Costiera amalfitana (giorno 3)

Folate di vento fortissimo ed a tratti brevi rovesci di pioggia. Ma il mio impermeabile a pois resiste a tutto.

Vietri sul mare è senza dubbio il centro più importante della ceramica costiera, con i suoi asinelli portafortuna e la tabella di Persepoli a noi sconosciuta. È proprio vero che in viaggio si imparano un sacco di cose.

E siamo di nuovo a Salerno, dove il weekend è iniziato e da dove ognuno riprende la sua strada. Non senza aver prima provato a scattare foto particolari in movimento ed essermi sperimentata come guida in un percorso imparato solo 3 giorni fa.

La tanto temuta pioggia la incontro a Roma, nel tragitto fra la metro e casa.

Costiera amalfitana (giorno 2)

Uno scroscio d’acqua temporalesco ci accoglie al risveglio ma la colazione da Pasticceria Sal De Riso – Minori scaccia via nuvole e malumore.

L’antica repubblica marinara di Amalfi conquista il mio cuore all’istante, col colpo d’occhio del duomo arabeggiante che emerge svoltando l’angolo.

Poi una visita al Chiostro del Paradiso ed al museo della carta, da cui esco con un quadernino con le mie iniziali marchiate. Lo userò per prendere appunti nei prossimi viaggi. Un piatto di gnocchi alla Sorrentina , le ceramiche, i parcheggi che costano una fortuna ed un fiore di ibiscus protagonista delle nostre fotografie.

Ravello è famosa per il festival della musica voluto da Cosima, la moglie di Wagner. Due ville (Cimbrone e Rufolo) e il duomo con il famoso pulpito ed il portale bronzeo di Barisano da Trani. Una sosta al supermercato per necessità e per diletto e confermare un buon senso dell’orientamento per tornare a casa attraverso strade nuove.

Costiera amalfitana (giorno 1)

Tornanti, tornanti e ancora tornanti. Ma un insperato sola dona riflessi spettacolari al mare. Non ho portato gli occhiali da sole e Raf fa fronte alla mia mancanza prestandomi un paio dei suoi. Niente traffico sulla litoranea, ed anche questo è qualcosa d’inatteso. A Sorrento si chiamano tutte Carmen ed è tutto dedicato al suo più illustre cittadino: Torquato Tasso. Sappiate che qui duomo e cattedrale sono la stessa cosa anche se le indicazioni non sono concordi. La villa comunale offre una vista sul mare spettacolare e nelle orecchie riecheggiano le parole di Caruso…”davanti al golfo di Sorrento…”. Limoni e limonata sono ovunque mentre il “cecato” di Sorrento proprio non si è visto. “Hai il cuore di non tornare?” Le frasi della famosa canzone “torna a Surriento”sembrano essere rivolte a me. Marina grande profuma di frittura di pesce ed è deliziosa con le sue casette color pastello.

Sulla spiaggetta sotto la chiesa maggiore di Positano il cielo ha ormai assunto le gradazioni del violetto. Il tramonto è vicino. Una coppia di turisti orientali lascia che un fotografo locale immortali il loro amore, intanto una bimba bionda con un vestito che ricorda la coda di una sirena si diverte a lanciare ciottoli in mare.

Un sentiero coperto di bouganville e capire il senso della moda mare diffusasi da questa località negli anni ‘60. Una folta colonia di gatti, un pezzo di caprese e gli scialatelli…

CosyForYou

La mia amica Nicla è un agente di turismo accessibile. E grazie a lei ho scoperto CosyForYou.

CosyForYou è un tour operator, un’organizzazione turistica con base operativa in Campania, che si occupa di promuovere ed organizzare tour di diverso tipo rivolti a persone con bisogni speciali.

I membri del team sono caratterizzati dall’empatia e si relazionano con i turisti considerandoli persone prima che clienti, facendo in modo che tutti possano viaggiare in modo confortevole, sia individualmente che in gruppo.

I prodotti turistici vengono selezionati in base al l’accessibilità e ogni viaggio è organizzato con cura e passione (dai mezzi di trasporto, all’alloggio, all’acquisto dei ticket d’ingresso).

I servizi offerti sono tour che vanno dalla durata di 1/2 giornata a 15 giorni (standard, suddivisi per tipologia, a tema, preconfezionati o personalizzabili).

Fra gli altri servizi: tour in italiano o in lingua; accompagnatore; infermiere; parrucchiere; nutrizionista; trasporto; intrattenimenti; biglietteria; ristorazione…Molte le attrezzature disponibili e le possibilità di organizzare viaggi in Italia e all’estero.

Questo il link del loro sito

http://www.cosyforyou.org/

Non esitate a contattarli!

(Foto dal web)

Una delle mie isole preferite: Ischia

Amo le isole, ma questo lo sapete già. Ed Ischia è una di quelle che mi piace particolarmente.

La parte che preferisco di più dell’isola (a parte il mare) è il castello aragonese e la vista d’insieme con il ponte che lo collega al resto dell’isola. Il ponte, lungo 250 m, fu costruito per la prima volta da Alfonso il Magnanimo e più volte rimaneggiato. La “versione attuale” più o meno risale al 1800. 5 ingressi danno accesso al castello al cui interno sono da ammirare la cappella e il monastero femminile con gli impressionanti “scolatoi delle monache” (sedili di pietra su cui i corpi delle suore morte si decomponevano e invitavano a riflettere sull’ importanza dell’anima).

L’isola è nota per le sue acque termali e per la sua argilla che però non ho avuto modo di provare.

Ischia può essere visitata via terra, ma pare che sia ancora più bella vista dal mare ammirandone i 6 comuni che la compongono.

Da vedere il Maschio, i Pilastri (antico acquedotto), le pinete (3 piccoli parchi).

Tocca tornarci…

(Foto dal web, le mie meglio evitarle…)

Caserta: non solo la Reggia

La scorsa settimana mi ha contattata la mia amic aPatrizia perchè sabato scorso sarebbe andata a Caserta con una collega e voleva che la raggiungessi. Ma sabato non potevo. Mi sono però raccomandat: “Scatta delle belle foto e inviamele, così le inserisco nel post che scriverò sul blog. Sapete quindi di già di chi sono le foto (le mie non sono riuscita a trovarle).

Immagine 011

A Caserta, in primis alla Reggia, ci sono stata nel 2014, era prima del nuovo direttore e prima della sistemazione. Era un giorno infrasettimanale di febbraio e nella Reggia eravamo forse in 10 visitatori. E pensare che Giuseppe si era offerto di accompagnarmi per passare una bella giornata insieme, in un posto che non avevo mai visto ed in cui avrei voluto svolgere il compito di osservazione antropologica dei visitatori, assegnatomi da una delle docenti del master che stavo frequentando in quel periodo.

Vivere la Reggia così, in solitudine, ce l’ha fatta apprezzare maggiormente.

Iniziata intorno al 1751 ad opera dell’architetto Luigi Vanvitelli per volere di Carlo III di Borbone è un connubio di architettura, verde, giochi d’acqua.

Il portico centrale è il primo elemento che balza agli occhi, anticipando il clima di grandezza che vige all’interno. A chiusura della prima rampa dello scalone d’onore due leoni in marmo, vittime delle mie pose fotografiche stupide (si, anche qui come  a Ferrara! I leoni mi piacciono…ce ne sono 2 in marmo anche la castello di Toritto).

Dell’interno meritano un riferimento la cappella, il teatro, la sala del trono, il presepio, la biblioteca.

Ma ciò che più ho amato è stato il parco, percorso tutto a piedi, ammirando le fontane, godendoci l’inaspettato sole invernale e dando da mangiare ai pesci (devo avere ancora i video da qualche parte). La mia preferita è la fontana di Venere e Adone ma ho amato anche la Fontana dei Delfini, affacciata sulla  Grande Peschiera , vasca decorativa ma che serviva anche a rifornire di pesce la cucina reale. di grande impatto anche la Fontana di Eolo e la Grotta dei Venti. 12 cascatelle moviemtano il flusso idrico fra le peschiere.

Poi un giro a Caserta Vecchia e una sfogliatella…che non guasta mai!

P.S. Anche questa volta ho riletto una guida vintage ma non valeva granchè…

Napul è mille culure

Giugno 2017: un week-end a Napoli, una città che amo e da cui mancavo da troppo tempo.

 

Prima di Roma, Napoli era la città che più volte avevo visitato: gita in terza media, una partenza per la Sardegna, i presepi a San Giuseppe Armeno (Spaccanapoli), di passaggio per Capri ed Ischia, una mostra a Capodimonte.

Ora ci mancavo da un po’(10 anni circa). Ritrovo una città nobile ed elegante ma allo stesso tempo popolare, folkloristica, multietnica. Seguo i consigli degli amici e mi emoziono per la prima volta davanti al Cristo velato nella Cappella San Severo, alle “Sette opere di Misericordia” di Caravaggio al Monte della Misericordia e nella metro Toledo. Torno volentieri nei luoghi noti ma sempre stupendi. È bellissimo passeggiare in Piazza del Plebiscito, ammirare il Maschio angioino e guardare il paesaggio dal Vomero, fra il Vesuvio sullo sfondo e Castel Sant’Elmo. Mi soffermo incantata nella Galleria Umberto I, davanti al teatro San Carlo ed al Palazzo Reale. Ricordo con piacere la visita al Museo Archeologico ed al Chiostro di Santa Chiara.
Una pizza fritta in via dei Tribunali, la sfogliatella, un caffè, il limoncello. Un saluto a San Gennaro nel Duomo ed il calcio che non è uno stereotipo ma davvero è nel sangue dei napoletani (tant’è che anche io sono coinvolta in un passaggio di palla a Piazza Dante).

Un BeB carinissimo e che non poteva avere un nome migliore “Adda passà a nuttat”, omaggio al celebre Eduardo di cui la nostra camera porta il nome (le altre sono intitolate a Peppino e Titina)
Per strada gli odori (non sempre piacevoli) e il rumore dei motorini, la musica nei vicoli, i grandi portoni con le corti interne. Il mare.
Parafrasando una nota canzone…”Io, mio cugino e mia zia”.

 

(Foto mie e dei miei compagni di viaggio. Ovviamente le foto sono contemporanee, i reperti delle volte precedenti a Napoli mi sono ben guardata dal mostrarveli!)