I grandi maestri- 100 anni di fotografia Leica-(Roma, complesso del Vittoriano)

Adoro la fotografia: uno degli esami più belli che ho sostenuto all’università è stato quello di storia della fotografia e a volte provo anche a cimentarmi in quest’arte. Se vi va guardate il mio profilo instagram(carmensavino) ma non aspettatevi capolavori alla cartier-Bresson o alla Paolo Roversi. Quelli andate ad ammirarli al complesso del Vittoriano.

Avete tempo fino al 18 febbraio per seguire la vera e propria rivoluzione apportata nella fotografia dalla comparsa sul mercato, nel 1925, della Leica. basti pensare a nuovi ambiti di applicazione o vecchi ambiti che però vengono approfonditi. Foto dopo foto, in questo bellissimo allestimento (e solitamente le mostre al Vittoriano mi lasciano un po’ perplessa) scoprirete che alcune famosissime immagini impresse nella nostra memoria sono state scattate con questa macchina fotografica: il noto ritratto di Che Guevara; il bacio di Eisenstaedt fra il marinaio e l’infermiera a Times Square; la bimba che corre nuda per la strada dopo il bombardamento del suo villaggio in Vietnam.

Non ho solo ritrovato il mio amato Cartier-Bresson (qualche anno fa avevo visto una sua mostra monografica all’Ara Pacis) ma ho conosciuto e mi sono innamorata di Capa (bella la sua “Miliziano colpito a morte”), di Berengo Gardin, Salgado (“La miniera d’oro di Serra Pelada”) e di paolo Roversi e la sua fotografia di moda. Grazie alla Leica questo ambito esce dalla staticità dei set impostati e si avvicina alla spontaneità e alla casualità.

Questo apparecchio fotografico fu davvero una bella invenzione: piccola, maneggevole, leggera, con un occhio del fotografo che guardava l’obiettivo e l’altro ad osservare il mondo circostante; perfetta per quelle foto con un punto di vista originale.

Carina la convivenza nello stesso complesso museale con la mostra dedicata a Monet (l’ho vista e ve ne parlerò prossimamente) creando una serie di rimandi. Difatti la prima mostra degli Impressionisti si svolse proprio nello studio del fotografo Nadar ed è risaputo che essi sfruttarono la fotografia nel loro lavoro. Inoltre così come la nascita del mezzo leica ha permesso lo sviluppo di nuoi 2generi” fotografici, così buona parte delle innovazioni introdotte dagli Impressionisti sono state dovute alla comparsa di un nuovo “mezzo” quali furono i colori ad olio in tubetto che favorirono la nascita della pittura en pleinair (all’aria aperta).

Insomma un amostra non consigliata…ma consigliatissima. Fidatevi!

(foto mie)

(Emilia) Romagna mia…

Si lo so sono pessima. Ma m’è presa la fissa delle citazioni di canzoni improbabili nei titoli…

A parte Ferrara (di cui vi ho ampiamente parlato in un altro post) e promettendo pubblicamente a 2 miei cari amici di Ravenna di andare a trovarli molto presto, la mia esperienza di questa regione è legata proprio a Ravenna ed a Rimini.

Rimini è per me un mare che non è mare, le testimonianze di epoca romana e la grande corte rinascimentale che ebbe esponenti come Piero della Francesca e Leon Battista Alberti.

A Ravenna invece non si può prescindere dai mosaici: quelli di S. Vitale, di Sant’ Apollinare Nuovo e Sant’ Apollinare in Classe, del mausoleo di Galla Placidia, del Battistero degli ariani è quello degli ortodossi. 8 monumenti paleocristiani e bizantini iscritti nella lista del Patrimonio dell’ Umanità. Bellissimi anche il mausoleo di Teodorico e la tomba di Dante.

Lo ammetto, manca ancora qualche provincia. Che sia il 2018 l’anno buono?

(Foto dal web)

Una gita a Ferrara

Due volte a Ferrara: una volta in gita scolastica quando avevo 15 anni e poi qualche anno dopo con i colleghi e professori dell’Università. Questa estate a Cuba ho conosciuto una coppia originaria di questa città e mi è tornata voglia di andarci.

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Il catello estense

Oltre al bellissimo castello estense (De Chirico docet) con tanto di fossato, mi è rimasto nel cuore Palazzod ei Diamanti, con il suo bugnato con taglio diamante (appunto), costruito sul Quadrivio degli Angeli, punto focale della così detta addizione Erculea. 8500 “diamanti” differenti fra loro: nella parte inferiore la punta va verso terra mentre nella parte superiore punta verso l’alto.

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Le muse inquietanti di De Chirico (sullo sfondo il castello estense)

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Palazzo dei Diamanti

E la cattedrale? Che edificio imponente! E noi in posa con i leoni del protiro mentre godevamo della vista del dirimpettaio Palazzo Ducale…

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In quella occasione avevamo visitato anche il Palazzo del paradiso ed il Palazzo Schifanoia, palazzo di delizie destinato ai passatempi della corte, al cui interno spicca il famoso Salone dei Mesi.

Avevamo tanto approfondito le opere di Cosmè Tura, Francesco del Cossa, Ercole de’ Roberti, Dosso Dossi; Lucrezia Borgia, le storie degli este, i camerini di alabastro…

Le biciclette la facevano da padrone, davanti al piazzale della stazione ce n’erano parcheggiate a centinaia.

E la nostalgia mi prende…

Occorre organizzare una gita, non fosse altro che per assaggiare cappelletti e cappellacci…

(Foto dal web)