Il presepe dei netturbini (Roma)

Quando tutto ciò sarà finito, se non ci siete mai stati (ma se ci siete già stati è sempre bello tornarci)dovete assolutamente uscire dai soliti percorsi turistici e fare una sosta in questo luogo.

Presepe dei netturbini: natività

Siamo in zona San Pietro, dalla parte di via Porta Cavalleggeri, non lontano da via Gregorio VII.

In alcuni spazi dell’Ama il Signor Giuseppe (ex netturbino in pensione), dal 1972 ha realizzato una natività senza eguali. Con l’aiuto dei colleghi, in 3 mesi ha completato la sua prima opera. Da lì la nascita di un capolavoro conosciuto in tutto il mondo, una mostra perenne e un luogo di preghiera. Tanto famoso da essere visitato anche dal beato Giovanni Paolo II e dalla beata Madre Teresa di Calcutta. Giovanni Paolo II vi era particolarmente affezionato e ne ricordava tantissimi particolari.

Presepe dei netturbini. ParticolarePresepe dei netturbini. Particolare

A me in particolare hanno colpito le migliaia (circa 2300) pietre provenienti da tutto il mondo (e anche dalla Luna) incastonate alla base della scena sacra. Nella mia ultima visita ho avuti l’onore di parlare direttamente con l’artefice di tutto ciò, il signor Giuseppe. E fra una foto e la recita di una poesia (componimenti scritto da lui) gli ho chiesto se posso portargli una pietra del mio paese, Toritto e se la metterà nella sua opera. La risposta è stata positiva quindi cercherò di tornare a breve e farli dono di un pezzettino delle mie origini. Che grande onore far parte di questo simbolo di unione e fratellanza fra i popoli!

Presepe dei netturbiniPresepe dei netturbini

Ogni anno il presepe si arricchisce di particolari: circa 100 abitazioni realizzate in tufo e selce (il materiale dei sanpietrini) con tanto di finestre, porte, un comignolo che fuma. 3 fiumi (9.50 m complessivi), 54 m di strade, 7 ponti, 18 m di acquedotti con 38 arcate. L’acquedotto più piccolo è stato realizzato con frammenti della facciata e del colonnato di San Pietro donati nel 1979 dal cardinale Noè in occasione del restauro della Basilica. E poi ancora una grotta con stalattiti, il cielo stellato, sorgenti d’acqua, 730 gradini (pietre da San Pietro, Betlemme, Greccio e San Giovanni Rotondo), 50 sacchi cuciti da una nobile romana con all’interno sale e cereali. 270 personaggi, 163 pecorelle, cani, buoi, cammelli, asini…

Presepe dei netturbiniPresepe dei netturbini. Genealogia di Gesù

Nella sala si possono anche ammirare una serie di dipinti.

Nel 2011, in occasione dei 40 anni del presepe, è stato realizzato un dipinto che mostra l’evolversi della professione del netturbino e il bollo celebrativo dell’evento.

Fra i visitatori illustri anche Paolo VI (1974), Benedetto XVI (2006), i cardinali Angelo Sodano, Tarcisio Bertone, Gianfranco Ravasi, Giulio Andreotti (1991) e Giorgio Napolitano (2007).

Nel 2012 anche la Madonna pellegrina di Fatima ha sostato davanti al presepe.

Presepe dei netturbini. Saggina.Presepe dei netturbini. Pietra lunare

Incontrare il signor Giuseppe Ianni è un’esperienza unica. 80 anni passati da un po’, lui chiacchiera, racconta della sua famiglia ed episodi legati al luogo (dal ramo secco fiorito alla statua di Maria arrivata per caso e restaurata in loco). Ti interroga sul catechismo (in particolare sulla genealogia di Gesù) e poi conosce esattamente le luci e l’angolazione migliore per scattare una foto in posa davanti al suo capolavoro.

Mostra permanente e ingresso gratuito.

Approfondimenti

Giovanni Paolo II: Papa dal 1978 al 2005. Nel 2011 è stato proclamato beato e nel 2014 santo (festeggiato il 22 ottobre). Primo Papa di origine polacca. Il suo pontificato fu conservatore ma attivo su più fronti. Compì ben 104 viaggi apostolici di grande esempio dal punto di vista ecumenico.

Madre Teresa di Calcutta: religiosa albanese naturalizzata indiana, della Congregazione religiosa delle Missionarie della Carità. Una delle persone più famose al mondo per il suo lavoro fra i poveri di Calcutta. Proclamata beata nel 2003 e Santa nel 2016. Dapprima fu insegnante, poi uscì dal convento e si mise al servizio dei più poveri fino a fondare, nel 1950, le Missionarie della Cartà, scegliendo come “divisa” un sari bianco a righe blu, i colori della casta indiana più povera. Nel 1979 ottenne il Premio Nobel per la pace.

Cardinale Virgilio Noè (1922-2001): studió a Pavia e a Roma fu maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie, sotto Paolo VI; poi cappellano della Gendarmeria Pontificia. Dal 1991 al 2002 fu presidente della Fabbrica di San Pietro.

Papa Paolo VI (1897- 1978): eletto Papa nel 1963, beatificato nel 2014 e santificato nel 2018. Originario di Brescia, ordinato sacerdote fu diplomatico in Polonia. Fu stretto collaboratore di Pio XII e poi arcivescovo di Milano. Eletto cardinale da Giovanni XXIII e poi Papa dal conclave del 1963, come già detto. Uomo mite, riservato ma molto erudito. Fu il primo pontefice a viaggiare in aeroplano raggiungendo, nel 1964, la Terra Santa.

Benedetto XVI: Papa emerito della chiesa cattolica, in carica dal 2005 al 2013. Grande teologo di origine tedesca. Nel 1962 partecipò al Concilio Vaticano II e nel 1977 divenne cardinale e fu nominato successivamente Decano del Sacro Collegio. Il suo pontificato ha ribadito molti aspetti della tradizione (es. importanza dell’uso del latino) ed egli ha compiuto viaggi apostolici in 21 paesi.

Cardinal Angelo Sodano: cardinale ed arcivescovo. Ha operato in Ecuador, Uruguay e Cile. Poi nominato cardinale e segretario di stato.

Cardinal Tarcisio Bertone: cardinale, accademico e rettore, segretario di Stato del Papa. Originario del Piemonte diviene sacerdote ed insegnante di teologia a Roma e poi rettore della Pontificia Università Salesiana. Nel 2000, incaricato di pubblicare la terza parte del mistero di Fatima, dialoga con la veggente Lucia. Nel 2006 è nominato segretario di Stato.

Cardinal Gianfranco Ravasi: cardinale, Ni lista, teologo ed ebraista italiano. Originario della Brianza. Ordinato presbitero alterna i suoi impegni religiosi con la passione per l’archeologia e si occupa di divulgazione biblica. Nel 2010 è creato cardinale. È stato commissario generale della Santa Sede presso Expo 2015.

Giulio Andreotti (1919-2013): politico, scrittore e giornalista italiano. Politico con il maggior numero di incarichi governativi nella storia della nostra repubblica. Originario di Roma, laureato in giurisprudenza.

Giorgio Napolitano: Presidente della Repubblica italiana (2006-2015), precedentemente presidente della Camera, ministro dell’interno,deputato, europarlamentare e senatore a vita (dal 2005). Primo Presidente italiano ad essere rieletto per un secondo mandato. Originario di Napoli è laureato in giurisprudenza all’Università Federico II.

Foto mie e di SILVANA.

101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita: 14 imparare a riconoscere i simboli dei rioni davanti alle fontanelle di Pietro Lombardi

Da quanto tempo non vi racconto uno dei capitoli di questo libro che mi ha guidata nelle mie esplorazioni cittadine?

Voi siete capaci di riconoscere i Rioni dalle fontanelle di Pietro Lombardi?

Io le ho viste quasi tutte ma non vi svelerò qual è la mia preferita.

Pietro Lombardi fu incaricato, nel ventennio fascista, di definire l’identità dei Rioni della città attraverso una serie di fontane “a tema”.

A Testaccio la fa da padrona la Fontana delle anfore per ricordare l’origine del quartiere legato a monte dei Cocci.

A Ripa invece, antico porto della città, la fontana ha una serie di insegne marinaresche mentre a Trastevere è privilegiato l’aspetto conviviale del vino, con foglie di vite e botticelle.

Vicinissime fra loro la fontana delle Tiare (subito fuori dal colonnato di San Pietro) e quella delle Palle di cannone, a due passi da Castel Sant’Angelo.

E poi la fontana dei libri, vicino Sant’Ivo alla Sapienza e la superba Pigna a Piazza Venezia.

Se invece cercate la fontana degli artisti dovere recarvi in via Margutta.

Vi ho incuriositi? Allora correte a vedere queste fontane…e ditemi quale preferite…

(Foto mia scattata nel 2014!)

Un pomeriggio alle terme di Diocleziano (Roma)

Un messaggio su whatsapp un lunedì qualsiasi d’autunno: ” A che ora stacchi domani? Mi accompagni in un giro storico-artistico per Roma?” “Ok, domani 15.30 ci vediamo a Termini”.

Vicino Termini ci sono le Terme di Diocleziano e il Museo Nazionale Romano.

Si tratta delle più grandi terme di Roma antica, volute dagli imperatori Massimiano e Diocleziano (III- IV sec. d. C.).

Sontuose e ricche di marmi, nei secoli furono utilizzate come cave a cielo aperto e smantellate per fare posto ad altre opere pubbliche.

La loro tutela si ebbe solo a partire dai primi del 1900.

All’interno, fra il 1400 e il 1500 vennero costruite la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri ed il Convento dei Certosini, del cui chiostro fu artefice Michelangelo.

Nel 1700 divennero anche sede dell’Annona papale per la raccolta di grano ed olio.

All’interno di alcune sale, fino al 20 gennaio è visitabile la mostra “Je suis l’autre“, il Primitivismo nell’arte del Novecento.

Bellissime le sale del museo dedicate alla nascita ed allo sviluppo della scrittura.

Per il resto vi lascio la sorpresa di visitare le Terme e lasciarvi stupire.

Come siamo rimasti stupiti noi.

La colonna dei viaggiatori

Blue Klein

(Foto mie)

101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita: 13 Spaventarsi davanti al portone di casa Zuccari in via Gregoriana

Un soleggiato pomeriggio di quelli in cui ti aggiri per la città da sola. A volte mi capita, e li apprezzo molto.

13zuccari

Superata la scalinata di Piazza di Spagna e giunti su, a Trinità dei Monti, dopo aver ammirato la facciata della chiesa e il suo pallore fresco di restauro, prendete a destra, in via Gregoriana.

Al civico 30 D’annunzio aveva domiciliato andrea Sperelli, protagonista de “Il Piacere”. Oggi lo stesso civico ospita la biblioteca Hertziana. Il portone è incorniciato da un mascherone demoniaco cinquecentesco.

L’idea del suo proprietario era quella di creare una sorta di convitto per artisti ma in realtà l’edificio fu abitato da famiglie benestanti.

Non preoccupatevi comunque: ci si va per spaventarsi ma si resta solo ammirati!

(foto mia)

101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita: 11 Convertirsi a Santa Maria del Popolo

…ma anche andare in “pellegrinaggio” a S. Luigi dei Francesi, Sant’Agostino, Galleria Borghese, Musei Vaticani, Galleria Doria Pamphjli: nei luoghi che custodiscono opere di Caravaggio a Roma.

san pietro

 

Sarò banale ma Caravaggio è uno dei miei artisti preferiti (credo lo inserirò nella famosa lista delle cose che amo, non so ancora se prima o dopo dei campi di grano). Forse da una storica dell’arte ci si aspetterebbe un apreferenza più ricercata, più di nicchia. Ammetto che ci sono artisti meno noti che mi piacciono ma allo stesso tempo non posso esimermi dall’adorare Michelangelo Merisi, che giunse a Roma da Caravaggio (Lombardia) e ne sconvolse il panorama artistico.

Preso a benvolere dal Cardinal Del Monte, l’artista non era molto amato in città per il suo carattere fumantino e per la schiettezza della personalità che emergeva anche nelle sue opere.

Basti pensare alla Morte della Vergine (oggi al Louvre) in cui Maria ha le sembianze di una prostituta annegata nel Tevere, o alla Madonna dei pellegrini in Sant’Agostino ove il volto della Vergine è senz’altro quello di una prostituta molto nota nei rioni romani. E che dire dei piedi sporchi degli stessi pellegrini o degli aguzzini nella crocifissione di san Pietro( proprio a Santa Maria del Popolo)? E l’angelo che guidava la mano di San Matteo mentre scriveva il Vangelo? Pensate che la prima versione venne rifiutata perchè ritenuta “sacrilega”. Finì nella collezione Giustiniani, poi a Berlino, e qui fu distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. E il sedere del cavallo in primo piano a Santa Maria del Popolo?

Tutti elementi troppo innovatori e rivoluzionari, ma che squarciarono le “abitudini” della pittura italiana, proprio come la luce, protagonista delle opere del maestro, squarcia i fondi scuri e fa emergere quelle figure tanto realistiche e tanto innovative.

(foto dal web)

 

101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita: 10 assistere al connubio fra arte antica e contemporanea all’Ara Pacis

All’ Ara Pacis ci sono stata un sacco di volte. una delle ultime forse fra le più belle. “L’ara com’era”, una mostra che utilizza la tecnologia della realtà aumentata.

Innalzata nel 13 a. C. per celebrare la pace con la Spagna e la Gallia, ad opera di Augusto, i suoi bassorilievi rappresentano scene allegoriche ed una processione a cui partecipa lo stesso Augusto.

Un obelisco era lo gnomone di un ameridiana e nel giorno del “compleanno” dell’imperatore proiettava la sua ombra esattamente verso il centro dell’Ara Pacis.

Già 100 anni dopo la sua costruzione, essendo sorta in un territorio alluvionale, cominciò ad essere sommersa, finchè scomparve completamente. Nel medioevo fu utilizzata come cava di marmo e nel 1500 al disopra vi fu costruito un palazzo.

Dopo la sua scoperta venne spostata dal Campo Marzio nell’attuale zona, sul Lungotevere e, prima dell’odierna teca di Meier, che dialoga con l’ambiente circostante, era protetta da una struttura creata con i vetri delle vetreria Sciarra, poi sostituita.

L’attuale sistemazioneha suscitato non poche polemiche. A me sinceramnete piace. Voi che ne pensate?

(foto mia)

101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita: 9 ascoltare la voce del popolo sovrano davanti alle sue statue parlanti

Questa è senza dubbio una delle 101 cose che mi rivendo più facilmente, una di quelle di cui mi trovo a parlare quando mi dicono “Dai e raccontacene una”. La verità è che la trovo troppo simpatica ed originale.

Dalla fine del 1500 al 1870 circa di notte, su alcune sculture d’epoca romana, molto care ai cittadini, comparvero versi di protesta contro il clero e la Roma dei Papi.

Erano queste le cosiddette statue parlanti. il mio preferito è il più chiacchierone (come me), il primo ad aver parlato: Pasquino (nei pressi di Piazza Navona). E pensare che in origine era un Menelao, poi ribattezzato Pasquino, e da lui la piazza su cui si trova ha preso il nome. Oggi il suo basamento è ricoperto da un pannello removibile su cui poter esprimere le proprie opinioni politiche, sportive, ecc.

Poi c’era l’abate Luigi (in realtà un togato romano), presso Sant’Andrea della Valle e il Marforio (oggi ai musei capitolini)che faceva da spalla al Pasquino).

Madonna Lucrezia si trova invece fra la chiesa di San Marco e Palazzetto Venezia in piazza Venezia e pare fosse stato un dono del Papa Paolo III all’amante di Alfonso d’Aragona (appunto Lucrezia d’Alagno).

Il facchino si trova invece in via Lata (un atraversa di via del Corso)ed anche lui mi sta tanto simpatico. Il Babbuino (con 2 B) si trova in via del Babuino (con una B) è un satiro che per un periodo parlò così tanto da rubare la scena al Pasquino.

Cercatele ancora oggi e le troverete…anche se per lo più si sono ammutolite.

(foto mia)