Frida Kahlo: il caos dentro – Spazio eventi Tirso- Roma

Ottobre è mese di inizio mostre e Roma non fa eccezione. Da tempo circolavano link ed notizie su questa mostra dedicata a Frida. Da appassionata e con l’ipotesi di portarci i bimbi della mia classe in gita (lo Scorso anno scolastico ho parlato loro della pittrice e loro ne sono rimasti affascinati) decido di iniziare le mie visite proprio da questa mostra. Alcune avvisaglie del fatto che non fosse una buona esposizione mi raggiungono attraverso voci di corridoio: do’ loro il giusto peso e decido di verificare comunque di persona…

La mostra si propone come un’esperienza immersiva ma, a mio avviso, di immersivo ha ben poco. Forse potrebbero essere considerati immersivi la ricostruzione degli ambienti: l’esterno della casa Azul (la casa a Città del Messico in cui l’artista visse da bambina e poi assieme al suo grande amore, il pittore Diego Rivera); la camera da letto (anche se a Sara è sembrata la cella di Padre Pio) o lo studio dell’artista.

Anche la parte più interattiva, con i visori per la realtà aumentata, era poco curata: solo due visori di cui uno, al momento della mia visita, ta anche danneggiato.

Si tratta comunque di riproduzioni, così come riproduzioni sono i vestiti di Frida, le opere (per lo più autoritratti) in formato modligh (praticamente su schermi) e le lettere scritte o ricevute dalla pittrice messicana. Alla fine del percorso di mostra vi è un’unica opera a lei attribuita (neppure certa): “Bambina con aeroplano”.

Non posso negare la bellezza degli scatti intimi e personali che il fotografo Leo Matiz eseguì per Frida: l’artista è immortalata nella sua quotidianità (il quartiere, la casa, gli amici, l’amore).

Personalmente però non sono riuscita a cogliere il legame fra il titolo scelto per la mostra (il caos dentro) e l’esposizione stessa. L’intento era quello di mostrare come dal caos possa nascere la bellezza (“Bisogns portare in sè un caos per generare una stella danzante”-Nietzsche-) e come l’arte sia una “ferita trasformata in luce”(Georges Braque).

Purtroppo non sono uscita dalla visita arricchita, essa non ha apportato nulla di nuovo alla mia conoscenza sull’artista. E non parlo qui da storica dell’arte, poiché il mito di Frida è talmente tanto noto che i più conoscono la sua storia personale e la sua arte.

In una sezione della mostra alcuni artisti più o meno contemporanei si confrontano proprio con questo mito realizzando opere in cartapesta o dipingendo busti (in riferimento a quello che l’artista fu costretta a portare per buona parte della sua vita e che fece emergere le sue doti pittoriche).

Un’altra sezione, originale, è dedicata ai francobolli emessi da vari paesi (Messico, USA, Maldive , Togo, Niger,ecc.) in occasione delle ricorrenze legate all’artista. Frida infatti è stata la prima donna ispanica ad essere ritratta su un francobollo americano.

Ma didatticamente per me la mostra non va: l’illuminazione non è buona (in alcuni punti i pannelli sono proprio al buio); sotto le riproduzioni le didascalie sono minuscole e mancano i luoghi di collocazione degli originali (per la maggior parte in collezioni private). Forse sarebbe stata utile la presenza di un’Audi o guida che però non c’è…

Insomma, si è capito…pur amando Frida, la mostra non mi è piaciuta.

Qualcuno di voi l’ha vista? Che ne pensate?

Diego Rivera

Pittore e moralista messicano, famoso per la tematica sociale delle sue opere. Ateo e vicino al partito comunista.

Quando incontró Frida per la prima volta, lui aveva 36 anni e lei 25 ma lui fu colpito dalla fierezza di lei e dalla luce che le illuminava lo sguardo. Si sposarono nel 1929 dopo il secondo divorzio di lui. Nonostante i vari reciproci tradimenti, il divorzio ed il loro secondo matrimonio, il

Loro amore fu in grado di superare tutto.

Leo Matiz

8 mogli, 5 figli, amico di Gabriel Garcia Marquez. Ospitó nel suo studio la prima mostra di Botero e fotografó, oltre a Frida e Diego Rivera, anche altri noti personaggi come Pablo Neruda.

Sua figlia oggi segue la fondazione del padre a Bogotá e le sue foto fanno parte anche delle collezioni del MoMa di New Uork e della Tate a Londra.

Frida Kahlo

Nasce nel 1907 alla periferia di Città del Messico e vive in famiglia instaurando un bellissimo rapporto con il padre. A 6 anni si ammala di poliomielite che le deformerà uno degli arti inferiori. Nel 1922 si iscrive alla facoltà di medicina. Nel 1925 ha un bruttissimo incidente che le causa una serie di fratture e la costringe a portare a lungo un busto. È in questo periodo di convalescenza che Frida inizia a dipingere. Si iscrive al partito comunista; sposa Diego Rivera nel 1929 ma a causa dell’incidente non riesce a portare avanti le gravidanze…

La coppia vive fra tradimenti, riappacificazioni, trasferimenti in America e ritorni in Messico.

Nel 1938 Breton le organizza una mostra personale a New York e l’anno successivo le sue opere saranno apprezzate da Picasso e Kandinskij a Parigi.

Il 1953 è l’anno dell’amputazione della gamba e della personale a Città del Messico, a cui parteciperà sdraiata su un letto. Morirà l’anno seguente.

Info: spazio eventi Tirso (Roma) fino al 29 marzo

http://www.spazioeventitirso.it/frida-kahlo-il-caos-dentro/

(Le foto sono mie e di Anto)

Best in Travel 2019

Il regalo di Natale della mia amica Loredana non poteva essere più indicato. Quali sono le novità relative al viaggio per il 2019? Quali le mete più economiche o quelle proprio da non perdere? Continuate a leggere e lo scoprirete.

La guida, frutto di un’attenta analisi e risultato dei voti di una giuria di esperti, è pubblicata ogni ottobre in riferimento all’anno successivo.

Quest’anno è suddivisa in più sezioni.

Fra i 10 paesi top sicuramente mi ha attirata la Germania che mette l’accento sul mio amato bauhaus, nell’anno del suo centenario.

E poi Panama, dove si è conclusa da poco la giornata mondiale della gioventù (la prossima sarà nel 2022 a Lisbona).

La Giordania con Petra e l’Indonesia con la porta di Bali stuzzicano la mia fantasia, mentre il Belize mi ha fatto tornare in mente un amico che me ne ha fatto scoprire l’esistenza.

Fra le 10 regioni consigliate mi ha stupito la scelta del Piemonte, ma in realtà sono io che non ho mai amato particolarmente Torino.

Invece mi sono innamorata della Normandia, regione della Francia a cui non avevo mai pensato.

Nella sezione delle città 100 punti per Città del Messico e per le città più piccole del Marocco. E ovviamente Copenhagen con cui ho inaugurato i viaggi del 2019.

Con mio cognato ho parlato di Assuan fra le mete più economiche (lui ci ha vissuto), ma avreste mai immaginato che in questa categoria ci fossero anche le Maldive? E pensate un po’ anche l’Argentina dove se si paga con carta di credito vi rimborsano il 21% e il visto è gratuito per alcune nazioni.

Anche l’ Albania, che ho puntato da tempo, è inserita fra le mete più economiche.

Fra le novità più belle il Museo della Statua della Libertà (toccherà tornarci); il Museo del cinema a Los Angeles e la torre a forma di candela a Bangkok.

Gli alloggi più belli a mio avviso sono quelli galleggianti in Svezia e le camere/bolle in Svizzera.

Per i bambini da non perdere la Lego House a Billund (Danimarca) e l’hotel ispirato al Monopoly in Malaysia.

Fra i trend da seguire primeggiano cieli stellati, aurore boreali, auto elettriche, scoprire le proprie origini, viaggiare in luoghi meno affollati (es. Toronto) e la realtà aumentata (anche se io preferisco sempre viaggiare veramente ).

Ciò che mi piace di questa come di tutte le guide è che già mentre leggo inizia il viaggio. Ed è affascinante come nomi letti sulla carta diventano concreti, reali, e via via più familiari. Entrano a far parte di conoscenze e ricordi e da lì in poi non sono più nomi…

Ma soprattutto in questa guida ho scoperto che la Kamchatka non esiste solo sul tabellone del Risiko!

Best in Travel 2019, Lonely Planet