Amos e Boris

Primo post del nuovo anno. Ancora una recensione di un albo illustrato.

Il topolino Amos vive vicino all’oceano e lo ama tantissimo. Lo osserva ed immagina le terre lontane. Così inizia a studiare le tecniche di navigazione e costruisce una barca. Poi la riempie di provviste incredibili, aspetta il 6 settembre, l’arrivo dell’alta marea,ed è pronto a salpare.

Il viaggio procede bene finché Amos, sopraffatto dalla bellezza dell’Universo, perde l’equilibrio e cade in mare. A salvarlo è la balena Boris e sulla via del ritorno verso casa fra loro nasce una bella amicizia. Quando infatti sarà Boris, ad un certo punto, ad aver bisogno di una mano, il topolino non farà mancare il suo aiuto…

La storia di un viaggio per mare, ma soprattutto la storia di un viaggio nel sentimento bellissimo dell’amicizia.

W. Steig, Amos e Boris, Rizzoli 1971

Chissàdove

Un ritorno ai miei amati libri di letteratura per l’infanzia

Un grande albero è ricco di piccoli semi. Un giorno il vento li porta nel mondo: vicini, lontani, lontanissimi o chissadove.

Solo un semino resta ancora vicino all’albero e l’albero allunga sempre più la sua partenza offrendogli cure, attenzioni e promettendo a lui ed a se stesso “ancora un giorno”.

Il seme resta ed anche se non viaggia e non impara a parlare pensa che ciò sia meglio di chissadove.

Le mille scuse per non partire alla fine sono interrotte da una gazza che porta via il semino e lo fa cadere chissadove.

Passano i mesi ed il grande albero vede dall’altra parte della collina un giovane albero, subito lo riconosce come il suo semino e lì capisce: al prossimo seme impaurito darà più coraggio.

Un invito ad avere la forza di staccarsi e partire, andare lontano, vicino o…chissadove.

C.Valentini, P. Giordano, Chissadove, Zoolibri

Piccola orsa

Accompagnate dallo scorrere delle stagioni Piccola Orsa e Grande Orsa intraprendono un viaggio nel mondo. È il viaggio della crescita.

Il viaggio inizia in primavera, dopo il letargo degli animali e di tutta la natura.

Piccola Orsa impara cosa sono l’amicizia e la gentilezza e cosa significa estate.

Impara a pescare ed a nuotare. Ed in questa sua esplorazione della vita Grande Orsa le è sempre accanto.

Arriva così l’autunno e poi l’inverno. Madre e figlia escono dalla foresta e guardano la valle imbiancata dalla neve. Si dirigono verso la loro vecchia tana e si addormentano insieme nel profumo della loro casa.

Le emozioni che suscita il racconto sono messe ancor più in evidenza dalla potenza del bianco e nero delle immagini. Sfogliare per credere…

P.S. Le immagini che accompagnano il post sono i miei esercizi (ormai soliti) con i pastelli acquerellabili.

Piccola Orsa, Jo Weaver, edizioni orecchio acerbo

Dello stesso autore vi ho già parlato di Piccola Balena

Piccola Balena

Madre e figlia compiono insieme un lungo viaggio…

Balena grigia conduce la sua piccolina verso i mari del nord, verso casa.

È un viaggio lungo, pesante, ma ricco di nuove esperienze.

Piccola balena si chiede se casa è la prateria di alghe o la barriera corallina ma la madre la invita ad andare oltre.

Proseguono miglio dopo miglio, a volte nella solitudine e a volte nei pericoli. Ma sempre insieme.

Proprio quando le forze di piccola balena stanno per abbandonarla si ode il canto della famiglia.

Sono a casa e la piccola può finalmente addormentarsi…

Piccola Balena, Jo Weaver, Edizioni Orecchio Acerbo

P.S.

Le immagini a corredo sono sempre mie libere interpretazioni delle immagini del testo.

Il volo di Osvaldo

Osvaldo non aveva mai fatto un viaggio. Viveva nella sua comfort-zone: nella sua casa, nel suo quartiere, nella sua città.

Osvaldo, per far felice il suo uccellino Pio Pio, che non canta più, gli regala una pianta magica. Nella notte il seme cresce a dismisura, rovescia ed apre la gabbia e Pio Pio scappa.

Preoccupato Osvaldo si mette in viaggio attraverso la giungla e dopo giorni di ricerche lo ritrova felice e…cinguettante. Decidono così di salutarsi ed Osvaldo se ne torna a casa.

Ma la pianta (ed il viaggio) avrebbe reso felice anche un’altra persona. Chi? Scopritelo leggendo…

Il volo di Osvaldo, Thomas Baas, edizioni Chichy

P.S.

Le foto allegate sono miei acquerelli liberamente ispirato alle immagini dell’alba illustrato.

Pezzettino

La trama di questo libro ve la racconta D., una bambina di 5 anni della mia sezione…

Pezzettino crede di essere un pezzo di qualcosa o qualcuno, ma poi scopre che anche lui è formato da tanti pezzi”.

Ma allora il viaggio dove si trova in questo libro? È la domanda che vi state ponendo vero?

È Pezzettino che parte alla ricerca del “tutto” di cui fa parte… Ma questo tutto non è Quello che corre e nemmeno Quello che vola o Quello che nuota. Non è Quello forte o Quello che vive sulla montagna e non è Quello saggio.

Solo dopo essere salpato con la sua barchetta Pezzettino cade e si rompe in mille pezzi, e capisce chi è lui veramente.

Un viaggio quindi alla ricerca di se stesso.

Pezzettino, Leo Lionni, Babalibri

Dello stesso autore ho già parlato di “La casa più grande del Mondo

La casa più grande del mondo

Uno direbbe: “Ma che ha a che fare la casa con i viaggi?” Leggete e lo scoprirete…

È la storia di una lumachina che voleva avere la casa più grande del mondo. Il suo papà allora le racconta la storia di un’altra lumachina (che chiamerò Lumachina 2) che aveva il suo stesso desiderio.

Lumachina 2, tanto disse tanto fece che ci riuscì. Mangia di qua, strizza di là, strepita un po’…la sua casa crebbe a dismisura. Le crebbero su anche una serie di cupolette e diventó coloratissima. Lumachina 2 ne andava molto fiera, ma quando fu il momento di spostarsi non potè farlo perché la casa le pesava troppo e resto lì, sola.

Lumachina 1, compresa la metafora, preferì avere la sua casina trasportabile e partì per vedere il mondo: le foglie che ondeggiavano lievi nella brezza e quelle cadute al suolo; i minerali della terra che brillavano al sole; i funghi e le felci; le pigne ed i sassi; il muschio sui tronchi degli alberi e i germogli bagnati dalla rugiada.

E questo viaggio la rese molto felice…

P.S. Avete visto che un piccolo viaggio c’era? E poi mi ha anche fatto pensare al viaggiare leggeri di “Solo bagaglio a mano“, ve lo ricordate?

N.B. Le foto che accompagnano il post sono miei tentativi di riprodurre, con i pastelli acquerellabili, le bellissime immagini del libro…Si, ultimamente mi è ripresa questa fissa di giocare con i colori…

Leo Lionni, La casa più grande del mondo, Babalibri

Ce la posso fare

Per tutti gli orsi che non riescono a smettere di scalare. Per tutti i viaggiatori che non riescono a smettere di viaggiare.

Orso e Rana osservano la montagna. Orso vorrebbe scalarla, Rana si accontenterebbe di lanciarle addosso dei bastoncini.

Orso inizia la scalata e non si arrende nonostante la pioggia e nonostante coloro che dubitano della riuscita della sua impresa.

A volte Orso è scoraggiato e pensa che lanciare i bastoncini sarebbe stata un’idea migliore, si chiede se scalare è la cosa giusta o se deve tornare giù.

Ma poi riparte, incontra altri che sono partiti per quell’impresa come lui. E ancora Orso non si ferma. Finché trova un posto che gli piace, lo fa diventare casa ed invita Rana.

Ma poi Orso guarda la montagna che va ancora più su e pensa “Ce la posso fare. Ce la faró“.

Così nel viaggio, nella vita: “la scalata non è finita fin quando non è Orso (tu) a deciderlo“.

Ce la posso fare, Jim Benton, edizioni DeAgostini

(Foto mia)

Il buon viaggio

Ancora un libro di letteratura per l’infanzia, ma che parla al cuore degli adulti. Premio Andersen 2018.

Buon viaggio è ciò che ci augurano quando partiamo. Ma cosa significa fare buon viaggio?

Il libro cerca di dare una risposta snodandosi fra una serie di contraddizioni che però rappresentano entrambe valide soluzioni.

Il sapere dove andare o lo scoprirlo strada facendo; la solitudine o la compagnia; gli imprevisti; il sonno facile o l’insonnia; gli ostacoli; l’andare ancora o il fermarsi…

E mentre le immagini rievocano i dipinti di Hopper o foto di destinazioni note (es. Thailandia) la conclusione è che forse fare buon viaggio è, al ritorno, essere pronti per cominciarne un altro…

Il buon viaggio, Beatrice Masini e Gianni De Conno, Carthusia

(foto mia)

Il piccolo seme

Piccolo seme è un seme piccolo. È il più piccolo di tutti i semi che il vento dell’autunno porta lontano…

Attraversano i continenti i semi che l’aria soffia via. Uno è bruciato dal sole, l’altro annega nell’oceano, un altro resta bloccato in un ghiacciaio.

Piccolo seme va avanti, piano… Non lo blocca il deserto, non lo mangiano gli uccelli e nemmeno i topolini.

Si addormenta piccolo seme sotto la neve e quando si sveglia, a primavera, non è ancora pronto per diventare una pianta. Quando lo sarà diventerà il fiore più grande, più bello e più ammirato dell’estate. E in autunno lascerà che il tempo sparga i suoi semi nel mondo…

Il piccolo seme, Eric Carle, Edito da Mondadori