Calabria (giorno 4)

Svegliarsi di buon’ora e uscire a fare la spesa (senza fazzoletto sulla testa) così in spiaggia si possono mangiare le ormai consuete peschenoci fresche fresche.

Con il pedalò arrivare fino all’isola di Cirella (sotto la guida della nostra “capitana”)superare un limite nuotando nel blu dipinto di blu.

Per improvvisare un aperitivo sulla spiaggia basta la mia affermazione “ragazzi vado a comprarmi le patatine”.

Poi il quotidiano set fotografico al tramonto, con i soliti scarsi risultati.

Ritrovarsi alla sagra del cinghiale di Grisolia a ballare il Pam Pam (ok gli altri hanno ballato anche la salsa) e poi quattro chiacchiere fra comari in piazzetta: “Che cucina domani signora?”

Calabria (giorno 3)

Sulla spiaggia di Praia a mare una lezione improvvisata di geologia e tante pietre ricevute in regalo.

Nella calura del primo pomeriggio tre ragazze (chi saranno?)camminano sicure sulla pista ciclabile. Un ciclista le supera ma non è indignato come credevamo:”siete belle, però”.

Gli orari per la gita in barca sono alquanto arbitrati.

L’isola di Dino ormai è disabitata. Il resort voluto da Agnelli, da cui l’isola era stata “acquistata” , è ormai in disuso da 23 anni.

Nella grotta azzurra il riflesso della luce sulle pareti e sul fondale danno all’acqua un colore blu intenso. Quando il “capitano” della nostra piccola imbarcazione getta in acqua un po’ di pane, migliaia di pesci vengono a galla e popolano di guizzi la porzione di mare.

Un sentiero leggermente impervio ci conduce quindi con un po’ di trekking, alla spiaggetta dell’arco Magno dove è possibile fare 4 bracciate.

Il tramonto che già amavo qui sembra più fotogenico: mi incanta, mi ipnotizza.

Traffico sulla via del ritorno. In pizzeria il volume delle voci del tavolo accanto è troppo alto e la temperatura dell’aria condizionata è inversamente proporzionale.

A casa dj set e hairstyle.

Calabria (giorno 1)

Io, la mia valigia e il sonno accumulato nei giorni precedenti aspettiamo fiduciosi che ci recuperino sotto casa.

Via via che le murge dorate d’agosto sfilano davanti ai miei occhi la stanchezza si trasforma in entusiasmo. Un entusiasmo ancora più accentuato quando Luigi, con generosità,mi porta a Maratea per una breve sosta. La guida sportiva (e un pit-stop con la finanza)ci conduce quindi all’arroccata Grisolia, dove gli abitanti salutano tutti cordialmente. Lo sguardo spazia dai monti alle vallate, fino al mare.

Una botola segreta è l’occasione per un piccolo trasloco e per esplorare coraggiosi il sottotetto.

A Cirella l’acqua è limpidissima e la spiaggia di piccoli ciottoli mi riporta con la mente (e col cuore)ad un’altra spiaggia, quella di Barbati a Corfù.

Il sole al tramonto si tuffa nel mare. Poi Diamante, come una pietra preziosa mi conquista con i suoi vicoli decorati da mille murales, la musica dal vivo, i peperoncini.

Stasera la luna, d’argento, si specchia nel mare e sembra un po’ più vicina.

Sperlonga

Litorale laziale, provincia di Latina. Bandiera blu 2019; plastic free, nel circuito dei borghi più belli d’Italia. Questo ed altro è Sperlonga.

Il nome deriva dalle sue grotte naturali, fra cui la più famosa è quella di Tiberio, trasformata, come altre cavità, in lussuose ville, da possidenti romani, e poi abbandonata nel X sec. a causa delle incursioni dei pirati.

Turchi e Saraceni infatti fino al 1600 si avvicenderanno, a fasi alterne, nel dominio della città.

Archi, scalette e viuzze s’inerpicano su per lo sperone di roccia (S.Magno), regalando scorci inattesi e caratteristici.

Nell’XI sec. Il borgo era fortificato è dotato di due porte ancora oggi superstiti: Porta Carrese e Porta Marina. Entrambe recano scolpita l’aquila, simbolo della famiglia Caetani.

Sopravvivono anche tre torri di avvistamento: torre Truglia, torre Capovento e torre del Nibbio.

Meritano una visita la chiesa di Santa Maria di Spelonca (XI sec.) e di S.Rocco (XV sec.) e il Museo Archeologico che conserva i gruppi marmorei con le imprese di Ulisse, ritrovati nel 1957 nella grotta di Tiberio.

A Sperlonga potrete nuotare, praticare surf e vela, fare immersioni o partecipare alle attività della locale sezione del WWF. E se volete deliziare il palato con una piccola chicca non dimenticate di assaggiare i cornetti alla marmellata di mele cotogne del bar Fiorelli.

Cosa sono i “borghi più belli d’Italia

289 (più 3 onorari) centri abitati sotto i 15000 abitanti , rispondenti a circa 70 parametri di qualità architettonica, culturale, paesaggistica. Selezionati da un’apposita giuria.

Cos’è la Bandiera Blu.

Riconoscimento internazionale esistente dal 1987, conferito ogni anno in 49 paesi del mondo. Premia le spiagge (di mare e di lago) sulla base della qualità delle acque, del turismo sostenibile, della gestione dei rifiuti, della depurazione, della valorizzazione delle aree naturalistiche.

Info

Foto: mie, di Sara, Silvana e Vera (che ringrazio per la concessione)

Toronto (giorno 12)

Riconosco le strade, quelle strade lunghe, larghe e dai nomi complicati che prima mi sembravano tutte uguali. Ora mi oriento anche qui, so tornare a casa o indicare la direzione da prendere per andare in città o verso il lago.

Impazzisco letteralmente per il Niagara Collection, un outlet da sogno!

Jenn è americana ma cucina benissimo italiano. A cena faccio amicizia con un vecchio cane, Tramp e con una gatta, Luna.

Primo giorno di mare 2018: Santa Marinella

Il passaggio dalla neve alla prima giornata di mare è un attimo…e come ormai da qualche anno, la prima tintarella la prendo in territorio romano…

Con il treno, in circa mezz’ora, da Roma, si arriva ad una delle più belle spiagge del litorale laziale.

Io e le mie amiche ci siamo riproposte di andare ogni volta in una spiaggia diversa, così che io (unica non autoctona o che comunque vive a Roma da meno tempo) possa conoscere i lidi romani.

Santa Marinella prende il nome da un dipinto della Santa nella cappella privata degli Odescalchi, a partire da un insediamento di monaci basiliani che ne aveva diffuso il culto.

Il toponimo antico del luogo era invece Castrum Novum. Sito frequentato sin dal neolitico ma con sviluppo maggiore soprattutto nel periodo degli Etruschi.

Fra gli anni ’50 e ’70 la località balneare divenne la perla del Tirreno o la perla dei vip, meta per eccellenza della movida romana.

Interessanti dal punto di vista storico artistico: il castello che sorge su una villa d’epoca romana, il museo del mare e quello del territorio.

(Foto mie)

Cozze…il mare degli amici

Inauguro la sezione dedicata alla Puglia con un articolo seminostalgico sul mio mare, il mare degli amici, il mare di Cozze.

(La seminostalgia è data dal fatto che le vacanze stanno finendo e tra qualche giorno dovrò tronare a Roma, come purtroppo hanno già fatto ritorno a  Milano alcuni amici).

IMG_4821

Questa piccola frazione di Mola di Bari (ho controllato su Wikipedia: ha 73 abitanti) non era mai stata fra le mie mete marine, ma da 4 anni è per me “il solito posto”.

Il mare cristallino, l’accesso in acqua facilitato dalla sbarra, il bar del Coco con i servizi e soprattutto loro: gli amici.

Si arriva alla spicciolata, senza bisogno di partire tutti insieme: i primi colonizzano il nostro abituale scoglio e gli altri giungono quando credono, sapendo che lì qualcuno troveranno (al massimo un messaggino per chiedere conferma).

A pranzo consigliatissima la focaccia del panificio barese di Conversano, i panini con i fiori di zucca fritti o quelli farciti di mamma Santina, caroselli e frutta fresca ed a volte le specialità dello chef.

Il parcheggio non è agevolissimo ma con un paio di giri, un pit-stop o “inseguendo” la gente che torna dalla spiaggia non è poi così difficile trovare posto per l’auto.

Ogni anno ci diciamo: “Ragazzi l’anno prossimo affittiamo una casa!” E puntualmente ogni anno non lo facciamo.

C’è Taki, il nostro amico ambulante che ama le donne; per camminare sugli scogli usiamo scarpette di gomma vintage e restiamo fino a tardi per goderci il tramonto.

IMG_4832IMG_4829IMG_4835FullSizeRenderIMG_4827

(Tutte le foto sono mie, di Domenica o eventualmente scattate da me con il telefono di Domenica)