Palazzo delle Albere- Trento-

Finalmente in un pomeriggio d’aprile Romano trovo il tempo di scrivere di un sito espositivo visitato per la prima volta nel mio ultimo soggiorno Trentino. Si, sono passati circa 2 mesi, ma meglio tardi che mai…

Questo palazzo, a Trento, prende il nome dai pioppi bianchi (populismo Alba trasformato in dialetto in albere) che introducevano al palazzo cinquecentesco.

Oggi le Albere indica tutto il quartiere risistemato da Renzo Piano nel 2013 e che ospita il MUSE (di cui vi parlerò prossimamente).

Il palazzo era la residenza estiva della famiglia Madruzzo. Abbandonato alla metà del 1600 e poi restaurato nel corso del 1800: divenne stalla, civile abitazione, “caserma”…

Quattro torri angolari costeggiano la costruzione a tre piani i cui affreschi sono andati in parte perduti. Ciò che resta è attribuibile si fratelli Dossi, al Romanino e a Marcello Fogolino, secondo una modalità decorativa inaugurata già nel Castello del Buonconsiglio.

Al primo piano erano dipinte le imprese di Carlo V, la serie con le età dell’uomo, il ciclo dei mesi e lo stemma della famiglia nobiliare.

Al secondo piano: arti liberali, virtù cardinali e teologali.

Fra gli anni ’70 ed il 2011 il palazzo è stato sede della sezione d’arte contemporanea del Museo Provinciale e del MART.

Oggi è un importante centro espositivo.

Fra le ultime mostre quella che ho avuto il piacere di visitare “Cartel cubano”( di cui allego qualche foto).

Per il mio ultimo we a Trento ecco il link.

È sempre bello tornare a Trento

“Non portare le pantofole, ci sono già. Il letto è pronto”. Le premesse per questo week end fuori porta. Anche se tornare a Trento è un po’ come tornare a casa.

L’ennesimo arrivo in una città più tardi del previsto e la necessità di prendere un taxi (ormai tante levatacce e tanti taxi “notturni” fanno da cornice ai miei viaggi). Ma il taxi non può arrivare fin sulla ripida salita e causa neve e buio finisco “dispersa”. Il passo da “The revenant” a Pollicino è breve e ritrovo la strada di casa.

Le feste di Semmy ed i canederli.

Lo shopping gastronomico è d’obbligo ed anche le scarpe nuove. Bretzel, mezzelune e stinchi. E giocare al labirinto magico.

Vivere la famiglia nella sua quotidianità e nei luoghi del cuore.

Mi godo la neve. Mi inerpico su per i sentieri per ammirare scorci e panorami che lasciano senza fiato.

Fra le stupidate fra cugini e un Hugo (cocktail che non conoscevo), c’è anche tempo per vedere una nuova casa e per tornare al Muse.

Il Palazzo delle Albere ed una mostra su Cuba.

E quel tratto percorso in treno tante volte risveglia vecchie emozioni.

Questa volta andrò oltre…mi aspettano in un’altra città.

Consigli pratici:

– da qualche mese Italo arriva direttamente a Trento (fino a Bolzano) mentre prima era necessario cambiare a Verona;

-ottima pizzeria e ristorante indiano: Le Fornaci (Rovereto)

– per saperne di più sulla mia esperienza del Trentino:

Trento

Rovereto

Trentino

(Foto mie)

Rovereto e Maria Dolens

Il bello di avere amici e parenti sparsi per l’Italia e per ilmondo è che puoi partire per andarli a trovare. Difatti ho anche una zia che vive a Rovereto (Trento).

Il fiore all’occhiello di questa cittadina è a mio avviso Maria Dolens, la campana della Pace. Si tratta della campana più grande al mondo che suoni a distesa. Fusa con i cannoni donati dalle nazioni partecipanti alla Prima Guerra Mondiale, onora i caduti di tutte le guerre. Fusa e rifusa più volte, reca incise le parole di Pio XII e Giovanni XXIII dedicate alla pace.

A Rovereto vi è anche la casa d’arte futurista di Depero, che ho avuto il piacere di visitare una domenica pomeriggio assieme alle mie amiche/colleghe Donatella e Alessia (e la sua mamma). Si tratta dell’unico museo futurista in Italia.

E poi c’è il Mart: 30000 opere di arte moderna e contemporanea, visitato con zia Michela. Più che un museo è un’idea: sede realizzata dall’architetto Mario Botta con archivio e bibliotec annessi. Il simbolo del museo è la sua grande cupola in acciaio e vetro, forata in corrispondenza della fontana in basso, che protegge ma non blocca la luce. L’interno è tutto un’alternarsi di grandi spazi e piccoli mezzanini. Fra le opere e gli autori: Carrà, Balla, Prampolini, Depero, De Chirico, Morandi, Sironi, Munari, Fontana, RauschenbergMerz.

In quella visita io e l’arte contemporanea ci siamo incontrate e siamo state un po’ sulla stessa linea.

Ma solo un po’…

Consigliato anche il post sul Trentino.

 

(foto mie)

Trento: le montagne, la famiglia, il bello

Se andate a Trento ci troverete il Castello del Buonconsiglio, il Duomo, il MUSE, una parte della mia famiglia e un pezzettino del mio cuore.


Quante volte sono scesa a piedi da Martignano (la frazione dove  ho abitato con i miei zii) per andare in stazione? E quante volte la risalita a piedi era impensabile e ho preso l’autobus per poi attraversare via Castel dei Merli e comunque farmi un pezzetto a piedi con una salita ripidissima?(tutto esercizio per i glutei, anche oggi che abito al terzo piano senza ascensore!).

Quante volte ho passeggiato per le vie del centro? Ho ammirato il Duomo romanico e una volta ho costretto Diego ad accompagnarmi al Museo Diocesano ed al Castello del Buonconsiglio, per vedere il celebre ciclo dei Mesi nella Torre Aquila, capolavoro del Gotico Internazionale, e le prigioni in cui, fra gli altri, fu imprigionato Cesare Battisti (c’è anche la fossa dei martiri, il luogo dove fu giustiziato per impiccagione).

Il Museo della Scienza l’ho visto due volte. Prima nel vecchio allestimento ottocentesco  e l’ultima volta nella nuova sede (MUSE) disegnata da Renzo Piano. Spettacolare! Ve lo consigliamo io, zia MICHELA e la mia amica Nicoletta che l’ha visitato con me.

In piazza Fiera si svolge il tradizionale mercatino natalizio visto una volta con Alessia. Lì vicino uno dei miei posti preferiti in cui mangiare, la Birreria Pedavena (tipicamente trentina). Una volta sono stata anche alle cantine Ferrari per assaggiare il prosecco durante l’evento Cantine aperte.

Sopra Trento c’è un piccolo borgo raggiungibile con la funivia:Sardegna, cui è legata, oltre alla mia visita, l’esperienza comica di mia sorella e del suo fidanzato rimasti chiusi nella chiesetta. Rido ancora. Ma non ditegli che ve l’ho raccontato…

Muse

(Foto mie)

Vedi anche il post sul Trentino.

Trentatrè (ma anche trentaquattro)”Trentini”

Il Trentino è uno di quei luoghi, come la Germania, di cui ho da sempre conosciuto l’esistenza ecco perchè nel titolo gioco sul trentatrè dello scioglilingua e sul trentaquattro dei miei anni. Se in Germania ci vivevano i miei nonni in Trentino hanno da sempre vissuto i miei zii e i miei due cugini e negli anni ci sono stata un sacco di volte, fino addirittura a viverci per alcuni mesi, qualche anno fa.

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Riva del Garda

Trento e Rovereto meritano un post a parte, perchè negli anni le ho vissute più intensamente, essendo i luoghi in cui vivono i miei parenti.

Il Trentino però l’ho girato, eccome se l’ho girato. A parte per gli affetti familiari ci sono stata anche con gli amici, anni fa, in occasione di un campo scuola.

A San Candido ci vivevano i miei zii e la vista sulla Dolomiti è stupenda. Ho delle foto meravigliose davanti alla collegiata, considerato il monumento romanico più importante del Sudtirolo. La chiesa di San Michele ha il campanile a cipolla, tipico delle zone di montagna. Diventata maggiormente nota come località montana da quando vi hanno ambientatao la serie tv “A un passo dal cielo” con Terence Hill.

Sono stata a Monguelfo, un paesino della Val Pusteria, di circa 3000 abitanti. Inizialmente i miei zii vivevano lì…

 Durante le  escursioni del campo scuola sono tornata sulle Tre cime di Lavaredo ed al Lago di Braies. Ed a prendere seggiovie e funivie.

A Dobbiaco c’è la casa vacanze Europa dove ho soggiornato l’ultima volta, e quel negozietto di souvenir carinissimo in cui ho comprato gli orecchini a forma di edelweiss (stella alpina).  Dobbiaco ha anche un piccolo ma incantevole lago.

Brunico è il capoluogo della Val Pusteria (è detta “la perla della Val Pusteria), con le porte della città ed i campanili a cipolla delle sue chiese. Ci sono tornata l’ultima volta per i mercatini di Natale!

A Bressanone è legato il ricordo di una gita fuori porta con  zia  Michela ed una sua amica quando nel 2011 vivevo lì da loro per lavoro. Dopo una bella passeggiata in città, nell’aria frizzantina della primavera, eravamo state al ristorante “Tre Pini” ed avevamo mangiato benissimo (e tanto). Con buffet finale di dolci!Bellissimo il duomo dai colori pastello con due torri in facciata ed i palazzo arcivescovile.

A Bolzano ho passeggiato in città e preso la funivia del Renon fino a Soprabolzano, località di villeggiatura con un panorama mozziafiato sulle Dolomiti e sui ghiacciai. Il Duomo è in un eclettico stile romanico e gotico ed è dedicato a Santa Maria Assunta.

Merano è indissolubilmente per me legata alla Principessa Sissi ed ai suoi soggiorni termali. Oggi centro importante per il welness, l’acqua che scorre dalle  fontane cittadine è freddissima anche d’estate!Provare per credere!A Sissi è dedicato il Parco Elisabetta ed il monumento che la raffigura (1903) e da qualche anno esiste anche un percorso escursionistico in suo onore.

Riva del Garda nella parte alta del Lago di Garda (lago che abbraccia tre regioni: Lombardia, Veneto e Trentino). Località turistica divenuta tale grazie al clima mite. Piazza III Novembre è il fulcro della cittadina, dotata di una rocca-fortezza, di una vista mozzafiato sul lago e di un reticolo di stradine e scorci che definirle pittoresche è troppo poco. E il giro in battello è d’obbligo.

Non sono mai stata in Trentino Alto Adige per sciare. Non ho mai sciato. Non sono mai stata in montagna con la neve. Occorre recuperare.

P.S. Mia zia in diretta da Trento è stata la mia memoria per scrivere questo post, quando  alcuni elementi mi erano sfuggiti. Grazie zia!

(Foto mie…vecchieeee accuratamente selezionate)