101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita: 8 gustarsi il tramonto dalla terrazza di Castel Sant’Angelo

A lungo sono stata arrabbiata con questo posto perché in passato, in questo posto, mi ero arrabbiata tanto. Poi ho fatto pace con il posto e con me. D’altronde non sono tipa da tenere il muso io!

In origine fu il mausoleo dell’imperatore Adriano. Poi divenne parte delle mura Aureliane e nel 590 l’arcangelo che oggi ne è il simbolo, si libró dalla sua vetta rimettendo la spada nel fodero, segno che la peste era ormai sconfitta.

Il castello è direttamente collegato al Vaticano tramite il Passetto (visitabile in orari e giorni definiti).

Una volta in alto lo sguardo si perde: dal Tevere ai ponti; dal Passetto a San Pietro; dai giardini alle varie cupole della città.

E poi non resta altro da fare che aspettare il tramonto…

Il mio week end fiorentino

L’anno è cominciato con una serie di ritorni…

Tornare. Dopo 10 anni tornare a Firenze. Tornare agli Uffizi. E chi mai avrebbe pensato che mio cugino potesse aspettarmi in stazione? Ormai ci diamo gli appuntamenti più improbabili in giro per l’Italia e l’Europa solo per condividere del tempo e ridere delle nostre assurde proposte musicali. Una tipa un po’ antipatica mi risponde male e vorrei dirle “ un gli è punto sgiornata bona oggi?” Poi non lo faccio.

Profumo di cuoio ovunque, tante borse( ne ho comprata solo una: sono guarita o sto male?),scarpe stupende, arte e vintage che trasudano.

Non mancano la Fiorentina, il lampredotto, il chianti, i tortelli e l’amato mercato centrale (anche qui).

Passeggiare in città senza meta (la terza volta puoi permettertelo) e incontrare nell’ordine: Sandokan, Gino Paoli, Tiziano Terzani, nostro cugino VITO, la pioggia…e un po’ di nostalgia…

  • Per dormire vi consiglio Hotel Palazzo Benci, 3 stelle un po’ retró ma con colazione abbondante, pulito e soprattutto centralissimo (difronte alle Cappelle Medicee). Ottimo rapporto qualità prezzo
  • Fantastica Fiorentina a partire da 400g al ristorante Lorenzo il Magnifico (fra San Lorenzo e la stazione di Santa Maria Novella);
  • Per una pizza dai gusti insoliti noi abbiamo provato il Giardino di Barbano (pizza Fiorentina con salame e peperoni o gorgonzola e ananas…provare per credere);
  • Accontenta tutti i gusti il Mercato Centrale (dal lampredotto al cinese, dai tortelli agli arancini…)

Le foto sono tutte mie!

3 giorni in Ungheria: Budapest

Io e mio cugino ci siamo concessi uno dei nostri viaggetti insieme…

Giorno 1

Circa 3 gradi non sono pochi ma l’umidità è tanta e si gela. Ho il naso rosso e le mani congelate quando arriviamo su al Bastione dei Pescatori per godere della vista spettacolare. E ci credo! Prima abbiamo visto i mercatini di Natale, attraversato Váci Utca fino al ponte Elisabeth (si lei, la principessa Sissi) e poi il viale che costeggia il Danubio per arrivare al Ponte delle Catene. Il castello, la chiesa di Mathias, il Parlamento. Buda da una parte e Pest dall’altra. In ogni negozio di souvenir provare le scatole musicali con opere classiche(e non). Bere necessariamente tanta acqua e pit-stop frequenti. Le scale mobili sono veloci ma a pranzo il servizio lento. Le scarpe sul molo per le vittime dell’ Olocausto, Santo Stefano, un tramonto fenomenale e l’atmosfera natalizia. Dedicare tutte le canzoni romantiche ad una coppietta ignara. Il vin brûlé e il karaoke con una selezione casuale di musica italiana.

Giorno 2

Nevica. Fiocca piano quando usciamo per andare ai bagni Szechenyi e continua a nevicare mentre siamo immersi nelle vasche all’aperto con la temperatura dell’acqua a 34 gradi. La Sinagoga grande, un pranzo ungherese (gulash) e poi relax (si vede che non sono al massimo, altre volte non me lo sarei concessa). Poi ancora in giro per la paprika e qualche souvenir. Ormai conosciamo benissimo le stazioni metro e ci muoviamo senza consultare le mappe.

Giorno 3.

Trascorriamo la mattinata al mercato centrale, confrontando i prezzi della paprika, comprando salame (ungherese) e mangiando Langos. Poi una lunga passeggiata nella città che ha tutte le ragioni per essere definita “la Parigi dell’est”, fra boulevards alberati e palazzi eleganti. E nevica, poco ma nevica. Arriviamo a vedere il Palazzo del Museo delle Arti Applicate e la statua da poco eretta in onore di Bud Spencer.

Il New York cafè è davvero il caffè più bello del mondo e c’è anche il clarinettista che mi saluta mentre suona un pezzo accanto ad un violinista. In ogni città c’è qualcosa che mi resta più nel cuore e a Budapest mi sono innamorata dei ponti (soprattutto quello delle catene). Ma dopotutto questa città è tutta un ponte,sospesa così come è fra Oriente e Occidente.

Alcune info tecniche:

  • Abbiamo alloggiato all’Atlas hotel, a 100 m dalla stazione della metropolitana II Janos Papal Papa Ter ottima colazione a buffet, camera e bagno spaziosi.Rapporto qualità prezzo perfetto (3 stelle);
  • Ristorante kék rózsa (nei pressi della Sinagoga): abbondanti menu e piatti ungheresi a prezzi accessibili;
  • Ristorante Halasbastia: proprio sotto il Bastione dei Pescatori, con vista stupenda e menu turistici ma piatti molto curati.

(Foto mie)

La Germania ed io

Da quando ho memoria il primo stato estero che ho conosciuto, la prima idea di distanza, lontananza, assenza, mi è stata trasmessa da questa parola: Germania. Non avevo idea di dove fosse ma sapevo che doveva essere un posto bellissimo perché quando non erano con me i miei nonni vivevano lì, e quando tornavano da me erano sempre felici e pieni di regali. I miei cari nonni emigranti.

cologne

Colonia

La Germania è stato anche il mio primo viaggio all’estero, proprio per andare a trovare i nonni a Konstanz (Costanza), sul lago, al confine con la Svizzera. Ci sono stata diverse volte e ricordo benissimo il verde della città, il lago, le sculture teutoniche in pietra installate negli anni novanta in giro per la città.

Nel 2005 sono tornata in Germania in occasione della GmG (Giornata Mondiale della Gioventù) e ci ho trascorso una decina di giorni visitandola un po’. Sono stata a Bonn, a Ulm, a Colonia e in centri minori come Memmingen e Mekeneim.

Bonn è la città famosa per aver dato i natali a Beethoven e perché fra il 1949 ed il 1991 è stata la capitale, spodestata dopo la caduta del muro di Berlino. Che bella la piazza del mercato, contaminazione fra architettura contemporanea e moderna! E il Reno scorre nella città…

A Ulm sono salita sulla torre campanaria più alta del mondo (151 m). A piedi! Che fatica. A Ulm è nato Einstein …

E quindi Colonia, con la sua cattedrale gotica con le due torri in facciata, in cui, secondo al tradizione riposano le spoglie dei re Magi. Iniziata nel 1248 e finalmente terminata solo nel 1880 seguendo il progetto gotico originale.

Quante caramelle gommose ho mangiato in Germania, wurstel, patate, bretzel…

E la scorsa estate ci sono finalmente tornata: 5 meravigliosi giorni a Berlino.

konstanz

Konstanz

(Foto dal web, meglio non ledere la reputazione di amici, ex amici e parenti con le foto d’epoca)

Napul è mille culure

Giugno 2017: un week-end a Napoli, una città che amo e da cui mancavo da troppo tempo.

 

Prima di Roma, Napoli era la città che più volte avevo visitato: gita in terza media, una partenza per la Sardegna, i presepi a San Giuseppe Armeno (Spaccanapoli), di passaggio per Capri ed Ischia, una mostra a Capodimonte.

Ora ci mancavo da un po’(10 anni circa). Ritrovo una città nobile ed elegante ma allo stesso tempo popolare, folkloristica, multietnica. Seguo i consigli degli amici e mi emoziono per la prima volta davanti al Cristo velato nella Cappella San Severo, alle “Sette opere di Misericordia” di Caravaggio al Monte della Misericordia e nella metro Toledo. Torno volentieri nei luoghi noti ma sempre stupendi. È bellissimo passeggiare in Piazza del Plebiscito, ammirare il Maschio angioino e guardare il paesaggio dal Vomero, fra il Vesuvio sullo sfondo e Castel Sant’Elmo. Mi soffermo incantata nella Galleria Umberto I, davanti al teatro San Carlo ed al Palazzo Reale. Ricordo con piacere la visita al Museo Archeologico ed al Chiostro di Santa Chiara.
Una pizza fritta in via dei Tribunali, la sfogliatella, un caffè, il limoncello. Un saluto a San Gennaro nel Duomo ed il calcio che non è uno stereotipo ma davvero è nel sangue dei napoletani (tant’è che anche io sono coinvolta in un passaggio di palla a Piazza Dante).

Un BeB carinissimo e che non poteva avere un nome migliore “Adda passà a nuttat”, omaggio al celebre Eduardo di cui la nostra camera porta il nome (le altre sono intitolate a Peppino e Titina)
Per strada gli odori (non sempre piacevoli) e il rumore dei motorini, la musica nei vicoli, i grandi portoni con le corti interne. Il mare.
Parafrasando una nota canzone…”Io, mio cugino e mia zia”.

 

(Foto mie e dei miei compagni di viaggio. Ovviamente le foto sono contemporanee, i reperti delle volte precedenti a Napoli mi sono ben guardata dal mostrarveli!)

Berlino nel cuore

Luglio 2017: un viaggio in una città che ci ha fatto innamorare. Una compagnia variegata di amiche che hanno macinato Km e visitato di tutto di più. Eppure qualcosa da vedere è rimasta, toccherà tornarci…

 

Giorno 1.
Torno in Germania dopo 12 anni e dopo aver letto 2 guide e 1/2 sulla città perché sono convinta che “il viaggio inizia prima di partire”.
In modo profetico la radio del taxi che ci porta in aeroporto gracchia “mentre il muro andava in briciole…”.
In aereo l’incontro con un noto attore e finalmente l’aria frizzantina e l’odore del l’erba appena tagliata che ricordo.
Il nostro loft ha persino il materasso ad acqua.
Ti si tappano le orecchie salendo in 40 sec i 203 m della Torre della televisione, soprattutto dopo un curry wurst ad Alexanderplatz. La città è come la sua gente: colorata, multietnica, alternativa, alla moda e di design.
E 900g di stinco e 1/2 l di birra a cena ci stanno!

torre della televisione Berlino

Giorno 2.
Berlino è sole e vento insieme; è il profumo dei tigli lungo Unter den Linden; è incontrare Francesca che ti porta a mangiare i bratzel nel bear garten del Tiegarten.
Berlino è un negozio che ti vende i semafori ed i suoi omini Rossi e verdi.
Berlino è farsi truccare da Chanel alla porta di Brandeburgo e appisolarsi sulla terrazza del Parlamento.
Berlino è una ragazza con i baffi gialli ed un ragazzo con le unghie laccate di rosa; è la fashion week sotto il nostro appartamento.
Berlino siamo noi, moderni Teseo, che ci perdiamo nei meandri labirintici del memoriale dell’Olocausto.

postdamer platz berlino

Giorno 3.
Avrò avuto 12/13 anni quando la prof. di educazione artistica delle medie ci chiese di riprodurre un’opera d’arte fra quelle studiate. Io scelsi lei. Ricordo ancora di aver utilizzato la mina della matita e tanto olio di gomito per rendere il nero della capigliatura, perché il pastello nero, a mio avviso,non lo era abbastanza. I capelli sono davvero così neri, l’incarnato dorato, la linea del collo sinuosa in modo meraviglioso.
Nefertiti è una regina, e il posto che occupa nella sala è quello che le si addice. Ho la pelle d’oca e gli occhi lucidi quando tocco la riproduzione per i non vedenti e sotto le dita sento una delle sue vertebre, appena accennata, sul collo. Solo oggi capisco che, quando a volte ci hanno paragonate, associando me a lei, “la bella tra le belle”, mi hanno fatto un gran complimento. Un po’ mi imbarazza, un po’ mi lusinga.
Poi ci sono il Duomo, la porta di Isthar, potsdamer Plaz, le risate in metropolitana. E il muro.

muro di berlino

Giorno 4.
Noi odierne ragazze dello zoo di Berlino ci esaltiamo con poco e senza sostanze speciali: accarezzare un pinguino, destabilizzarci nel Judisches Museum, varcare l’ex confine del Check-point Charlie. Anche guardare il cielo attraverso il ” dente cariato” della chiesa del Kaiser o fare shopping nella Ku’damm serve.
E alla fine, attraversando la città che è tutta un cantiere, torniamo nella nostra casa degli specchi.

Berlino

Giorno 5.
Il mattino è fresco. Una pioggerellina leggera ci bagna appena le giacche a vento mentre ci immergiamo nelle viscere della città. Un cappuccino da asporto nei classici bicchieri di cartone per sentirci delle vere insider Berliner e via, verso l’arte. A ritrovare gli amati Van Eyck (anche qui), Caravaggio, canaletto e poi ancora Friedrich e Bocklin anche se la visita è guidata dalle emozioni, in modo non ortodosso per delle storiche dell’arte.
Quindi il sole…e per citare qualcuno “il cielo è azzurro sopra Berlino“.
Una rocambolesca corsa in taxi verso l’aeroporto (si, anche in Germania ci sono gli scioperi dei treni) e di nuovo via, questa volta verso casa. O verso nuove avventure.

 

 

Musei da non perdere:

  • Isola dei Musei: Pergamonmuseum (l’altare di Pergamo è però in restauro); Neues Museum (fiore all’occhiello è il busto di Nefertiti); Altenationalgalerie; Altes Museum
  • Gemaldegalerie: una delle raccolte di dipinti più significativa a livello mondiale
  • Judisches Museum: il più grande museo ebraico in Europa, eccellenza mondiale per i suoi contenuti e la sua architettura

(Tutte le foto sono mie o delle mie compagne di viaggio)