccolo paese dell’Unione Europea, ma per certi versi non sembra di essere all’estero. Infatti la lingua ufficiale dovrebbe essere l’inglese poichè ex colonia (e in giro ci sono le tipiche cabine telefoniche inglesi rosse) però, essendo così vicina alla Sicilia ristoranti e locali spesso sono di siciliani e ovunque si sente parlare in italiano. Poi ci sono gli aspetti arabeggianti, dal nordafrica e dall’oriente. Elementi nella lingua, nella cucina, nelle costruzioni.

L’esempio più bello sono i tipici balconi chiusi da grate soprattutto presenti a La Valletta (me ne sono innamorata e li ho tanto fotografati) e Mdina, la città silenziosa, il posto che in assoluto ho più amato a Malta. Di origine araba ma rifatta in parte dai Normanni. Qui fra i vicoli e la pietra calda e gialla il tempo sembra essersi fermato…

 

Non sono riuscita a vedere la Decollazione del Battista del mio amato Caravaggio (la cattedrale era chiusa di Domenica)ma si sa…lascio sempre qualcosa di “non visto” nei viaggi in modo tale da avere la scusa buona per tornare.

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(Foto mie o di Luciana)

GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO 2017

23 e 24 settembre Giornate Europee del Patrimonio. queste le manifestazion ia Roma. E nel resto dell’Italia? Voi che farete?

BlogRomaisLove

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Tornano le Giornate Europee del Patrimonio: evento da non perdere il 23 e il 24 settembre 2017.

Ogni anno il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo promuove le Giornate Europee del Patrimonio (GEP) in Italia.

All’ iniziativa, aderiscono   moltissimi luoghi della cultura non statali tra musei civici, comuni, gallerie, fondazioni e associazioni private, costruendo un’offerta culturale estremamente variegata, con un calendario che spesso arriva a sfiorare i mille eventi.

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Uno straordinario racconto corale che rende bene l’idea della ricchezza e della dimensione “diffusa” del Patrimonio culturale nazionale: da quello più noto dei grandi musei alle meno conosciute eccellenze che quasi ogni paese può vantare e deve valorizzare.

 Dopo il successo delle passate edizioni con un elevato numero di eventi dedicati e una partecipazione di pubblico superiore alle aspettative, le GEP tornano in tutta Italia il 23 e 24 settembre 2017.

Il tema scelto…

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Con Altri Occhi

Mi ha emozionato. Perchè è un po’ così anche per me…
“Quando scendi? Dai che vengo a trovarti! Buon rientro…”

memoriediunavagina

Come tutte le volte che torno dalle ferie (specialmente quelle estive),  ho un groppo in gola inestricabile. Ho un banchetto di emozioni da masticare, elaborare e digerire che quasi mi paralizza. Probabilmente non sarebbe così se, come molti fanno, decidessi di dedicare i miei giorni liberi a un sano viaggiointercontinentale. Voglio dire: avrei assai ricordi, emozioni e fotografie da editare anche in quel caso, ovvio. Ma sarebbe una cosa diversa. Sarebbe un bell’argomento di conversazione al rientro in ufficio, agli aperitivi con amici, conoscenti, colleghi ed excolleghi. Sai, vedere posti lontani, mangiare cibo esotico (per quanto le cozzealgratin per me restino mediamente esotiche), convertire le monete straniere in euro, scambiarsi i souvenir. Ma non sarebbe quella roba che, invece, è per me tornare giù. Un pellegrinaggio esistenziale. Una seduta di psicoterapia. Una roba faticosa. Bella ma complessa. Forse necessaria…

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